Coco Gauff è in finale agli Internazionali BNL d'Italia 2026, al Foro Italico di Roma, dove sfida Elina Svitolina per il titolo. Già finalista nel 2025, la tennista americana di 21 anni è tornata al vertice del circuito WTA con 31 milioni di dollari guadagnati nell'anno — per il terzo anno consecutivo l'atleta più pagata al mondo.
Ma oltre ai titoli sportivi, il caso Gauff illumina una realtà che riguarda anche i giovani atleti italiani: quanto presto bisogna iniziare a pensare alla gestione patrimoniale? E chi dovrebbe affiancarti?
31 milioni all'anno: come si costruisce un patrimonio sportivo
Il modello economico di Coco Gauff è studiato nelle business school come esempio di diversificazione precoce. Secondo Forbes, nel 2026 il suo reddito si divide tra:
- Circa 8 milioni di dollari in prize money tennistico
- Circa 23 milioni di dollari in sponsorizzazioni e attività commerciali
I partner includono New Balance (con cui ha firmato il suo primo contratto a 14 anni), Barilla, Head, Rolex e, dal 2024, la sua società di gestione personale Coco Gauff Enterprises, costituita in partnership con William Morris Endeavor.
Il dato più interessante non è la cifra totale — è che solo il 26% dei guadagni proviene dalla competizione diretta. Il restante 74% è costruito su un piano patrimoniale a lungo termine, sviluppato con professionisti specializzati fin dall'adolescenza.
La carriera sportiva è corta: il rischio che molti atleti sottovalutano
Un tennista professionista ha in media una finestra competitiva di 12-15 anni ai massimi livelli. Per un'atleta donna che inizia giovane come Gauff, i picchi di guadagno si concentrano in un lasso di tempo relativamente breve, prima che infortuni, cambiamenti fisici o semplicemente l'avanzare dell'età rendano necessario il ritiro.
Come mostra il caso di Stan Wawrinka, che ha annunciato il ritiro nel 2026, anche i campioni che guadagnano cifre importanti si trovano a dover pianificare il "dopo" con attenzione. La domanda non è solo "quanto ho guadagnato?", ma "quanto mi resterà dopo le tasse, gli agenti, i costi e gli anni senza stipendio fisso?".
Fiscalità sportiva in Italia: cosa cambia per gli atleti professionisti
In Italia, la gestione delle entrate di un atleta professionista è disciplinata da regole specifiche, profondamente diverse da quelle del lavoro dipendente ordinario. Il D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrato pienamente in vigore nel 2023, ha ridefinito i rapporti di lavoro nel settore sportivo, introducendo contratti obbligatori, contributi previdenziali dedicati e tutele specifiche.
Tra gli aspetti più rilevanti per un atleta che inizia a guadagnare:
- Tassazione sui premi: il prize money è considerato reddito da lavoro sportivo e soggetto a IRPEF progressiva
- Sponsorizzazioni e diritti d'immagine: seguono regole diverse e richiedono spesso la costituzione di una società o una gestione separata
- Contributi INPS: dall'entrata in vigore della riforma, anche gli sportivi professionisti versano contributi previdenziali strutturati, ma spesso sottostimano l'impatto sulla liquidità a breve termine
- Pianificazione del fondo pensione: la previdenza complementare è particolarmente importante per chi ha una carriera corta ma ad alta intensità di reddito
La fiscalità sportiva è uno dei settori più tecnici del diritto tributario italiano. Un errore nella classificazione del reddito può costare migliaia di euro in sanzioni o ridurre significativamente il patrimonio netto accumulato.
Quando un giovane atleta italiano dovrebbe rivolgersi a un consulente patrimoniale
Secondo i professionisti del settore, il momento giusto non è quando si è già "ricchi", ma quando i guadagni diventano irregolari e significativi. Per un tennista italiano che scala le classifiche ATP o WTA, questo avviene spesso intorno alla categoria juniores avanzata o quando si entra stabilmente nel circuito Challenger.
I segnali che indicano che è arrivato il momento:
- Hai firmato il primo contratto di sponsorizzazione — anche di piccola entità
- Vinci premi in denaro regolarmente — anche in tornei Futures o Challenger
- Il tuo reddito supera i 15.000 euro annui da attività sportiva
- Stai valutando di costituire una società per gestire i diritti d'immagine
- Non hai un piano per gli anni dopo il ritiro
Come emerge anche dall'analisi delle carriere ATP e gestione dei proventi nel circuito, molti atleti di fascia media guadagnano abbastanza da costruire un patrimonio solido — ma solo se supportati da professionisti che conoscono le specificità del settore.
I tre professionisti che un atleta dovrebbe avere
Un consulente patrimoniale da solo non basta. Per un atleta professionista italiano, il team ideale include:
- Consulente patrimoniale/finanziario: pianifica investimenti, diversificazione del portafoglio, fondo pensione
- Commercialista specializzato in fiscalità sportiva: ottimizza la struttura fiscale di premi, sponsorizzazioni e diritti d'immagine
- Legale dello sport: gestisce contratti con sponsor, federazioni e club, tutela i diritti di immagine
Non si tratta di un lusso riservato a chi guadagna come Gauff. Molti di questi servizi sono accessibili anche per atleti emergenti, e il costo di una consulenza preventiva è sempre inferiore al costo di un errore fiscale o contrattuale scoperto anni dopo.
Il modello Gauff come ispirazione per il tennis italiano
La finale di Roma 2026 è un'occasione per riflettere su cosa rende un campione sostenibile nel lungo periodo. Gauff non è solo una tennista: è una imprenditrice che ha capito precocemente che la gestione del patrimonio è parte integrante della carriera sportiva.
Per i giovani atleti italiani, il messaggio è chiaro: il momento di pianificare non è dopo il successo, è durante la crescita. Un consulente patrimoniale specializzato nel mondo sportivo può fare la differenza tra una carriera che lascia un'eredità finanziaria e una che si esaurisce con l'ultimo match.
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Per orientarti nel quadro normativo, l'Agenzia delle Entrate pubblica guide aggiornate sulla tassazione del reddito sportivo e le agevolazioni disponibili per gli sportivi professionisti.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale o finanziaria personalizzata. Per valutare la propria situazione, consultate sempre un professionista qualificato.

Sofia Romano