Marco Palestra all'Inter per 50 milioni: cosa dice la clausola sulla futura cessione

Avvocato sportivo che esamina contratti di trasferimento calcistico in un ufficio milanese
5 min di lettura 19 giugno 2026

Marco Palestra va all'Inter per quasi 50 milioni: ecco cosa prevede la clausola sulla futura cessione e perché l'Atalanta la vuole nel contratto di trasferimento 2026.

Il trasferimento che non è ancora chiuso: il nodo della clausola

Marco Palestra è a un passo dall'Inter. Secondo quanto riportato da Eurosport e Sky Sport, tra i due club esiste già un accordo verbale per il trasferimento del centrocampista classe 2005 per una cifra vicina ai 50 milioni di euro totali: circa 45 milioni di euro fissi più bonus. Il giocatore ha già trovato un'intesa personale con il club nerazzurro fino al 2031, con uno stipendio di circa 2 milioni di euro netti a stagione (3,7 milioni lordi).

Eppure la trattativa non è ancora chiusa. Il vero ostacolo non è il prezzo di base: è la percentuale sulla futura cessione che l'Atalanta vuole inserire nel contratto. Un dettaglio che in apparenza sembra secondario, ma che nel diritto sportivo italiano può valere molti milioni di euro.

Cos'è la clausola sulla futura cessione?

Nel linguaggio tecnico del calciomercato, si tratta di una clausola contrattuale di rivendita — chiamata anche "sell-on clause" o "add-on" in ambito internazionale — che consente al club cedente di ricevere una percentuale del corrispettivo qualora l'acquirente rivendesse il giocatore in futuro.

Secondo le Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF), tali clausole sono legalmente ammissibili e devono essere espressamente incluse nel contratto di cessione del cartellino, depositato presso la Lega Serie A entro le finestre di calciomercato. La percentuale può variare da un accordo all'altro, ma tipicamente si colloca tra il 10% e il 20% della plusvalenza generata.

Esempio concreto: se l'Inter acquista Palestra a 50 milioni di euro e lo rivendesse in futuro a 80 milioni, con una clausola al 15% l'Atalanta percepirebbe 4,5 milioni aggiuntivi — il 15% dei 30 milioni di plusvalenza realizzata.

La strategia Atalanta: un modello consolidato

L'Atalanta di Percassi non è nuova a questo approccio. Il club bergamasco ha costruito parte del proprio modello economico sulla valorizzazione dei talenti e sull'inserimento sistematico di clausole di rivendita nei contratti di cessione. Nel caso di Palestra — nato nel 2005, cresciuto nel settore giovanile orobico e rientrato dal prestito al Cagliari — il potenziale di apprezzamento futuro è considerevole: l'Inter lo prende come prima alternativa a Denzel Dumfries, destinato al Real Madrid, con prospettive di lungo periodo.

Per l'Atalanta, cedere un giovane di talento significa anche cedere valore potenziale futuro. La clausola sulla rivendita è lo strumento legale per non rinunciare definitivamente a quella fetta di valore.

Le implicazioni legali per l'Inter

Per il club acquirente, accettare una percentuale sulla rivendita significa limitare la propria libertà contrattuale futura. Ogni eventuale cessione di Palestra dovrà tenere conto di questo onere aggiuntivo, con impatti concreti sul calcolo della plusvalenza — rilevante per le norme UEFA di Sostenibilità Finanziaria — e sulle trattative con i potenziali acquirenti futuri.

Dal punto di vista del diritto civile italiano (artt. 1321 e seguenti del Codice Civile), queste clausole configurano obbligazioni di dare sottoposte a condizione sospensiva: l'obbligo di pagamento sorge solo al verificarsi dell'evento futuro, ovvero la rivendita. Devono essere redatte con estrema precisione per evitare contenziosi futuri. In particolare, il contratto deve specificare:

  • Se la percentuale si calcola sull'intero corrispettivo di cessione o sulla sola plusvalenza
  • Se la clausola ha una scadenza temporale (ad esempio, solo nelle prime tre stagioni)
  • Come si gestisce un eventuale trasferimento a parametro zero
  • Se sono incluse forme di corrispettivo non monetario (scambi di cartellini, prestiti)

Ogni ambiguità su questi punti può diventare oggetto di contenzioso davanti alla Commissione Tesseramento della FIGC o al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna — come già accaduto in altri trasferimenti eccellenti legati all'Inter, ad esempio nella vicenda Lautaro Martínez contro l'agenzia NF Consulting.

Il ruolo del giocatore e della solidarity contribution

Marco Palestra, come ogni calciatore professionista, non è tecnicamente parte del contratto di cessione del cartellino tra i due club. Tuttavia, il suo agente — e un avvocato sportivo specializzato — possono avere un interesse diretto nelle trattative: alcune clausole di rivendita prevedono una quota destinata al calciatore stesso, incentivandolo alla rivalutazione nel proprio interesse economico.

Parallelamente, esiste un secondo meccanismo redistributivo di natura obbligatoria: la solidarity contribution prevista dall'art. 21 del Regolamento FIFA sullo Statuto e il Trasferimento dei Calciatori. Si tratta di un contributo pari al 5% del corrispettivo totale di trasferimento, distribuito automaticamente tra tutti i club che hanno contribuito alla formazione del giocatore tra i 12 e i 23 anni, in proporzione agli anni trascorsi in ogni società. Nel caso di Palestra, questa somma andrà alle società che lo hanno accolto nelle giovanili — un meccanismo separato rispetto alla clausola negoziata dall'Atalanta, ma altrettanto rilevante dal punto di vista contrattuale.

Quando è necessario un avvocato sportivo?

Contratti di questo livello di complessità — tra clausole risolutive, bonus legati alle prestazioni, percentuali sulla futura rivendita e solidarity contributions — richiedono una consulenza legale specializzata. Non solo per i club professionistici, ma anche per i calciatori emergenti che si trovano per la prima volta a negoziare un contratto importante.

Un avvocato esperto in diritto sportivo e contrattualistica calcistica può:

  • Analizzare e negoziare le clausole di rivendita per tutelare gli interessi del giocatore o del club cedente
  • Verificare la conformità del contratto con le NOIF FIGC e i regolamenti FIFA
  • Assistere in caso di contenziosi davanti agli organi disciplinari federali o al TAS
  • Strutturare le clausole in modo da ridurre il rischio di ambiguità interpretative future

Le transazioni nel calcio professionistico italiano valgono centinaia di milioni di euro ogni anno. Come dimostra il caso Palestra, spesso non è il prezzo base a fare la differenza, ma i dettagli scritti in fondo al contratto. Rivolgersi a un professionista prima di firmare non è un lusso: è la scelta più prudente.

Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo generale e non costituiscono consulenza legale. Per questioni specifiche relative a contratti sportivi, è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto sportivo.

Se stai affrontando una negoziazione contrattuale, una controversia sportiva o hai bisogno di comprendere meglio le clausole del tuo accordo, Expert Zoom ti mette in contatto con avvocati esperti in diritto sportivo pronti a rispondere alle tue domande.

I nostri esperti

Vantaggi

Risposte rapide e precise per tutte le tue domande e richieste di assistenza in più di 200 categorie.

Migliaia di utenti hanno ottenuto una soddisfazione di 4,9 su 5 per i consigli e le raccomandazioni fornite dai nostri assistenti.