25 aprile 2026 cade di sabato: cosa spetta davvero ai lavoratori?

Celebrazioni del 25 aprile Festa della Liberazione in Italia, bandiere tricolori e persone in piazza

Photo : Valerio Bianchi / Wikimedia

4 min di lettura 24 aprile 2026

Il 25 aprile 2026 — Festa della Liberazione — cade di sabato, e questa coincidenza crea confusione su migliaia di buste paga italiane. Molti lavoratori non sanno se hanno diritto a un giorno di riposo compensativo, a una maggiorazione sulla retribuzione, o semplicemente a nulla. Ecco cosa dice la legge.

Perché il 25 aprile di sabato crea problemi

Il 25 aprile è una festività nazionale istituita dalla legge n. 655 del 1949, che commemora la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista il 25 aprile 1945. Come tutte le festività nazionali, garantisce ai lavoratori dipendenti una tutela retributiva specifica — ma il trattamento cambia radicalmente a seconda del contratto collettivo applicato e del giorno della settimana in cui cade.

Quando una festività coincide con una domenica, la legge prevede esplicitamente un giorno di riposo compensativo o un'indennità aggiuntiva. Ma il sabato non è domenica: per molti lavoratori è già un giorno non lavorativo, e la festività che cade in quel giorno "si perde", senza compensazione.

Cosa dice il Codice del Lavoro

La normativa di riferimento è l'articolo 5 della legge 260/1949, che disciplina le festività civili e religiose. Per i lavoratori che osservano la settimana corta (lunedì-venerdì), il sabato è già un giorno di riposo: la festività che ci cade sopra non genera diritto aggiuntivo, salvo quanto previsto dal CCNL di riferimento.

Per i lavoratori che lavorano normalmente di sabato — commercio, turismo, servizi, industria a ciclo continuo — il 25 aprile è una festività lavorativa a tutti gli effetti. In questo caso spettano:

  • La retribuzione base per la giornata
  • Una maggiorazione festiva (solitamente il 30-50% in più, secondo il CCNL)
  • O, in alternativa, un giorno di riposo compensativo

Chi rischia di perdere il giorno festivo

I lavoratori più esposti sono quelli con settimana lavorativa dal lunedì al venerdì, per i quali il sabato è non lavorativo per contratto. Per loro, il 25 aprile 2026 non genera né riposo compensativo né indennità aggiuntiva, salvo che il contratto collettivo applicato non preveda diversamente.

Secondo un'analisi pubblicata su Zazoom il 22 aprile 2026, la situazione varia significativamente da contratto a contratto: alcuni CCNL del settore metalmeccanico e del pubblico impiego prevedono una "monetizzazione" automatica della festività persa, altri no.

I settori più a rischio di contestazione

Le controversie sulla retribuzione festiva si concentrano in alcuni settori:

Commercio e turismo: lavoratori spesso chiamati a lavorare il 25 aprile. Se il datore non applica correttamente le maggiorazioni previste dal CCNL Terziario, il lavoratore ha diritto di rivendicarle.

Industria: nei contratti metalmeccanici, la festività che cade di sabato è spesso compensata con permessi aggiuntivi. Verifica il tuo CCNL.

Pubblico impiego: i dipendenti pubblici hanno normalmente il sabato libero. Per loro, il 25 aprile di sabato non genera compensazione automatica.

Lavoratori autonomi e partite IVA: non hanno diritto alle tutele sulle festività, salvo quanto concordato contrattualmente con il committente.

Come verificare cosa spetta nella tua busta paga

Per capire cosa ti spetta nel caso specifico, segui questi passi:

  1. Identifica il tuo CCNL — è indicato nel contratto di assunzione e in busta paga. Se non lo conosci, chiedi alla tua azienda o al sindacato di riferimento.
  2. Leggi l'articolo sulle festività del tuo CCNL — solitamente è una sezione dedicata che specifica il trattamento per le festività che cadono di sabato.
  3. Verifica la busta paga di maggio — la retribuzione del 25 aprile viene liquidata normalmente nel cedolino del mese in corso. Controlla che siano presenti le voci corrette.
  4. Conserva le buste paga — sono necessarie per qualsiasi contestazione futura.

Quando rivolgersi a un avvocato del lavoro

Se credi di non ricevere quanto ti spetta, o se il tuo datore di lavoro nega le maggiorazioni previste dal CCNL, un avvocato specializzato in diritto del lavoro può:

  • Analizzare la tua busta paga e il contratto applicato
  • Valutare se esistono le condizioni per una contestazione formale
  • Assisterti in una procedura di conciliazione o, se necessario, in giudizio

La tutela dei diritti lavorativi sulle festività è un ambito tecnico dove l'errore del datore di lavoro è più comune di quanto si creda. Un'analisi professionale spesso rivela differenze retributive su mesi o anni di contributi non corrisposti.

Puoi leggere anche come funzionano le maggiorazioni festive nel 2026 e cosa prevede il CCNL per le festività di primavera su Expert Zoom.

Il valore della Liberazione nel diritto del lavoro moderno

Oltre alla questione retributiva concreta, il 25 aprile porta con sé un significato che il movimento sindacale italiano rivendica ogni anno: la Festa della Liberazione è anche la festa dei diritti acquisiti con la Resistenza, inclusi i diritti del lavoro sanciti dalla Costituzione del 1948. Non è un caso che la CGIL e le altre confederazioni organizzino ogni anno manifestazioni che legano la memoria storica alle battaglie attuali per il lavoro dignitoso.

Secondo la CGIL Milano, le celebrazioni del 25 aprile 2026 includono anche dibattiti dedicati alla resistenza dei lavoratori e alle sfide del lavoro contemporaneo: precarietà, contratti pirata, diritti dei lavoratori delle piattaforme digitali.

In sintesi

Il 25 aprile 2026 cade di sabato: per molti lavoratori questo significa perdere la festività senza compensazione. La regola non è universale — dipende dal tuo contratto collettivo, dai tuoi giorni lavorativi abituali e dal settore in cui operi. Se hai dubbi sulla correttezza della tua busta paga, non aspettare: consulta un esperto di diritto del lavoro per capire subito cosa ti spetta davvero.

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