Il 1° maggio 2026, nella Festa dei Lavoratori, i negozi PAM Local in tutta Italia hanno scelto di restare aperti — spesso con orari ridotti, dalle 9:00 alle 20:00 — mentre i grandi formati PAM Panorama hanno adottato politiche più differenziate a seconda dell'area geografica. Per i dipendenti chiamati a lavorare oggi, i diritti sono precisi e garantiti dal contratto collettivo nazionale del commercio: una maggiorazione del 30% sulla retribuzione oraria e il diritto al riposo compensativo. Ecco cosa spetta davvero a chi ha lavorato il 1° maggio in un supermercato.
PAM il 1° maggio: aperture differenziate
PAM Panorama è una delle principali catene della grande distribuzione organizzata italiana, presente su tutto il territorio nazionale con due formati principali: i grandi ipermercati PAM Panorama e i negozi di prossimità PAM Local, più piccoli e presenti nei centri urbani.
Il 1° maggio 2026, come riportato dalle principali guide sulle aperture festive, i PAM Local hanno in larga parte tenuto aperto, rispondendo alla domanda di vicinanza urbana dei consumatori che si trovano a casa per la festività. I grandi formati, invece, hanno mostrato un comportamento più variabile: alcuni chiusi per rispetto della festività dei lavoratori, altri aperti con orari ridotti, in particolare nelle città dove la concorrenza dei supermercati aperti è più intensa.
La scelta di aprire il 1° maggio è legale, ma impone obblighi contrattuali precisi verso i lavoratori impiegati in quel giorno.
CCNL Terziario: quanto guadagna in più chi lavora oggi
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il settore Terziario, Distribuzione e Servizi — il contratto che si applica ai lavoratori dei supermercati come PAM — prevede un trattamento specifico per le festività nazionali riconosciute dalla legge. Il 1° maggio è una delle 13 festività nazionali, con uno status giuridico che lo distingue nettamente da una normale domenica.
Per il lavoro prestato in un giorno di festività nazionale, il CCNL Terziario prevede:
- Maggiorazione del 30% sulla retribuzione oraria ordinaria per ciascuna ora effettivamente lavorata nel giorno festivo
- Indennità sostitutiva del riposo: se il lavoratore non può fruire del riposo compensativo entro i termini previsti, matura un'ulteriore compensazione economica
- Recupero del riposo festivo entro le 6 settimane successive alla prestazione
Per fare un esempio pratico: un addetto PAM con retribuzione di 10 euro lordi all'ora matura, per ogni ora lavorata il 1° maggio, almeno 13 euro lordi. Per un turno di 8 ore, la retribuzione della sola giornata festiva ammonta a non meno di 104 euro lordi — al netto delle eventuali maggiorazioni aggiuntive previste dai contratti aziendali di secondo livello.
Si può rifiutare di lavorare il 1° maggio?
La risposta non è la stessa per tutti i lavoratori. Dipende dal contenuto del contratto individuale e dal CCNL applicato. In linea generale:
- Se il 1° maggio non era previsto nel tuo turno ordinario, il datore di lavoro può chiederti di lavorare, ma si applica la procedura di modifica del turno prevista dal contratto, che richiede preavviso adeguato e di norma il consenso del lavoratore.
- Se il tuo contratto include esplicitamente la disponibilità ai turni festivi, rifiutare senza una giustificazione legittima potrebbe essere considerato inadempimento contrattuale.
- Esistono tuttavia motivi legittimi di rifiuto: stato di malute documentato, congedo parentale in corso, esercizio di pratiche religiose documentate, o impegni di cura familiare certificati.
In ogni caso, la comunicazione del turno festivo deve avvenire con preavviso adeguato — di norma almeno 5 giorni lavorativi, salvo diversa disposizione nel contratto aziendale o accordo con il dipendente.
Il riposo compensativo: come e quando scatta
Il lavoratore che presta servizio nel giorno di festività nazionale ha diritto a un riposo compensativo da godere entro le 6 settimane successive. Non si tratta di una concessione discrezionale del datore di lavoro, ma di un diritto previsto sia dalla legge che dal CCNL.
Cosa succede se il riposo compensativo non viene concesso nei tempi stabiliti? Il lavoratore matura un credito che può essere:
- Convertito in retribuzione aggiuntiva, con le stesse maggiorazioni previste per il lavoro festivo
- Sommato al monte ore di ferie residue del lavoratore
- Fatto valere in sede di conciliazione sindacale o, in caso di mancato accordo, davanti al giudice del lavoro
È buona norma conservare documentazione scritta di tutti i turni festivi svolti — buste paga, conferme email o messaggi WhatsApp del responsabile — per poter far valere i propri diritti in caso di contestazione.
Aperture festive e lavoratori: un tema ricorrente
Il tema dei lavoratori della grande distribuzione impiegati durante le festività non è nuovo. Come già analizzato in occasione delle aperture di Pasqua e Pasquetta 2026, molte catene italiane tendono ad aprire anche nei giorni di festa nazionale, generando frequenti controversie sulle maggiorazioni non applicate correttamente o sui riposi compensativi non concessi. In un contesto in cui il salario minimo è in discussione in Parlamento, le tutele contrattuali per i festivi restano uno degli strumenti di protezione più concreti per i lavoratori del commercio.
Chi vigila sul rispetto dei diritti dei lavoratori festivi
Il rispetto delle norme sulle maggiorazioni festive è vigilato da più soggetti:
- Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL): può effettuare controlli nelle aziende, rilevare irregolarità e comminare sanzioni amministrative.
- Sindacati di categoria (Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs UIL): offrono assistenza gratuita ai lavoratori e possono aprire procedure di conciliazione o mediazione.
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: pubblica circolari e linee guida sul trattamento delle festività nazionali applicabili a tutti i settori.
Presentare una segnalazione all'INL o al sindacato non richiede necessariamente l'assistenza di un avvocato, ma avere supporto legale è consigliabile se la situazione evolve in un contenzioso formale con il datore di lavoro.
Cosa fare subito se hai lavorato il 1° maggio senza le dovute tutele
Se hai lavorato il 1° maggio 2026 in un punto vendita PAM o in qualsiasi altro supermercato e sospetti che le tutele contrattuali non siano state rispettate:
- Controlla la busta paga: verifica che la maggiorazione del 30% sia stata correttamente applicata alle ore lavorate il 1° maggio.
- Richiedi conferma scritta del riposo compensativo: chiedi al responsabile quando e come potrai recuperare il giorno festivo lavorato.
- Confronta con il CCNL: il testo del contratto collettivo è pubblico e consultabile tramite le organizzazioni sindacali di categoria o il patronato.
- Rivolgiti al sindacato o a un avvocato del lavoro se la busta paga non è corretta o se il riposo compensativo viene negato.
Un avvocato specializzato in diritto del lavoro può aiutarti a recuperare le somme non corrisposte e, se necessario, ad avviare le procedure formali per la tutela dei tuoi diritti.
Questo articolo ha carattere informativo. Non costituisce consulenza legale o sindacale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un avvocato specializzato o al tuo sindacato di categoria.

Chiara Romano