Tennista maturo su campo in terra rossa al tramonto in Italia

Wawrinka dice addio al tennis a 41 anni: quanto costa davvero smettere di essere un professionista?

Giulia Giulia BianchiConsulenza Patrimoniale
4 min di lettura 24 marzo 2026

Stan Wawrinka ha annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione nel circuito ATP. Il 24 marzo 2026 è sceso in campo al Napoli Tennis Cup, un Challenger sul rosso, come antipasto prima del wild card al Masters 1000 di Monte Carlo di aprile — il torneo che vinse nel 2014. A 41 anni (li compie il 28 marzo), Wawrinka è uno dei pochissimi tennisti professionisti a restare competitivi oltre i 40. Ma cosa succede finanziariamente quando un atleta di elite decide di smettere?

La carriera e il patrimonio di Wawrinka: i numeri

Nel corso della sua carriera, Stan Wawrinka ha incassato circa 35 milioni di dollari in prize money ufficiale, secondo i dati ATP. A questo si aggiungono gli accordi di sponsorizzazione — con Yonex per le racchette, NovaBay Pharmaceuticals, e Rolex come partner del torneo di Monte Carlo — e i proventi da apparizioni, esibizioni e academy.

Non è ricco come Djokovic o Federer, ma appartiene senza dubbio alla fascia degli atleti che, gestendo correttamente le risorse accumulate, possono vivere senza lavorare per il resto della vita. Il punto è proprio lì: «gestendo correttamente».

Perché la fine della carriera sportiva è una crisi finanziaria potenziale

Molti atleti professionisti affrontano problemi economici seri entro cinque anni dal ritiro. Uno studio del 2009 di Sports Illustrated citato ancora oggi stimava che oltre il 60% degli ex giocatori NBA avesse difficoltà finanziarie entro due anni dalla fine della carriera. Nel tennis i dati sono meno documentati, ma il modello si ripete.

I motivi sono strutturali:

  • Reddito variabile e concentrato negli anni di picco: le entrate di un tennista professionista sono fortemente legate ai risultati. Un infortunio, un calo di forma o — come nel caso di Wawrinka — il naturale declino legato all'età comprimono le entrate in un arco di anni limitato
  • Abitudini di spesa calibrate sul reddito di picco: viaggi intercontinentali, team tecnico, fisioterapisti, coach, preparatori atletici. Il budget operativo di un top player ATP può superare il milione di euro annuo
  • Mancanza di pianificazione post-carriera: molti atleti non iniziano a costruire una strategia di gestione patrimoniale fino a quando il ritiro non è imminente — spesso troppo tardi per ottimizzare la fiscalità e gli investimenti

Cosa fa un consulente patrimoniale per un atleta?

Un consulente patrimoniale specializzato in profili ad alto reddito e carriera breve — categoria in cui rientrano gli sportivi di elite — lavora su tre orizzonti:

Breve termine (gli ultimi anni di carriera): ottimizzazione fiscale sulle ultime entrate da prize money e sponsorizzazioni, strutturazione delle società di immagine o dei diritti, pianificazione della transizione verso un reddito passivo.

Medio termine (i primi cinque anni dal ritiro): costruzione di un portafoglio di investimenti diversificato — titoli, immobiliare, fondi — che garantisca un reddito stabile senza dipendere da attività sportive o commerciali soggette a variabilità.

Lungo termine (pianificazione successoria e patrimoniale): trust, polizze vita, pianificazione ereditaria per proteggere il patrimonio e garantire la continuità intergenerazionale.

Nel caso di Wawrinka, il 2026 è l'anno cruciale: le ultime entrate significative da sponsorizzazioni e prize money sono ancora disponibili. Agire ora — e non dopo il ritiro — è la differenza tra una transizione finanziaria ordinata e una gestione emergenziale.

Fiscalità dello sportivo professionista: le specificità italiane e internazionali

Wawrinka è svizzero, ma molti atleti professionisti che competono in Italia sono esposti alla fiscalità italiana sui redditi prodotti sul suolo nazionale. In Italia, i prize money vinti in tornei ATP sono soggetti a ritenuta alla fonte del 30% per i non residenti, come stabilito dall'Agenzia delle Entrate. Le sponsorizzazioni percepite tramite società estere seguono regole diverse, spesso disciplinate dalle convenzioni contro la doppia imposizione.

Per gli atleti italiani o stranieri con base operativa in Italia, la pianificazione fiscale durante gli anni di picco è fondamentale: le detrazioni per costi del team tecnico, le agevolazioni per i neo-residenti (regime dei "lavoratori impatriati") e la scelta della struttura societaria possono ridurre significativamente il carico fiscale complessivo.

L'Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni aggiornate sui regimi fiscali applicabili agli sportivi professionisti non residenti.

Il momento del ritiro: un'opportunità di reinventarsi

Il ritiro di Wawrinka coincide con una fase in cui il tennis è al centro di una crescita globale senza precedenti. La popolarità del padel, le academy, i tornei exhibition, i diritti TV e le piattaforme di contenuto offrono opportunità che dieci anni fa non esistevano.

Ma coglierle richiede una strategia. Chi gestisce il proprio patrimonio in modo reattivo — reagendo alle opportunità di volta in volta — raramente ottimizza il risultato. Chi si affida a una consulenza strutturata riesce invece a capitalizzare sulle ultime risorse della carriera e a costruire una seconda vita economica solida.

Sei un atleta o un professionista ad alto reddito che si avvicina a un cambiamento di carriera?

Il caso Wawrinka è emblematico, ma la dinamica vale per chiunque abbia avuto anni di reddito elevato e si trovi ora a gestire una transizione: manager in uscita da una grande azienda, libero professionista che riduce l'attività, imprenditore che vende la propria quota.

Un consulente patrimoniale può aiutarti a capire come strutturare al meglio il patrimonio accumulato, minimizzare il carico fiscale e costruire una strategia di lungo periodo su misura per la tua situazione.

Nota: Questo articolo contiene informazioni di carattere generale sulla pianificazione patrimoniale e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale personalizzata. Per ogni decisione individuale, è consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato.

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