Venerdì 8 maggio 2026, RAI 1 ha trasmesso la prima puntata di Mille e una Cover, una compilation delle esibizioni più iconiche della serata cover del Festival di Sanremo, dal 2015 a oggi. In prima serata: Ditonellapiaga e Tony Pitony con la loro versione swing de "The Lady Is a Tramp" — vincitori della serata cover di Sanremo 2026 —, Ultimo ed Eros Ramazzotti in un duetto memorabile, Gianni Morandi e Jovanotti con un medley da standing ovation. La seconda puntata è prevista per il 15 maggio 2026 su RAI 1.
Ma mentre milioni di spettatori si godono la musica, pochi sanno cosa accade nei contratti. Chi guadagna davvero quando un artista canta la canzone di un altro in televisione? La risposta non si trova nel logo SIAE in sovrimpressione: dietro ogni nota trasmessa su RAI 1 si attivano almeno quattro livelli distinti di diritti, ognuno con le proprie regole, i propri beneficiari e i propri obblighi contrattuali.
RAI e SIAE: la licenza globale che copre solo una parte
La SIAE — Società Italiana degli Autori ed Editori — gestisce i diritti degli autori: compositori e parolieri. Quando un artista esegue una cover, non è necessario il consenso del compositore originale: il broadcaster — in questo caso RAI — paga una licenza alla SIAE, che poi distribuisce i proventi agli aventi diritto in base alle proprie tariffe.
L'accordo globale tra RAI e SIAE copre tutti i canali del servizio pubblico, incluse le piattaforme digitali e RaiPlay. Le cifre in gioco sono significative: nel 2025 la SIAE ha distribuito 849 milioni di euro complessivi (+15% rispetto al 2024), un record storico per l'ente. Il settore radio-televisivo ha registrato una crescita del 7,5% nel primo trimestre del 2026, secondo i dati ufficiali SIAE pubblicati a gennaio.
Tuttavia, questa licenza copre solo i diritti di esecuzione e comunicazione al pubblico. Non copre tutto.
I diritti di sincronizzazione: il contratto invisibile
Quando la musica viene sincronizzata a immagini in movimento — come in una puntata televisiva che riutilizza i filmati d'archivio delle esibizioni di Sanremo — entra in gioco il diritto di sincronizzazione. Questo diritto non è gestito dalla SIAE: deve essere negoziato direttamente con l'editore musicale del brano originale.
Per Mille e una Cover, questo significa che RAI ha dovuto ottenere autorizzazioni separate per ogni canzone inclusa nella compilation, da decine di editori diversi. Una cover di "Se telefonando" portata da Nek a Sanremo 2015 richiede l'accordo con i titolari dei diritti di Ennio Morricone e Maurizio Costanzo. Una cover di "A mano a mano" (Elodie e Achille Lauro nel 2025) richiede l'accordo con gli aventi diritto di Rino Gaetano. Ogni brano, un negoziato separato.
Come già emerso nell'analisi del nuovo regolamento di Sanremo 2026, le regole contrattuali nel mondo della musica televisiva sono in continua evoluzione, e la distinzione tra i vari livelli di diritti è spesso fonte di contenziosi.
I diritti connessi: SCF entra in gioco
Accanto ai diritti d'autore esistono i diritti connessi, che spettano al produttore fonografico — cioè all'etichetta discografica che ha registrato la canzone originale. Questi diritti sono gestiti in Italia da SCF (Società Consortile Fonografici), non da SIAE. Se nell'ambito del programma vengono utilizzate registrazioni originali come basi audio, RAI deve negoziare anche con SCF.
Si tratta di un passaggio che molti piccoli produttori e creator ignorano: credendo di avere tutto in regola con la SIAE, scoprono di aver violato i diritti dell'etichetta discografica sul master recording. Un errore che può costare caro, anche in buona fede.
I diritti morali: inalienabili per legge italiana
Il quarto livello riguarda i diritti morali dell'autore. Ai sensi dell'articolo 20 della Legge 633/1941, il compositore o il paroliere conserva sempre il diritto di opporsi a qualsiasi utilizzo che, a suo giudizio, leda il proprio onore o la propria reputazione. Questo diritto è inalienabile: non può essere venduto, ceduto o aggirato contrattualmente.
Nella pratica televisiva, significa che il titolare dei diritti morali può — in teoria — contestare una reinterpretazione ritenuta lesiva, anche dopo che tutti i contratti economici sono stati firmati e le licenze sono state pagate.
Il caso della versione swing: quando serve il consenso esplicito
C'è una distinzione cruciale che pochi conoscono: la differenza tra cover e elaborazione creativa. Una cover fedele all'originale — stessa melodia, stesso testo, arrangiamento simile — rientra nella gestione ordinaria tramite SIAE. Ma una reinterpretazione che modifica in modo sostanziale la struttura musicale può configurarsi come elaborazione creativa ai sensi dell'articolo 4 della Legge 633/1941.
La versione swing di "The Lady Is a Tramp" portata da Ditonellapiaga e Tony Pitony a Sanremo 2026 — brano originale del 1937, musica di Richard Rodgers e testo di Lorenz Hart — rientra in questa categoria: un arrangiamento completamente trasformato rispetto all'originale. In questi casi la norma è chiara: serve l'autorizzazione scritta preventiva del titolare dei diritti, che non può essere sostituita dalla sola licenza SIAE.
Una rielaborazione non autorizzata, anche se eseguita su un palco televisivo nazionale con le migliori intenzioni artistiche, può configurare una violazione del diritto d'autore soggetta a sanzioni civili e penali.
Quanto guadagnano autori e artisti dalla televisione?
Gli accordi tra RAI e SIAE sono riservati, ma i dati disponibili offrono una chiara indicazione dei volumi in gioco. Secondo le comunicazioni ufficiali della SIAE, le distribuzioni del 2025 hanno raggiunto livelli record, con il settore streaming che cresce del 21% e il video on demand del 17,4%. Il settore radio-televisivo, più stabile, cresce del 7,5% nel primo trimestre 2026.
Per dare un'idea delle cifre indicative: l'utilizzo di un brano musicale come tema principale di un programma televisivo può generare compensi complessivi — divisi tra autore, editore ed etichetta — superiori ai 50.000 euro. Per un utilizzo come musica di sottofondo la stima scende a circa 100 euro per singolo utilizzo. Per Mille e una Cover, con decine di brani per due puntate prime time, l'operazione comporta investimenti rilevanti in diritti, distribuiti su più beneficiari attraverso canali diversi.
Come dimostrato dalla vicenda dei contratti degli artisti e i diritti d'autore nella musica italiana, la tutela preventiva dei propri diritti è sempre più rilevante in un settore in forte crescita economica.
Il consiglio dell'avvocato: verificare prima di trasmettere
Per chiunque operi nel settore musicale — piccoli produttori, creator, web radio, podcast, autori indipendenti — la lezione di Mille e una Cover è importante: trasmettere una cover non è semplice come sembra. La SIAE copre solo una parte dei diritti necessari. I diritti di sincronizzazione, quelli connessi all'etichetta e le autorizzazioni per le elaborazioni creative richiedono trattative separate e specifiche.
Un avvocato esperto in diritto della musica può aiutare a verificare quali licenze sono necessarie per ogni utilizzo, distinguere tra cover e elaborazione, evitare sanzioni per violazione del diritto d'autore e strutturare accordi equi tra artista, produttore e broadcaster. In un settore dove le distribuzioni SIAE hanno raggiunto livelli record nel 2025, i rischi legali — e le opportunità economiche — non sono mai stati così rilevanti per tutti i soggetti coinvolti.
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