Jhon Lucumí, difensore colombiano del Bologna FC, ha una clausola rescissoria da 28 milioni di euro che scade il 10 luglio 2026: Roma, Barcelona, Aston Villa, Galatasaray e Sunderland sono in corsa per aggiudicarselo prima di quella data. Il caso illumina uno degli strumenti giuridici più potenti — e più fraintesi — del calcio professionistico italiano.
Cos'è una clausola rescissoria e quando si applica
Nel diritto sportivo italiano, la clausola rescissoria è una disposizione contrattuale che consente al calciatore di svincolarsi unilateralmente dalla propria società versando un importo prefissato. Non è un meccanismo automatico: richiede una volontà esplicita del giocatore, una procedura formale e scadenze rigidamente definite.
Il D.Lgs. 36/2023 — la riforma del lavoro sportivo in Italia — ha ridefinito molti aspetti dei contratti tra atleti professionisti e società sportive, rafforzando le tutele del lavoratore sportivo. La clausola rescissoria nel calcio è però regolata in maniera specifica anche dai regolamenti della FIGC e dalle norme FIFA sul trasferimento dei calciatori.
Nel caso di Lucumí, la clausola è fissata a 28 milioni di euro e può essere attivata entro il 10 luglio 2026. Passata quella data, il difensore sarà vincolato al Bologna fino alla scadenza naturale del contratto, e il club ritroverà pieno potere negoziale.
Chi attiva la clausola e come funziona il processo
Contrariamente all'idea comune, non è il club acquirente a "invocare" la clausola: è il calciatore a doverla esercitare. Il processo prevede, in sintesi:
- Il giocatore notifica formalmente al Bologna l'intenzione di avvalersi della clausola rescissoria
- Il club acquirente versa i 28 milioni di euro tramite il sistema FIFA TMS (Transfer Matching System)
- La FIGC ratifica il trasferimento e lo registra ufficialmente
Il Bologna non può opporsi a una clausola correttamente attivata. Può però esigere che la procedura rispetti ogni formalità: una notifica tardiva, anche di un solo giorno, o un bonifico non conforme alle istruzioni del TMS, renderebbero l'operazione nulla.
Questo spiega perché le società cedenti spesso esaminano ogni aspetto procedurale: non necessariamente per bloccare il giocatore, ma per guadagnare potere negoziale o, in caso di irregolarità, per trattenere il calciatore per un'altra stagione.
I diritti del calciatore nella fase di trasferimento
Lucumí ha già rifiutato il Sunderland — club inglese che non disputa competizioni europee — nonostante un'offerta economica rilevante. Questo comportamento è legalmente legittimo? Assolutamente sì: il calciatore ha pieno diritto di scegliere il club con cui firmare il nuovo contratto, purché la clausola sia attivata secondo le norme vigenti.
Nessuna norma FIFA o FIGC obbliga il giocatore ad accettare la prima offerta economicamente congrua. Il bilanciamento tra la libertà contrattuale del lavoratore sportivo e la stabilità dei rapporti tra club è uno degli aspetti più delicati della legislazione sportiva moderna.
Tre diritti fondamentali che spesso calciatori e agenti non conoscono a fondo:
- Diritto di veto sul club acquirente: la clausola dà la libertà di andarsene, ma non impone una destinazione
- Diritto alla consulenza legale indipendente nella negoziazione del contratto con il nuovo club
- Diritto all'informazione: il giocatore ha diritto a ricevere copia integrale di tutte le clausole contrattuali, incluse eventuali opzioni unilaterali di rinnovo a favore della società
Scenario post-10 luglio: cosa succede se la clausola scade
Se nessun club attivasse la clausola rescissoria entro il 10 luglio 2026, Lucumí rimarrebbe al Bologna almeno per la stagione 2026-27. Le conseguenze pratiche sarebbero significative:
- Il Bologna ritroverebbe il pieno controllo sulla negoziazione, potendo trattare il trasferimento a libero mercato senza i vincoli della clausola
- Il valore di mercato di Lucumí potrebbe ridursi progressivamente, avvicinandosi alla scadenza contrattuale
- Il giocatore potrebbe iniziare a trattare con club stranieri già da gennaio 2027 per un accordo a parametro zero a fine stagione
Alcune fonti riportano l'esistenza di un'opzione di rinnovo unilaterale nel contratto originale, in favore del Bologna. Nel nuovo quadro normativo del D.Lgs. 36/2023, simili clausole devono rispettare condizioni specifiche per risultare valide: la durata massima del contratto, l'equilibrio economico tra le parti e la proporzionalità dell'obbligo sono tutti elementi che un avvocato esperto saprebbe esaminare con attenzione.
Quando serve un avvocato specializzato in diritto sportivo
Il caso Lucumí è paradigmatico: le clausole contrattuali nel calcio professionistico non sono mai semplici come appaiono in un comunicato stampa. Come evidenziato anche nel caso delle clausole rescissorie in Serie A, ogni dettaglio formale può determinare l'esito di un trasferimento da decine di milioni di euro.
Per un calciatore professionista — ma anche per un giovane atleta che firma il primo contratto con un'accademia o una società dilettantistica — avere un avvocato esperto in diritto sportivo può fare la differenza tra una carriera tutelata e anni di controversie.
Un avvocato sportivo può:
- Verificare la validità e i termini esatti di ogni clausola rescissoria prima dell'attivazione
- Tutelare il calciatore nelle trattative economiche con il club acquirente
- Assistere nelle procedure formali di attivazione e nei rapporti con il sistema FIFA TMS
- Difendere gli interessi dell'atleta davanti alla Camera di Risoluzione Dispute FIFA o al Tribunale Nazionale Arbitrale Sportivo (TNAS)
- Analizzare la legittimità delle opzioni di rinnovo unilaterale alla luce del D.Lgs. 36/2023
Dietro ogni cifra di mercato, dietro ogni "clausola da 28 milioni", ci sono diritti, obblighi e scadenze che richiedono competenza giuridica specifica. Se sei un atleta o un procuratore che deve orientarsi tra clausole contrattuali complesse, consultare un avvocato sportivo qualificato è il primo passo per proteggere gli interessi di chi lavora nello sport.
Nota: questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, si raccomanda di rivolgersi a un professionista qualificato.

Sofia Gallo