Leo Gassmann conquista la finale di Canzonissima 2026
Nella serata del 25 aprile 2026 — la Festa della Liberazione — Leo Gassmann è salito sul palco dell'Auditorium RAI del Foro Italico per la finale di Canzonissima 2026, il programma di punta di RAI 1 condotto da Milly Carlucci. Gassmann si era qualificato vincendo il quinto episodio della competizione con la sua interpretazione di «Un Senso» di Vasco Rossi, ed è entrato in finale con il brano «Girasole».
A 26 anni, Leo Gassmann ha già alle spalle un percorso artistico solido: tre album in studio, una vittoria a Sanremo nella categoria Nuove Proposte nel 2020 e un'attività sempre più intensa nel mondo della musica d'autore. Il 12 aprile 2026 ha pubblicato il terzo album «Vita Vera Paradiso» per EMI Records Italy — Universal Music Italia, con i singoli «Oltre» e «Naturale».
Un nome importante non basta: la realtà dei contratti musicali
Il cognome Gassmann è uno dei più noti nel panorama culturale italiano. Suo nonno era Vittorio Gassmann, uno dei più grandi attori italiani del Novecento. Suo padre è Alessandro Gassmann, attore di primissimo piano del cinema e del teatro contemporaneo.
Eppure, anche con un cognome così risonante, Leo Gassmann ha dovuto costruire la propria carriera musicale partendo dalle stesse basi di qualsiasi giovane artista: audizioni, contratti, agenti, royalties, clausole di esclusiva.
E qui si nasconde una trappola in cui cadono in molti. La firma di un contratto discografico — spesso vissuta come il coronamento di un sogno — può trasformarsi in un vincolo pesantissimo se non viene letta e compresa a fondo. Gli avvocati specializzati in diritto dello spettacolo vedono ogni anno casi di artisti che firmano contratti senza capire cosa stanno cedendo.
Le clausole che ogni giovane artista deve capire prima di firmare
1. La durata del contratto e le opzioni di rinnovo
I contratti discografici raramente durano un solo album. Spesso prevedono opzioni unilaterali esercitabili dalla casa discografica: la label ha il diritto di richiedere fino a quattro o cinque album aggiuntivi, ma l'artista non può uscire dal contratto liberamente. In pratica, l'artista si impegna per potenzialmente dieci anni, mentre la label decide di volta in volta se procedere o no.
2. I diritti master e i diritti editoriali
Ci sono due tipi di diritti fondamentali nella musica: i diritti master (sulla registrazione) e i diritti editoriali (sulla composizione). Molte case discografiche chiedono la cessione di entrambi. Cedere i master significa perdere il controllo su come e dove vengono utilizzate le proprie canzoni — nelle pubblicità, nelle serie TV, nelle piattaforme streaming.
Come dimostra il caso seguito su Expert Zoom relativo a Mara Maionchi a Italia's Got Talent 2026, la gestione dei diritti artistici è un tema che riguarda tutti i livelli del mondo dello spettacolo, dai talent ai professionisti affermati.
3. Le royalties e l'anticipo
Il contratto stabilisce la percentuale di royalties che spetta all'artista sulle vendite e sugli stream. Le percentuali variano molto — dal 12% al 25% — ma ciò che molti artisti non considerano è che l'anticipo ricevuto all'inizio del contratto viene recuperato dalla casa discografica prima che le royalties inizino ad essere pagate. Se l'album non vende abbastanza, l'artista può non ricevere mai un euro di royalties, pur avendo lavorato per anni.
4. Il recapture delle spese di produzione
Oltre all'anticipo, i contratti includono spesso la clausola di recapture delle spese di produzione: i costi del disco (studio, mixing, mastering, grafica) vengono anticipati dalla label ma poi dedotti dalle royalties dell'artista. È un meccanismo legittimo ma che può ridurre significativamente i guadagni reali.
SIAE: il primo passo obbligatorio per qualsiasi artista
Prima di pensare ai contratti con le label, ogni artista italiano che compone musica deve registrare le proprie opere alla SIAE — la Società Italiana degli Autori ed Editori. La registrazione garantisce il riconoscimento legale della paternità dell'opera e il diritto a percepire i compensi per l'utilizzo pubblico della musica: radio, televisione, streaming, concerti.
La registrazione SIAE è aperta a tutti i compositori e autori italiani. È il primo atto concreto di tutela dei propri diritti e non richiede di avere già un contratto discografico.
Come illustra anche l'analisi dei contratti per i partecipanti ad Amici 2026, il percorso televisivo — talent show, programmi RAI, competizioni come Canzonissima — spesso anticipa o affianca la firma di accordi commerciali con la discografia. In entrambi i casi, avere un avvocato al proprio fianco cambia il risultato in modo sostanziale.
Quando è il momento giusto per consultare un avvocato dello spettacolo
La risposta è sempre la stessa: prima di firmare qualsiasi documento. Non dopo.
Molti artisti rimandano la consulenza legale per tre motivi: credono che sia troppo costosa, pensano che il contratto sia standard e non modificabile, oppure temono che fare domande possa compromettere l'accordo. Tutte e tre le idee sono sbagliate.
Un avvocato specializzato in diritto dello spettacolo può fare la differenza su punti chiave: la durata del contratto, la cedibilità dei diritti, la definizione del territorio di distribuzione, le clausole di esclusiva e le condizioni di risoluzione anticipata. Un'ora di consulenza prima della firma vale molto di più di anni di controversie dopo.
Trovate un avvocato specializzato su Expert Zoom
Il caso di Leo Gassmann mostra come il talento da solo non sia sufficiente: ci vogliono competenze legali, gestione professionale del patrimonio artistico e contratti che proteggano davvero chi crea.
Su Expert Zoom trovate avvocati specializzati in diritto dello spettacolo, del lavoro e del diritto d'autore, pronti a valutare la vostra situazione specifica e ad assistervi nelle fasi più delicate di una carriera artistica — dalla prima scrittura al rinnovo del contratto discografico.
Nota informativa: questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative. Non costituisce consulenza legale. Per valutare un contratto specifico, rivolgetevi sempre a un avvocato iscritto all'albo professionale.
