Térence Atmane ha compiuto 23 anni a gennaio 2026 e il 13 aprile ha raggiunto il suo best ranking: numero 41 del mondo ATP. A maggio ha disputato il Masters 1000 di Roma, battendo Zizou Bergs 6-3, 6-4 al primo turno prima di cedere a Flavio Cobolli al secondo. Poi Amburgo: eliminato al primo turno da Etcheverry con un doppio 6-2, 7-6 in un momento in cui preparava Roland-Garros. La parabola di un tennista che cresce in modo irregolare ma inesorabile — e che, a 23 anni appena compiuti, si trova di fronte a decisioni finanziarie che segneranno il suo futuro molto più dei risultati sul campo.
Quando il talento diventa denaro: la finestra critica dei 20-25 anni
Nel tennis professionistico, il top 50 ATP rappresenta la soglia oltre la quale i guadagni diventano significativi. Un giocatore classificato tra il 40° e il 50° posto mondiale incassa mediamente tra 1,2 e 2 milioni di euro annui tra montepremi, bonus sponsor e wild card. Il massimale varia enormemente — Jannik Sinner, numero 1, supera i 20 milioni — ma anche le cifre di un giocatore come Atmane sono già abbastanza rilevanti da richiedere una gestione professionale.
Il problema è che la maggior parte dei giovani tennisti che emergono tra i 20 e i 25 anni non ha ancora strutturato una rete di consulenti finanziari adeguata. L'agente sportivo si occupa dei contratti, il coach dell'allenamento, il fisioterapista del corpo — ma nessuno si occupa sistematicamente del patrimonio che si sta accumulando.
"Il momento ideale per iniziare a pianificare non è quando hai già guadagnato molto — è quando stai iniziando a guadagnare sul serio," spiegano i consulenti patrimoniali specializzati in atleti professionisti. Atmane si trova esattamente in quella finestra critica.
Il montepremi del tennis professionistico: i numeri reali
Al Masters 1000 di Roma 2026, il montepremi totale supera i 7 milioni di euro. I giocatori eliminati al secondo turno — come Atmane — incassano circa 50.000-80.000 euro lordi per quel singolo torneo. Moltiplicato per 15-20 tornei annui giocati in questa fascia di ranking, si ottiene un reddito lordo che si muove nell'ordine del milione o più.
Ma il tennista professionista è un imprenditore individuale: paga il team (coach, fisio, preparatore atletico), viaggi, hotel, equipaggiamento, spese mediche e le tasse nei Paesi in cui gioca. Il netto effettivo è spesso molto inferiore al montepremi lordo, e la pianificazione fiscale diventa una variabile decisiva.
La Francia, Paese di Atmane, ha un regime fiscale per gli sportivi professionisti che prevede contribuzioni significative. Quando un tennista francese vince premi in Italia — o in qualsiasi altro Paese — si applica la Convenzione contro la doppia imposizione, ma la rendicontazione corretta richiede competenze specifiche in fiscalità internazionale dello sport.
Tre errori tipici dei giovani atleti senza consulenza
1. Consumare il picco senza pianificare il declino. La carriera di un tennista si concentra tipicamente tra i 22 e i 32 anni. Senza un fondo di investimento o un piano previdenziale, molti atleti si ritrovano a 35 anni senza un reddito sostitutivo strutturato.
2. Ignorare la diversificazione. Affidarsi solo ai risultati sportivi equivale ad avere un singolo asset volatile. Un infortunio — una spalla operata, un'ernia del disco — può azzerare il reddito da un mese all'altro. Gli atleti che proteggono il proprio patrimonio nel tempo sono quelli che costruiscono fondi di investimento diversificati mentre sono nella fase di picco guadagni.
3. Sottovalutare l'inflazione del tenore di vita. Quando le entrate crescono velocemente, crescono spesso altrettanto velocemente le spese — lusso, team allargato, sponsorizzazioni di riflesso. Un consulente patrimoniale definisce regole chiare su quanta parte del reddito viene reinvestita e quanta viene consumata.
La tassazione degli sportivi internazionali in Italia
Per chi compete in Italia, la normativa fiscale prevede che i premi vinti in tornei italiani siano soggetti a una ritenuta alla fonte per gli atleti non residenti. La Convenzione Italia-Francia contro la doppia imposizione — recepita dal DPR 600/1973 e dagli aggiornamenti OCSE — prevede che il reddito generato sul territorio italiano venga tassato principalmente in Italia, con possibilità di credito d'imposta in Francia per le tasse già pagate.
Secondo il portale di investor education di CONSOB, la scelta di un consulente finanziario indipendente è una tutela fondamentale per chi gestisce patrimoni rilevanti: la normativa italiana prevede che il consulente sia iscritto all'albo e operi nel rispetto delle direttive europee MiFID II, che garantiscono trasparenza e assenza di conflitti d'interesse.
Il percorso ideale per un atleta come Atmane
Un consulente patrimoniale competente, che lavori con atleti professionisti, imposta tipicamente un piano strutturato in quattro fasi:
Fase 1 — Censimento delle entrate: fotografia completa di montepremi, sponsorizzazioni, accordi commerciali e potenziali flussi futuri in base al ranking attuale e alle proiezioni di carriera.
Fase 2 — Ottimizzazione fiscale: analisi delle convenzioni contro la doppia imposizione, scelta della struttura fiscale ottimale (persona fisica, SRL, trust a seconda del Paese di residenza), gestione dei premi internazionali.
Fase 3 — Piano di investimento: diversificazione del patrimonio tra strumenti a basso rischio (obbligazioni governative, ETF), strumenti a media crescita (fondi azionari) e riserve liquide. Per un atleta con un orizzonte di carriera di 10-12 anni, l'allocazione ottimale varia significativamente rispetto a un professionista tradizionale.
Fase 4 — Pianificazione della transizione: cosa succede dopo il ritiro? Un piano previdenziale, una rendita, oppure un'attività imprenditoriale? Queste decisioni vanno costruite durante la carriera, non al momento dell'addio al tennis.
Il momento giusto è ora, non dopo Roland-Garros
Per Atmane, la prossima settimana a Parigi potrebbe valere centinaia di migliaia di euro aggiuntivi. Ma il valore più duraturo — quello che rimane quando la carriera finisce — si costruisce oggi, con decisioni finanziarie strutturate e una consulenza patrimoniale professionale al fianco.
Non è una questione riservata ai campioni plurimilionari: anche per un atleta che guadagna 500.000 euro l'anno, la differenza tra una gestione consapevole e una improvvisata può valere milioni nel lungo periodo.
Per un approfondimento sui guadagni reali degli atleti ATP a Roma, leggi anche: Ofner n°82 ATP a Roma: quanto guadagna davvero un tennista nella fascia 80-100. E per capire come i top player strutturano il patrimonio nel tempo: Roland Garros 2026: Ruud punta a €2,8 milioni — e cosa insegna la sua gestione finanziaria.
Nota: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Per decisioni relative alla gestione del patrimonio personale, è fondamentale consultare un consulente patrimoniale o finanziario autorizzato, iscritto all'albo previsto dalla normativa italiana.

Alessandro Conti