Pasquetta 2026 cade il 6 aprile: i principali supermercati italiani saranno aperti, ma i lavoratori impiegati in quel giorno hanno diritto a una retribuzione maggiorata prevista dal contratto collettivo applicabile.
Pasqua chiusa, Pasquetta aperta: cosa succede davvero
Domenica 5 aprile 2026, la maggior parte dei grandi supermercati italiani — Esselunga, Conad, Coop, ALDI, LIDL, MD — resterà chiusa o opererà con orari fortemente ridotti. Il giorno di Pasqua viene ancora percepito come giorno di riposo assoluto dalla grande distribuzione, anche se non esiste un obbligo legale uniforme di chiusura.
La situazione cambia radicalmente il lunedì dell'Angelo, 6 aprile 2026. Pasquetta è una festività nazionale riconosciuta dalla legge italiana, il che modifica sostanzialmente le regole per i lavoratori del settore. Catene come ALDI, Carrefour, BENNET, CONAD e LIDL aprono regolarmente, con orari simili alla domenica (indicativamente 8:00–20:00), mentre ESSELUNGA e COOP applicano orari ridotti. I clienti sono comunque invitati a verificare l'apertura del punto vendita locale prima di mettersi in cammino.
I diritti dei lavoratori nelle festività: cosa dice la legge
Pasquetta è un giorno festivo ai sensi della legge n. 260/1949 sulle festività nazionali italiane. Questo ha conseguenze dirette sulla busta paga di chi lavora il 6 aprile.
Per i lavoratori che non lavorano: la retribuzione mensile non subisce alcuna decurtazione. Il giorno festivo è retribuito come giorno lavorativo normale, incluso nella paga base.
Per i lavoratori che lavorano: qui entrano in gioco i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). Nel settore del commercio e della grande distribuzione, chi presta servizio in un giorno festivo ha generalmente diritto a:
- Una maggiorazione festiva sulla retribuzione ordinaria (la percentuale varia dal 30 % al 50 % secondo il CCNL applicato);
- Oppure, in alternativa, un riposo compensativo da fruire entro un termine concordato.
La scelta tra le due opzioni — maggiorazione monetaria o riposo compensativo — dipende dai termini del contratto individuale o dell'accordo aziendale in vigore, secondo quanto stabilisce il CCNL Commercio.
La maggiorazione festiva: come si calcola
Per i lavoratori con paga oraria, la retribuzione festiva si calcola generalmente come segue: la retribuzione normale dell'ora lavorata, moltiplicata per il coefficiente di maggiorazione previsto dal CCNL (es. 1,35 per il 35 % di maggiorazione). Per i lavoratori con retribuzione mensile, la quota oraria si ricava dividendo la paga mensile per le ore lavorate nel mese.
Attenzione: le regole variano in modo significativo tra il CCNL del terziario/commercio, il CCNL della logistica e quello della grande distribuzione organizzata (GDO). In caso di dubbio, il lavoratore ha il diritto di richiedere al proprio datore di lavoro o al sindacato il prospetto dettagliato della voce "maggiorazione festiva" in busta paga.
Quando è lecito rifiutarsi di lavorare a Pasquetta?
Nessuna norma di legge obbliga un lavoratore del commercio a lavorare nelle festività, a meno che il contratto individuale o collettivo non lo preveda espressamente. Se il datore di lavoro richiede la prestazione lavorativa il 6 aprile e il dipendente ritiene che la richiesta violi le disposizioni contrattuali, può rivolgersi al sindacato di categoria o a un avvocato specializzato in diritto del lavoro per verificare la propria posizione.
I lavoratori stagionali o a tempo determinato, in particolare, devono controllare con attenzione se il proprio contratto include clausole specifiche sulle festività, poiché queste tutele non sempre vengono applicate correttamente nei rapporti di lavoro atipici.
Cosa fare se la maggiorazione non appare in busta paga
Se il 6 aprile è stato lavorato e la busta paga di aprile non riporta la voce "maggiorazione festiva", il lavoratore ha a disposizione diverse opzioni:
- Controllare il cedolino in dettaglio: la maggiorazione può essere inclusa in voci aggregate o sotto una denominazione diversa (es. "elemento variabile della retribuzione").
- Richiedere spiegazioni per iscritto al responsabile del personale o all'ufficio paghe, conservando la comunicazione.
- Segnalare l'irregolarità all'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) o al sindacato di categoria.
- Rivolgersi a un avvocato del lavoro per valutare un eventuale ricorso o una richiesta di regolarizzazione retroattiva.
Un avvocato specializzato in diritto del lavoro può analizzare il contratto, identificare le omissioni retributive e assistere il lavoratore nella tutela dei propri diritti. Le cause per omessa maggiorazione festiva sono frequenti nei tribunali del lavoro italiani e spesso si risolvono in favore del dipendente.
Consumatori: cosa aspettarsi per la spesa di Pasqua
Per chi vuole fare la spesa durante le festività, il consiglio pratico è di anticipare gli acquisti entro sabato 4 aprile, quando tutti i punti vendita sono regolarmente aperti. Il 5 aprile (Pasqua) è meglio affidarsi ai negozi di vicinato o agli esercizi che applicano aperture domenicali ridotte. Il 6 aprile (Pasquetta) la maggior parte della grande distribuzione è aperta, ma con orari variabili: verificate sempre l'orario specifico del vostro punto vendita.
Buona Pasqua e Pasquetta a tutti — e se lavorate in questi giorni, controllate la vostra busta paga.
Un avvocato del lavoro per tutelare i vostri diritti
Le festività pasquali rappresentano ogni anno una delle situazioni più frequenti di contestazione retributiva nel settore della grande distribuzione. Spesso le omissioni non sono deliberate, ma derivano da interpretazioni errate del CCNL applicato o da errori dei sistemi di gestione paghe. Un avvocato del lavoro esperto può fare la differenza tra una vertenza lunga e dispendiosa e una risoluzione rapida e favorevole.
Per saperne di più su come i lavoratori del commercio sono tutelati durante le festività italiane, consultate anche i diritti dei lavoratori nelle festività di primavera 2026.
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Questo articolo ha finalità informative generali. Per una consulenza personalizzata sul proprio contratto di lavoro, è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto del lavoro.
