Mourinho alla Nazionale nel 2026: i rischi legali dei contratti degli allenatori top

José Mourinho, allenatore portoghese, ai Globe Soccer Awards 2012

Photo : Bendoni communication / Wikimedia

4 min di lettura 8 giugno 2026

José Mourinho potrebbe diventare il primo allenatore straniero della storia della Nazionale italiana. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha lanciato l'ipotesi con forza nell'aprile 2026, citando il portoghese come timoniere ideale per uscire dalla tempesta dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. La suggestione, riportata da Agipronews, trova spazio anche nelle quote dei bookmaker: Mourinho vale 50,00 su Planetwin365, dietro solo a Claudio Ranieri (25,00) e Carlo Ancelotti (35,00), ma davanti a Pep Guardiola (100,00) e Jürgen Klopp (100,00).

La tempesta azzurra e l'appello a Mourinho

Il calcio italiano attraversa una crisi senza precedenti. Tre Mondiali su tre saltati — 2018, 2022 e ora 2026 — hanno scosso le fondamenta del sistema, portando alla fine dell'era Spalletti e aprendo un dibattito senza precedenti sulla scelta del prossimo commissario tecnico. Per la prima volta nell'epoca moderna, si fa sul serio per un tecnico straniero. Mourinho, che in Italia ha vinto tutto con Inter e Roma, rappresenta un profilo che conosce il territorio e le sue dinamiche. Tuttavia, la trattativa, se mai ci sarà, solleverebbe questioni legali e contrattuali di straordinaria complessità.

La trattativa con un allenatore di fama mondiale come Mourinho non sarebbe una semplice firma su un contratto. Il portoghese, noto per le sue clausole rescissorie milionarie e per la gestione mediatica delle sue vicende contrattuali, richiederebbe un accordo su misura che metta d'accordo la Federazione Italiana Giuoco Calcio, gli sponsor e gli enti pubblici coinvolti.

I contratti degli allenatori top: clausole, rischi e garanzie

Un contratto da commissario tecnico della Nazionale per un allenatore di livello internazionale come Mourinho solleverebbe questioni giuridiche complesse. In primo luogo, la durata dell'accordo: i ct tradizionali firmano contratti legati ai cicli delle competizioni internazionali, tipicamente quadriennali. Mourinho, però, ha sempre preferito accordi più brevi ma con clausole rescissorie molto vantaggiose. La sua ultima esperienza alla Roma si è conclusa con un esonero che ha attivato pesanti penali a carico del club.

In secondo luogo, la gestione dei diritti d'immagine. Mourinho è uno dei volti più riconoscibili del calcio mondiale e detiene diritti commerciali significativi. La Figc dovrebbe negoziare un accordo che bilanci l'utilizzo dell'immagine del ct per sponsorizzazioni federali con la libertà del portoghese di mantenere i propri contratti personali. Questo aspetto ha già creato tensioni in passato con altri tecnici e richiederebbe una contrattualistica specifica.

Un terzo punto critico riguarda la residenza fiscale e gli obblighi contributivi. Mourinho, cittadino portoghese, avrebbe bisogno di una struttura fiscale chiara per il percepimento degli emolumenti in Italia. Le sue passate esperienze nel nostro paese hanno già sollevato questioni relative alla tassazione dei redditi da lavoro autonomo sportivo, con indagini della Guardia di Finanza su presunte irregolarità. Un nuovo incarico in azzurro renderebbe ancora più stringente la necessità di una gestione fiscale impeccabile.

La lezione di Mancini: quando il contratto non basta

L'esperienza di Roberto Mancini offre uno spunto prezioso. L'ex ct ha lasciato la Nazionale nell'estate 2023 per accettare un'offerta dell'Arabia Saudita, attivando una clausola rescissoria che ha generato contenziosi e discussioni pubbliche. La Figc si è trovata improvvisamente senza tecnico a pochi mesi dall'inizio delle qualificazioni europee, dimostrando come anche i contratti più solidi non siano immuni da sorprese.

Mourinho, con il suo passato di contenziosi legali — dal processo per frode fiscale in Spagna alle dispute con la Roma — rappresenterebbe un profilo ad alto rischio ma anche ad alto potenziale. Per la Federazione, affidarsi a un legale esperto in diritto sportivo internazionale non sarebbe un lusso, ma una necessità assoluta.

Il diritto sportivo italiano di fronte alla sfida internazionale

L'eventuale arrivo di Mourinho metterebbe alla prova il sistema del diritto sportivo italiano. La normativa nazionale, basata sul D.Lgs. 242/1999 e sulle regole federali, non è preparata a gestire contratti con allenatori stranieri di primo livello. Le disposizioni relative allo status del ct, alla sua posizione giuridica rispetto alla Federazione e ai meccanismi di risoluzione delle controversie andrebbero necessariamente adattate.

Inoltre, la gestione dello staff tecnico internazionale di Mourinho solleverebbe questioni relative ai permessi di soggiorno, alla qualifica professionale riconosciuta in Italia e alla copertura assicurativa per il personale straniero. Questi aspetti, apparentemente burocratici, possono diventare ostacoli significativi se non affrontati con professionalità giuridica.

Quando il calcio incontra il diritto

La suggestione Mourinho per la Nazionale italiana è più di una semplice voce di mercato: è lo specchio di un sistema che deve evolvere. La Figc, se vuole competere a livello internazionale per i migliori profili tecnici, deve dotarsi di una struttura legale capace di negoziare contratti complessi, gestire diritti d'immagine e prevenire contenziosi fiscali.

Su Expert Zoom è possibile consultare avvocati specializzati in diritto sportivo e contrattualistica internazionale, pronti ad assistere professionisti, club e federazioni nella gestione di accordi ad alto profilo. Che si tratti di un ct come Mourinho o di un allenatore alle prime esperienze, una consulenza legale preventiva è l'unico modo per evitare che il campo da gioco si trasformi in un campo di battaglia giudiziario.

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