Scenario: Marco, 42 anni, autista di autocarro pesante di 2° livello presso una piccola azienda di autotrasporto merci in provincia di Brescia. È stato assunto 14 anni fa. Non ha mai preso una decisione esplicita sul proprio TFR (Trattamento di Fine Rapporto): semplicemente non sapeva di dover farlo. Nel 2024, durante un'ispezione INPS, l'azienda scopre che il TFR di Marco — circa 47.000 € accumulati — è rimasto in azienda per 14 anni, generando una rivalutazione minima. Un consulente del lavoro gli spiega cosa avrebbe potuto fare diversamente e cosa può ancora fare. Questa è la storia di Marco e la guida pratica sul TFR e il Fondo Priamo nel CCNL Trasporto su Strada.
Il problema: TFR lasciato in azienda per 14 anni
Il TFR di Marco si calcola come segue (art. 2120 c.c.):
- Retribuzione lorda annua di riferimento (anno 2023): circa 28.400 €
- Quota annua TFR: 28.400 ÷ 13,5 = 2.103 €
- Rivalutazione annua: 1,5% fisso + 75% dell'inflazione ISTAT annua
Sul lungo periodo, l'indice di rivalutazione del TFR lasciato in azienda è stato in media del 2,3-2,8% annuo (molto inferiore all'inflazione media del decennio 2014-2024, che è stata del 3,2% annuo, con il picco dell'8,1% nel 2022). Dopo 14 anni, il TFR di Marco vale circa 47.000 € lordi.
Se invece Marco avesse conferito il TFR a Fondo Priamo nel 2011 — il fondo pensione complementare di settore previsto dal CCNL Trasporto su Strada — il rendimento storico del comparto bilanciato del fondo avrebbe prodotto un accumulo stimato di 58.000-62.000 € lordi nello stesso periodo (rendimento medio annuo del 4,2-4,8%, dati Fondo Priamo 2011-2023).
La differenza: tra 11.000 € e 15.000 € in più per la previdenza complementare di Marco, solo per aver attivato il trasferimento TFR tempestivamente.
Come si calcola il TFR nel CCNL Trasporto su Strada
Il calcolo del TFR segue le regole generali dell'art. 2120 c.c., applicabili a tutti i lavoratori dipendenti indipendentemente dal CCNL:
Formula:
TFR annuo = (Retribuzione annua lorda + indennità annualizzate) ÷ 13,5
Entrano nella base di calcolo del TFR:
- Paga base mensile × 12 (o 13 con tredicesima)
- Scatti di anzianità
- Superminimo fisso
- Indennità mensili fisse (es. indennità di trasferta nella componente annualizzata, se corrisposta mensilmente in misura fissa)
NON entrano nella base TFR:
- Straordinario (variabile)
- Indennità di trasferta giornaliera variabile
- Rimborsi spese
- Una tantum
Il montante TFR viene rivalutato ogni 31 dicembre dell'anno: 1,5% fisso + 75% dell'aumento ISTAT dei prezzi al consumo. Questa rivalutazione è imponibile IRPEF al momento della liquidazione (con tassazione separata o per cassa, in base al momento e al soggetto erogante).
Il Fondo Priamo: struttura e comparti di investimento
Fondo Priamo è il fondo pensione complementare di settore per i lavoratori dell'autotrasporto, costituito nel 1998 da Filt-CGIL, Fit-CISL, Uiltrasporti e dalle principali associazioni datoriali (Conftrasporto, Confartigianato Trasporti, CNA-FITA, Fiap). Al 2023, il fondo conta oltre 120.000 iscritti e un patrimonio gestito di circa 1,8 miliardi di euro [Fondo Priamo, Nota informativa 2023].
I comparti di investimento disponibili
| Comparto | Profilo di rischio | Rendimento storico 10 anni (2013-2023) | Adatto a |
|---|---|---|---|
| Garantito | Minimo | 1,8% medio annuo | Chi ha <5 anni al pensionamento |
| Bilanciato | Medio | 4,2% medio annuo | Lavoratori con 10-25 anni al pensionamento |
| Crescita | Medio-alto | 5,8% medio annuo | Under 45 con orizzonte lungo |
| Azionario | Alto | 7,1% medio annuo | Under 40 con alta tolleranza al rischio |
La scelta del comparto è libera e può essere modificata una volta all'anno. Il CCNL Trasporto su Strada raccomanda il comparto Bilanciato come profilo di default per i nuovi iscritti.
I contributi al Fondo Priamo: chi paga cosa
| Fonte | Quota | Note |
|---|---|---|
| Lavoratore (obbligatorio) | 1,1% della retribuzione utile | Obbligatorio per ricevere il contributo datoriale |
| Datore di lavoro (obbligatorio per chi aderisce) | 1,4% della retribuzione utile | Si attiva solo se il lavoratore contribuisce |
| TFR futuro (per neo-assunti) | 100% del TFR maturato | Per chi sceglie di conferire il TFR |
Per un autista di 2° livello con retribuzione mensile di 1.860 €, il contributo mensile totale al Fondo Priamo ammonta a circa 47,50 € (lavoratore) + 67 € (azienda) = 114,50 €/mese, a cui si aggiunge la quota TFR mensile (~175 €). Un totale di quasi 290 €/mese in accantonamento previdenziale complementare.
Il silenzio-assenso: cosa è successo a Marco e perché
Al momento dell'assunzione di Marco nel 2010, la normativa sul silenzio-assenso (D.Lgs. 252/2005) era già in vigore: i lavoratori neo-assunti avevano 6 mesi dall'assunzione per esprimere la propria scelta sulla destinazione del TFR futuro. In assenza di scelta esplicita entro i 6 mesi, il TFR veniva destinato al fondo pensione di settore (Fondo Priamo) tramite conferimento tacito.
Perché il TFR di Marco è rimasto in azienda? La sua azienda — una piccola ditta a conduzione familiare con 8 dipendenti — non aveva implementato le procedure corrette per la raccolta delle dichiarazioni di scelta. Marco non fu informato del meccanismo e, non avendo firmato nulla, la sua scelta si configurò come "mantenimento del TFR in azienda" per default (opzione alternativa al silenzio-assenso per le aziende con meno di 50 dipendenti, che possono mantenere il TFR in azienda invece di trasferirlo a un fondo).
Il punto chiave: per le aziende con meno di 50 dipendenti, il TFR non conferito a fondi pensione rimane in azienda (non va al INPS come per le grandi imprese). L'azienda di Marco ha quindi trattenuto il TFR, rivalutandolo secondo l'indice legale — senza che Marco ne fosse pienamente consapevole.
Leggere le guide comparative sul TFR e Fondo Cometa nel CCNL Metalmeccanici aiuta a comprendere come il meccanismo del fondo complementare di settore funzioni in modo analogo in altri CCNL dell'industria, con differenze nelle aliquote contributive e nei comparti.

La soluzione per Marco: cosa può ancora fare
Nel 2024, a 42 anni, Marco ha ancora circa 23 anni di contribuzione prima del pensionamento (stimato al 2047). Il consulente del lavoro gli ha prospettato due strade:
Opzione A — Aderire ora a Fondo Priamo:
- Conferire il TFR futuro (dal 2024 in poi) al Fondo Priamo, scegliendo il comparto Bilanciato
- Il TFR pregresso (47.000 €) resta in azienda e viene liquidato alla cessazione del rapporto
- Il contributo datoriale (1,4%) si attiva con la sua quota (1,1%)
- Stima alla pensione (comparto Bilanciato, 23 anni): posizione aggiuntiva di circa 95.000-110.000 € lordi
Opzione B — Mantenere il TFR in azienda:
- Il TFR continua a rivalutarsi all'indice legale (atteso: ~2,5-3% annuo nei prossimi 23 anni)
- Nessun contributo datoriale aggiuntivo
- Stima alla pensione: posizione TFR di circa 72.000-75.000 € lordi
Marco ha scelto l'Opzione A. Con una perdita stimata di circa 20.000 € rispetto a chi ha aderito dal primo giorno, ma un recupero significativo rispetto a non fare nulla.
I vantaggi fiscali dell'adesione al Fondo Priamo
I contributi versati al Fondo Priamo (quota lavoratore + contributo datoriale, ma non il TFR) sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino a un massimo di 5.164,57 € annui. Per Marco, con un'aliquota marginale IRPEF del 23%, questo significa un risparmio fiscale annuo di circa 550-600 € solo sulla quota dei contributi personali.
La tassazione finale sulle prestazioni del fondo pensione è agevolata rispetto al TFR in azienda:
- TFR in azienda: tassazione separata con aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni (tipicamente 23-30%)
- Fondo Priamo: aliquota del 15%, ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno di iscrizione oltre i 15 anni, fino a un minimo del 9%
Per un lavoratore con 30 anni di iscrizione, la tassazione scende al 9% — un vantaggio fiscale rilevante rispetto al TFR ordinario.
Avvertenza: Le informazioni e le stime contenute in questo articolo hanno finalità illustrativa e non costituiscono consulenza previdenziale o del lavoro. I rendimenti storici non garantiscono risultati futuri. Per la propria situazione specifica, rivolgersi a un consulente del lavoro o a un consulente previdenziale certificato.
La RITA: pensionamento anticipato con Fondo Priamo
Una delle caratteristiche più interessanti del Fondo Priamo — e dei fondi pensione complementari in generale — è la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), introdotta dalla Legge 232/2016 e stabilizzata dalla Legge di Bilancio 2018.
La RITA consente ai lavoratori iscritti al fondo da almeno 5 anni, che abbiano cessato l'attività lavorativa e manchino al massimo 10 anni al raggiungimento dell'età pensionabile, di accedere alla propria posizione individuale del fondo in forma di rendita temporanea mensile — colmando il "buco" tra fine lavoro e pensione pubblica.
Per Marco, in un'ipotesi di pensionamento anticipato a 62 anni (2044), la RITA potrebbe consentirgli di attingere al Fondo Priamo nei 3-5 anni precedenti alla pensione pubblica, con una tassazione della RITA del 15% (o meno, se iscritto da più di 15 anni). Una forma di flessibilità previdenziale che non esiste per il TFR lasciato in azienda, dove l'accesso anticipato è molto più limitato.
Per una panoramica più ampia sulle novità previdenziali del 2026 e le riforme sui fondi pensione, è utile consultare anche le recenti guide sulle riforme dei fondi pensione complementari 2026.

Chiara Romano



