Avvocato del lavoro italiano che esamina contratti di lavoro con un dipendente in un ufficio moderno

25 marzo e le festività di primavera 2026: tutto sui diritti dei lavoratori italiani nei giorni festivi

4 min di lettura 25 marzo 2026

Oggi, 25 marzo 2026, i calendari italiani segnalano la Solennità dell'Annunciazione del Signore — una ricorrenza religiosa profondamente radicata nella tradizione cristiana, che a Firenze segna ancora il "Capodanno Fiorentino". Ma questa data è anche l'occasione per ricordare un tema che riguarda direttamente le tasche dei lavoratori italiani: i diritti nelle festività.

Con la Pasqua il 5 aprile, il 25 aprile (Festa della Liberazione), il 1° maggio (Festa dei Lavoratori) e l'eventuale ponte del 2 maggio, i prossimi 40 giorni sono un concentrato di festività che moltissimi italiani non sanno come gestire correttamente dal punto di vista contrattuale e retributivo.

Quante festività ha il 2026 e come sono distribuite?

L'Italia riconosce 12 festività nazionali pagate per l'anno 2026, secondo il calendario ufficiale. A queste si aggiunge il giorno del santo patrono locale. Il mese di aprile è il più ricco di tutto l'anno:

  • 5 aprile — Pasqua
  • 6 aprile — Lunedì dell'Angelo (Pasquetta)
  • 25 aprile — Festa della Liberazione

E il 1° maggio con la Festa dei Lavoratori chiude questo ciclo straordinario. Da oggi al 1° maggio, un dipendente italiano può avere fino a 5 giorni festivi — a seconda dei giorni della settimana su cui cadono. Nel 2026, il 25 aprile cade di sabato: questo ha implicazioni specifiche per chi lavora con orario articolato su più giorni.

Festività e lavoro: cosa prevede la legge italiana

Quando un lavoratore dipendente non lavora in un giorno festivo, ha comunque diritto alla sua normale retribuzione. Questo è un principio garantito dalla legge e rafforzato dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), che si applicano a quasi tutti i settori.

Se invece il lavoratore è chiamato a prestare servizio in un giorno festivo, scattano le maggiorazioni festive previste dalla contrattazione collettiva. Secondo i principali CCNL del settore privato:

  • Lavoro festivo (di giorno): maggiorazione del +55% sulla tariffa oraria ordinaria
  • Lavoro festivo notturno: maggiorazione del +70% sulla tariffa oraria
  • In alternativa al pagamento, il lavoratore può richiedere un riposo compensativo in altro giorno.

Dal 2026, grazie a una norma fiscale confermata nella Legge di Bilancio, i lavoratori del settore privato con reddito fino a 40.000 euro annui beneficiano di una tassazione agevolata al 15% sui compensi per lavoro festivo, notturno, turni e straordinari, fino a un massimo di 1.500 euro. Una misura che aumenta il netto in busta paga per chi lavora durante le festività.

Il caso del 25 aprile di sabato: chi ha diritto alla festività sostitutiva?

Il 25 aprile 2026 cade di sabato. Per i lavoratori che non lavorano normalmente il sabato, sorge il dubbio: ho comunque diritto alla retribuzione della festività?

La risposta dipende dal contratto collettivo applicato. Nella maggior parte dei CCNL, se la festività coincide con un giorno non lavorativo per il dipendente (come il sabato per chi lavora su 5 giorni), il lavoratore ha comunque diritto a:

  • Un giorno di riposo compensativo da fruire in altra data, oppure
  • Il pagamento della quota giornaliera aggiuntiva corrispondente alla festività

Questo è un diritto spesso non rivendicato perché molti lavoratori non ne sono consapevoli. Eppure, moltiplicato per tutti i dipendenti di un'azienda, l'impatto economico può essere considerevole.

Festività e part-time: regole diverse

Per i lavoratori part-time, le festività nazionali vanno commisurate all'orario contrattuale. Se un part-time lavora 4 ore al giorno, la retribuzione festiva è calcolata su 4 ore — non su 8. Anche le maggiorazioni per lavoro festivo si applicano in proporzione all'orario ridotto.

Un errore comune delle aziende è applicare le stesse regole dei full-time ai contratti a part-time: questo può configurare una differenza retributiva illegittima.

Quando rivolgersi a un avvocato del lavoro?

Il diritto del lavoro italiano è complesso e si articola in modo diverso a seconda del CCNL applicato al settore, della dimensione aziendale e della natura del contratto. Secondo INPS, esistono oltre 800 contratti collettivi registrati — ciascuno con regole specifiche su festività, maggiorazioni e riposi compensativi.

Vale la pena consultare un avvocato del lavoro nelle seguenti situazioni:

  • Il datore di lavoro non riconosce la retribuzione per una festività lavorata
  • Non viene corrisposta la maggiorazione contrattuale per il lavoro festivo
  • Si subisce una riduzione dello stipendio in corrispondenza di festività non lavorate
  • Si è in dubbio sul CCNL applicato o sulla corretta classificazione del contratto

Lavoratori e datori di lavoro possono consultare anche le guide disponibili sul portale del Ministero del Lavoro per orientarsi tra i diversi istituti contrattuali.

Leggi anche: Sciopero del 20 marzo 2026: i diritti di lavoratori e passeggeri — cosa cambia per un approfondimento sui diritti durante le interruzioni del lavoro.

Un mese di festività: opportunità o fonte di conflitti?

I mesi di marzo, aprile e maggio 2026 offrono una concentrazione unica di festività nazionali. Sono un'opportunità per il benessere dei lavoratori — ma anche un momento critico per la corretta applicazione dei contratti.

Conoscere i propri diritti sulle festività, le maggiorazioni a cui si ha diritto e le regole sui riposi compensativi non è solo una questione economica: è un indicatore della qualità del rapporto di lavoro. Un avvocato specializzato in diritto del lavoro può verificare che il vostro trattamento sia conforme alla legge e al CCNL di categoria.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza legale professionale. Per casi specifici, consultate un avvocato specializzato in diritto del lavoro.

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