Sporting CP cede tre stelle al Portogallo per i Mondiali 2026: chi paga se si infortunano?

Squadra dello Sporting CP in posa con i calciatori per la stagione calcistica 2026

Photo : Agencia LUSA / Wikimedia

Sofia Sofia GalloAvvocati
5 min di lettura 25 maggio 2026

Tre calciatori dello Sporting Clube de Portugal sono stati inclusi nella rosa del Portogallo per i Mondiali 2026, in programma tra luglio e agosto tra USA, Canada e Messico: il portiere Rui Silva, il difensore centrale Gonçalo Inácio e l'attaccante Francisco Trincão. Una notizia che riempie d'orgoglio tifosi e dirigenza lusitana, ma che pone una domanda concreta e spesso ignorata: chi risarcisce il club di Lisbona se uno di loro si infortuna durante il torneo?

Un rischio che vale decine di milioni di euro

Gonçalo Inácio, difensore classe 2001 e uno dei talenti più monitorati d'Europa, ha un valore di mercato stimato in oltre 60 milioni di euro, con una clausola rescissoria che lo rende uno degli asset più preziosi dello Sporting CP. Francisco Trincão si avvicina ai 30 milioni, dopo una stagione in costante crescita. Rui Silva, portiere titolare del Portogallo nonostante la concorrenza interna di Diogo Costa, è una garanzia di rendimento per il club.

Il Mondiale 2026 è il più lungo della storia del calcio: 48 nazionali partecipanti, una fase a gironi ampliata, fino a sette partite per le squadre che arrivano in fondo. Per lo Sporting CP, cedere questi tre giocatori significa esporre il club a mesi di assenza potenziale — e a un rischio patrimoniale concreto in caso di infortuni gravi.

Una rottura del legamento crociato anteriore, una frattura alla caviglia o un trauma muscolare severo durante la competizione potrebbero compromettere l'intera stagione 2026-27 dello Sporting CP e, nel caso di Inácio, abbattere il valore di mercato del calciatore nel momento in cui la dirigenza potrebbe volerlo cedere a una big europea.

Il Club Protection Programme FIFA: cosa copre (e cosa non copre)

Per gestire questo tipo di situazioni, la FIFA gestisce il Club Protection Programme (CPP), un sistema di tutele finanziarie attivato durante tutte le competizioni ufficiali FIFA, inclusi i Mondiali 2026. Il programma garantisce ai club che cedono giocatori:

  • Un'indennità giornaliera calcolata sulla base dello stipendio lordo del calciatore durante il periodo di inabilità documentata
  • La copertura delle spese mediche e riabilitative sostenute dal club d'origine
  • Un massimale di 7,5 milioni di euro per giocatore per l'intera durata del torneo

Sembra una protezione ampia. Ma i limiti sono reali e poco noti. Il CPP copre solo gli infortuni avvenuti durante sessioni di allenamento ufficiali e partite della nazionale. Un trauma occorso durante un'attività non schedulata — una sessione in palestra autonoma, una passeggiata, un'attività ricreativa fuori dal programma — può restare fuori dall'ambito della copertura, aprendo la strada a un contenzioso tra il club e la federazione.

Secondo il framework regolatorio FIFA, il sistema italiano recepisce le norme internazionali sullo status dei calciatori ma lascia significativi margini di interpretazione nelle clausole contrattuali tra club e federazioni estere. Il risultato pratico: senza un presidio legale, molte società si ritrovano in una zona grigia.

Il nodo del lucro cessante: il vuoto che il CPP non colma

Il punto più critico — e quello che pochi presidenti di club considerano in anticipo — riguarda il lucro cessante.

Se Gonçalo Inácio si rompe il legamento durante i quarti di finale dei Mondiali e resta fuori per otto mesi, il CPP copre le spese mediche. Ma non il mancato utilizzo del giocatore in campionato. Non la perdita dell'opportunità di cederlo nel mercato estivo 2026 a 60 milioni. Non il deprezzamento del valore commerciale derivante da una stagione ai box.

In uno scenario simile, il danno economico effettivo per lo Sporting CP potrebbe superare di gran lunga il tetto del CPP, rendendo indispensabile l'attivazione di una polizza assicurativa privata supplementare e la negoziazione preventiva di clausole specifiche nel contratto del giocatore.

Cosa fanno i club meglio strutturati prima di ogni grande torneo

I club che gestiscono questo rischio in modo professionale non si affidano esclusivamente al CPP. Prima di ogni grande competizione internazionale, attivano un protocollo in tre fasi con l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto sportivo:

1. Audit del contratto: verificare se le clausole relative alle convocazioni internazionali sono aggiornate alla struttura del Mondiale 2026. Molti contratti firmati prima del 2021 non contemplano il formato ampliato a 48 squadre con i conseguenti rischi aggiuntivi di infortuni da accumulo fisico.

2. Polizza supplementare privata: sottoscrivere una copertura che integri il CPP, comprensiva di lucro cessante e perdita di valore commerciale. Alcune compagnie assicurative europee specializzate in sport professionistico offrono prodotti ad hoc calibrati su valutazioni di mercato certificate.

3. Notifica formale alla federazione: comunicare per iscritto, prima del ritiro, il valore di mercato documentato del giocatore e i termini di riferimento per eventuali indennizzi. Un documento redatto con l'assistenza legale diventa un riferimento vincolante in caso di disputa successiva presso il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport).

La lezione per i club italiani

Anche se l'Italia non parteciperà ai Mondiali 2026, le grandi società di Serie A cederanno decine di calciatori stranieri alle rispettive nazionali: la Juventus, l'Inter, il Milan e le altre cederanno portoghesi, argentini, francesi, spagnoli. Il quadro normativo è lo stesso che riguarda lo Sporting CP.

"Ogni volta che un calciatore lascia il club per la nazionale, si apre una zona grigia che il solo CPP non riesce a chiudere," spiegano i consulenti in diritto sportivo che assistono le società italiane. "I club che hanno avuto le esperienze migliori nei tornei internazionali sono quelli che hanno definito in anticipo le condizioni di tutela, non quelli che hanno cercato un accordo dopo il fatto."

Per chi gestisce un club sportivo — professionistico, semi-professionistico o dilettantistico con atleti convocati in rappresentanza di federazioni regionali o nazionali — capire dove si trovano i confini di responsabilità legale durante le convocazioni è un passo fondamentale per tutelare il patrimonio sportivo e finanziario della società.

Un avvocato specializzato in diritto sportivo può analizzare i contratti in essere, individuare le lacune rispetto al CPP e proporre soluzioni concrete prima che si verifichi un infortunio: il momento migliore per agire è sempre prima che arrivi la convocazione.

Per approfondire i diritti dei calciatori under contratto, leggi anche: Ruben Dias, contratto fino al 2029: i diritti che pochi conoscono.

Nota: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche relative a contratti sportivi o controversie con federazioni calcistiche, è fondamentale rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto sportivo.

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