Il 27 aprile 2026 la RAI ha pubblicato il regolamento ufficiale del prossimo Festival di Sanremo. Intanto, Sal Da Vinci si prepara all'Eurovision e Angelica Bove è in tour. Cosa succede dietro le quinte — e cosa devono sapere gli artisti sui contratti musicali.
Il Festival di Sanremo 2026: numeri, vincitori e il nuovo regolamento
Il Festival di Sanremo 2026 (75ª edizione) si è svolto dal 24 al 28 febbraio 2026 all'Ariston, con Carlo Conti confermato come direttore artistico per il secondo anno consecutivo e Laura Pausini come co-conduttrice. Trenta artisti in gara nella sezione Big, quattro nelle Nuove Proposte.
Il vincitore è stato Sal Da Vinci con la canzone Per sempre sì — un risultato inaspettato che ha emozionato il pubblico e fatto esplodere i social. Da Vinci rappresenterà l'Italia all'Eurovision Song Contest 2026. La rivelazione del festival è stata Angelica Bove, che il 28 aprile 2026 ha annunciato nuove date del suo "Tana Tour 2026", con partenza il 22 maggio.
Ma la notizia che ha fatto più rumore questa settimana è arrivata il 27 aprile 2026: la RAI ha ufficialmente pubblicato il regolamento del prossimo Festival di Sanremo (edizione 2027, in programma per la fine di febbraio 2027). Le novità principali:
- 26 artisti Big in gara (ridotti rispetto ai 30 del 2026)
- 4 Nuove Proposte: 2 da "Sanremo Giovani", 2 da "Area Sanremo"
- Nuovo sistema di voto: Televoto 34%, Giuria Sala Stampa/TV/Web 33%, Giuria Radio 33%
- Finale di Sanremo Giovani: 14 dicembre 2026
Il business nascosto di Sanremo: quanto vale una vittoria?
Dietro l'emozione del palco c'è un'industria multimiliardaria. Una vittoria a Sanremo genera flussi economici complessi — e spesso poco compresi dagli artisti stessi.
Diritti d'autore e royalties: ogni volta che Per sempre sì viene trasmessa su radio, TV o streaming, Sal Da Vinci riceve royalties attraverso la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori). Il tasso varia in base al mezzo e alla categoria di utilizzo, ma per un brano che ha vinto Sanremo il volume di trasmissioni nel primo anno è enorme. Molti artisti, tuttavia, cedono quote significative dei diritti agli editori musicali in sede di contratto — spesso senza capire appieno cosa stanno firmando.
Premio Eurovision: la partecipazione all'Eurovision 2026 porterà Sal Da Vinci a firmare ulteriori accordi con la RAI e con EBU (European Broadcasting Union). Questi contratti regolano diritti di trasmissione, utilizzo del brano in contesti internazionali, e divisione dei proventi derivanti dalla manifestazione.
Contratti discografici: una vittoria a Sanremo vale in media tra i 500.000 e i 2 milioni di euro in valore per un'etichetta discografica, tra streaming garantiti, sincronizzazioni e diritti editoriali. Un artista senza una rappresentanza legale adeguata rischia di cedere questi diritti in condizioni sfavorevoli.
I contratti che gli artisti firmano — e spesso non capiscono
La pubblicazione del nuovo regolamento del festival è l'occasione giusta per fare chiarezza su alcuni aspetti legali che riguardano tutti gli artisti che partecipano a Sanremo — o che aspirano a parteciparvi.
Il contratto con la RAI: chi partecipa a Sanremo firma un accordo con la RAI che include clausole su diritti di trasmissione, utilizzo delle esibizioni dal vivo, e gestione dell'immagine durante e dopo il festival. Alcune di queste clausole possono limitare la libertà dell'artista per mesi dopo la fine del festival.
Il contratto con l'editore musicale: molti artisti firmano contratti di edizione musicale prima ancora di partecipare a Sanremo. Un editore tipicamente riceve tra il 25% e il 50% dei diritti editoriali del brano. In cambio, offre anticipi, promozione e posizionamento. Ma se il brano diventa un successo enorme — come può succedere dopo una vittoria — le condizioni iniziali possono rivelarsi molto penalizzanti.
Il contratto con il management e il booking: agenti, manager e booker guadagnano percentuali sul reddito dell'artista (di solito tra il 10% e il 25%). È fondamentale che questi contratti siano limitati nel tempo, che le commissioni siano chiaramente definite, e che esistano clausole di rescissione ragionevoli.
I diritti d'immagine: la vittoria a Sanremo trasforma un artista in un brand. Marchi e sponsor si fanno avanti. Gli accordi di endorsement devono essere negoziati attentamente — soprattutto per evitare conflitti con i contratti già firmati con l'etichetta o con altri sponsor.
Secondo i dati della SIAE, nel 2025 le royalties distribuite agli autori italiani per utilizzi digitali sono aumentate del 23% rispetto all'anno precedente. Un artista che non ha curato la propria posizione contrattuale rischia di perdere una quota significativa di questi proventi.
Cosa devono fare gli artisti emergenti
La pubblicazione del nuovo regolamento di Sanremo 2026 (per l'edizione 2027) significa che nei prossimi mesi migliaia di artisti italiani presenteranno brani a Sanremo Giovani e ad Area Sanremo. Molti lo faranno senza una protezione legale adeguata.
Le azioni prioritarie per un artista che vuole partecipare — o che ha già partecipato — a Sanremo:
- Registra il tuo brano alla SIAE prima di presentarlo a qualsiasi concorso. La registrazione protegge i tuoi diritti d'autore e crea una prova di paternità intellettuale con data certa
- Non firmare contratti senza una revisione legale: anche un accordo di management "informale" può vincolarti per anni se non è redatto correttamente
- Capisce cosa stai cedendo: prima di firmare con un editore musicale, chiedi a un avvocato di spiegarti ogni clausola sui diritti — in particolare la durata della cessione e le condizioni di reacquisizione
- Proteggi il tuo nome d'arte come marchio: un nome d'arte non registrato può essere appropriato da terzi. La registrazione EUIPO o UIBM ti protegge in Italia e nell'Unione europea
Su Expert Zoom puoi consultare un avvocato specializzato in diritto dello spettacolo e diritti musicali — senza lunghe attese, direttamente online. Che tu stia per presentare il tuo brano a Sanremo Giovani o che tu abbia appena firmato il tuo primo contratto discografico, un esperto può fare la differenza.
Il Festival come specchio dell'industria musicale italiana
Sanremo non è solo musica: è l'indicatore più preciso dello stato dell'industria discografica italiana. Il dibattito sui 26 Big (ridotti rispetto ai 30) riflette una selezione più rigorosa — e una maggiore competizione per i contratti che ne derivano.
Per gli artisti, la lezione è chiara: la visibilità che Sanremo garantisce è enorme, ma va accompagnata da una gestione professionale e legale che trasformi quella visibilità in valore economico duraturo. Miranda Priestly lo sapeva bene: nel mondo dello spettacolo, il talento da solo non basta.
