Parma-Sassuolo, l'ultima di Serie A: quando scade il contratto di un calciatore, cosa succede davvero?
Il Tardini ospita l'ultima giornata di Serie A 2025/26. Il 24 maggio 2026, Parma e Sassuolo si affrontano nel derby emiliano di fine campionato — ma per almeno sette calciatori crociati, tra cui il capitano Roberto Delprato, lo spagnolo Iván Estévez (quattro anni in gialloblu) e il portiere Suzuki, l'ultimo fischio segna anche la scadenza del contratto. Mentre i tifosi applaudono gli addii, il mondo del calcio professionistico italiano affronta una realtà che riguarda ogni lavoratore sportivo: cosa succede, dal punto di vista legale e previdenziale, quando un contratto termina senza rinnovo?
Il "passo d'addio" al Tardini: chi lascia il Parma
Secondo le anticipazioni di ParmaLive e Gazzetta di Parma, al Tardini scendono in campo per l'ultima volta con la maglia ducale: Delprato (capitano, in scadenza), Estévez (centrocampista spagnolo, 4 anni in gialloblu), Keita (attaccante), Pellegrino (difensore), Bernabé, Troilo e Circati. Quasi tutti sono già nel mirino di altri club della Serie A o di squadre estere.
Anche la panchina è in bilico: il tecnico Carlos Cuesta potrebbe non essere confermato, con trattative ancora in corso tra la società e il suo entourage.
Uno scenario simile, su fronte opposto, vive Sassuolo: Berardi, rientrato da un lungo infortunio muscolare a gennaio 2026, potrebbe presto discutere di nuovi termini contrattuali con il club neroverde.
Cosa dice la legge italiana sui contratti sportivi in scadenza
In Italia, il contratto del calciatore professionista è regolato dalla Legge n. 91 del 1981 (tutela del lavoro sportivo) e, dal 2023, dal Decreto Legislativo n. 36/2021 (riforma del lavoro sportivo), che ha introdotto importanti novità sulla classificazione dei lavoratori sportivi e sui loro diritti previdenziali.
La norma stabilisce che il contratto sportivo è a termine: non può essere a tempo indeterminato. Quando scade, se non vi è rinnovo, il calciatore diventa svincolato e può accordarsi liberamente con qualsiasi club. Non esiste il vincolo di trasferimento oneroso: il giocatore è libero, come avviene con il cosiddetto regime Bosman (sancito a livello europeo dalla sentenza della Corte di Giustizia UE del 1995).
Questo principio vale sia per i campioni di Serie A sia per il dilettante che smette di giocare a fine stagione: la scadenza del contratto è sempre un momento che richiede attenzione giuridica.
I diritti dello sportivo svincolato: dalla NASPI all'indennità di fine rapporto
Una delle domande più frequenti tra i calciatori (e tra i lavoratori sportivi in generale) riguarda l'accesso alla NASpI — l'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS. Prima della riforma del 2021, i calciatori professionisti non erano tutelati come i lavoratori dipendenti ordinari. Oggi, grazie al D.Lgs 36/2021, chi lavora nello sport con contratto subordinato ha diritto, al termine del rapporto, a:
- NASpI, se in possesso dei requisiti contributivi (almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti)
- TFR (Trattamento di Fine Rapporto), se il contratto è stato di tipo subordinato (e non autonomo)
- Liquidazione, secondo le regole specifiche del CCNL del lavoro sportivo
Tuttavia, la distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo in ambito sportivo è spesso sottile, e molti atleti — soprattutto nei campionati semiprofessionistici — si trovano in una zona grigia normativa. Secondo i dati del Ministero del Lavoro, nel 2025 circa il 30% dei contenziosi nel settore sportivo riguardava proprio la qualificazione del rapporto di lavoro.
Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la riforma del lavoro sportivo ha ridefinito le categorie di atleti e introdotto tutele previdenziali precedentemente inesistenti per molti sportivi professionisti.
Il trasferimento a parametro zero: opportunità e rischi fiscali
Diventare svincolati significa anche affrontare una decisione cruciale sul fronte economico: il cosiddetto trasferimento a parametro zero (o "a zero") può portare a premi di firma elevati, ma nasconde insidie fiscali non trascurabili.
Stando alle elaborazioni di settore, i bonus alla firma offerti ai giocatori svincolati vengono spesso strutturati come "indennità di preparazione" o "diritti d'immagine" per ottimizzare la tassazione. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli su questi schemi, soprattutto dopo i casi che hanno riguardato alcune società di Serie A negli ultimi tre anni.
Un consulente patrimoniale specializzato in pianificazione fiscale per lavoratori sportivi può fare la differenza: scegliere la struttura contrattuale sbagliata può significare pagare il doppio di imposte su un bonus di firma, o perdere l'accesso ad agevolazioni come il regime dei "impatriati" (previsto per calciatori che rientrano in Italia dopo aver lavorato almeno due anni all'estero).
Per chi vuole esplorare articoli simili sulla tutela legale dei calciatori, può approfondire su: i diritti dei giovani calciatori in Serie A secondo la normativa FIGC e cosa succede ai contratti degli Azzurri quando l'Italia è esclusa dai Mondiali.
Quando è utile consultare un avvocato specializzato in diritto sportivo
Che siate calciatori professionisti, atleti dilettanti o dirigenti di un club, ci sono situazioni in cui il supporto di un legale specializzato è fondamentale:
- Fine contratto con rinnovo contestato: se il club propone condizioni peggiorative, un avvocato può negoziare o impugnare la clausola
- Risoluzione anticipata: rottura unilaterale del contratto da parte del club o dell'atleta, con richiesta di indennizzo
- Controversie sui diritti d'immagine: sempre più frequenti con l'espansione dei social e degli accordi di sponsorizzazione personale
- Accesso agli ammortizzatori sociali: la normativa post-riforma è complessa; un esperto può verificare l'effettivo accesso alla NASpI o al TFR
- Sanzioni disciplinari: come nel caso del giovane Tomsa (Sassuolo Primavera), squalificato e poi ridotto in appello per un'aggressione all'arbitro — il ricorso alla giustizia sportiva richiede competenze specifiche
Un consulente legale esperto di diritto sportivo può fare la differenza tra un accordo favorevole e anni di contenzioso con i club.
Il calcio come specchio del diritto del lavoro
La partita Parma-Sassuolo del 24 maggio 2026 non è solo l'ultimo capitolo di una stagione emiliana: è il simbolo di una transizione lavorativa che riguarda decine di professionisti ogni anno. Delprato, Estévez e gli altri lasciano il Tardini tra gli applausi, ma le prossime settimane li vedranno affrontare trattative, scelte fiscali e valutazioni giuridiche che possono segnare il resto della loro carriera.
Non serve essere calciatori di Serie A per affrontare la fine di un contratto con la giusta preparazione. Il diritto del lavoro sportivo è oggi più strutturato che mai — e un esperto al vostro fianco può trasformare un addio in un nuovo inizio più sicuro.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo generale. Per analizzare la propria situazione contrattuale specifica, è consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto sportivo e del lavoro.

Chiara Romano