Tyra Caterina Grant: la doppia cittadinanza Italia-USA e i suoi obblighi fiscali

Il Centrale del Foro Italico durante gli Internazionali BNL d'Italia di tennis a Roma

Photo : Stefano Cappa / Wikimedia

Alessandro Alessandro ContiConsulenza Patrimoniale
4 min di lettura 5 giugno 2026

Tyra Caterina Grant è la nuova promessa del tennis italiano. Diciotto anni, nata a Roma da padre statunitense, l'atleta dell'Academy Piatti ha conquistato il primo turno degli Internazionali BNL d'Italia 2026 battendo Lisa Pigato. Dietro alla favola sportiva si nasconde una complessità fiscale che pochi giovani atleti italoamericani conoscono: la doppia cittadinanza Italia-Stati Uniti impone obblighi di dichiarazione mondiale dei redditi.

Chi è la nuova stella del tennis azzurro

Grant, classe 2008, è figlia dell'ex cestista NBA Tyrone Grant. Tra il 2023 e il 2024 ha conquistato tre Slam junior in doppio: Roland Garros, Australian Open e Wimbledon, secondo i dati ufficiali della WTA. A Roma, davanti al pubblico di casa, ha battuto la coetanea Pigato 1-6, 6-2, 6-4 in due ore di gioco. La sua progressione nel circuito maggiore continua: ha già firmato i suoi primi successi anche nel tabellone WTA di Madrid.

I montepremi cominciano ad arrivare. Per una qualificata che entra nel main draw di un WTA 1000 il premio del primo turno supera i 23.000 euro, secondo i dati prize money pubblicati dalla WTA. Sommati i risultati della stagione, una giocatrice in ascesa come Grant può superare facilmente i 100.000 euro annui di soli montepremi al primo anno da pro.

L'unicità del sistema fiscale americano

Gli Stati Uniti sono uno dei pochissimi Paesi al mondo (insieme all'Eritrea) ad applicare la tassazione su base di cittadinanza. Significa che un cittadino americano deve dichiarare i redditi mondiali all'Internal Revenue Service, indipendentemente da dove vive e da dove li produce.

Il portale ufficiale dell'IRS dedicato ai contribuenti all'estero chiarisce le regole: ogni cittadino USA che superi le soglie di reddito deve presentare il Form 1040 annuale, anche se vive permanentemente fuori dagli Stati Uniti. Per un giovane atleta italoamericano che gioca tornei in Europa e in Asia, questo significa un doppio adempimento: dichiarazione italiana (paese di residenza fiscale) più dichiarazione americana.

Doppia imposizione: come la convenzione Italia-USA la attenua

La Convenzione bilaterale Italia-Stati Uniti contro le doppie imposizioni, firmata nel 1999 e in vigore dal 2009, contiene meccanismi precisi per gli artisti e gli sportivi. L'articolo 17 stabilisce che i redditi da attività sportive sono tassati nello Stato in cui l'attività viene svolta, con un sistema di credito d'imposta nello Stato di residenza per evitare la doppia tassazione effettiva.

Per Grant, residente fiscale italiana, questo significa che le tasse pagate all'estero (ritenute alla fonte sui montepremi americani, per esempio) sono detraibili dall'IRPEF italiana. Il calcolo richiede però una documentazione precisa: ogni Paese del circuito WTA applica regole diverse e il foreign tax credit americano (Form 1116) richiede prove di pagamento.

Gli obblighi FATCA e FBAR

C'è poi la parte spesso ignorata: gli obblighi di reporting su conti e patrimoni esteri. Il Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) impone alle banche italiane di segnalare al fisco americano i conti detenuti da cittadini USA. Per i contribuenti, scatta l'obbligo di compilare il Form 8938 quando i saldi superano determinate soglie.

In parallelo, il FBAR (FinCEN Form 114) impone la dichiarazione di tutti i conti esteri quando l'aggregato supera i 10.000 dollari in qualsiasi momento dell'anno. Per un'atleta che riceve sponsorizzazioni e montepremi su conti in più valute, questa soglia viene raggiunta rapidamente.

Le sanzioni sono pesanti. L'omessa presentazione del FBAR può comportare multe fino a 10.000 dollari per violazione non intenzionale, e fino al 50% del saldo del conto in caso di violazione "willful". Un consulente specializzato in fiscalità internazionale è essenziale per evitare errori.

Tre mosse per un atleta italoamericano

Per chi si trova nella situazione di Grant — doppia cittadinanza e carriera internazionale appena avviata — tre passaggi sono prioritari:

  • Mappare tutti i flussi reddituali: prize money, sponsorizzazioni, fee per esibizioni, diritti d'immagine. Ogni voce ha un trattamento fiscale diverso nei due sistemi.
  • Strutturare la residenza con un esperto: la scelta tra residenza italiana, americana o in un Paese terzo (Monaco, Dubai) ha implicazioni fiscali profondamente diverse. La rinuncia alla cittadinanza USA è un'opzione estrema che alcuni atleti professionisti hanno scelto, con costi e procedure complesse.
  • Coordinare CPA americano e dottore commercialista italiano: i due professionisti devono dialogare per evitare errori di doppia dichiarazione o omissioni.

Un patrimonio da costruire con consulenza adeguata

Il caso di Grant non è isolato. L'Italia ospita una comunità crescente di atleti con cittadinanza statunitense per discendenza paterna o materna. Per loro, l'errore più costoso è ignorare gli obblighi americani convinti che la residenza italiana basti.

Un consulente patrimoniale con esperienza internazionale e un dottore commercialista specializzato in fiscalità USA possono fare la differenza tra una carriera economicamente sostenibile e un futuro contenzioso con due fisci. Per un'atleta giovane come Grant, il momento giusto per impostare la struttura è ora: prima che i compensi crescano e le complessità si moltiplichino.

La favola romana di Tyra Caterina Grant è solo all'inizio. Quella patrimoniale richiede strumenti tecnici e professionisti competenti, perché la doppia cittadinanza Italia-USA è un vantaggio identitario, ma sul piano fiscale resta una doppia responsabilità da gestire ogni anno.

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