Il caso Lorna Hajdini e JPMorgan: molestie sul lavoro al femminile — cosa succederebbe in Italia?

Dipendente in ufficio aziendale con documenti legali — molestie sul lavoro

Crediti fotografici

4 min di lettura 8 maggio 2026

Il caso Lorna Hajdini e JPMorgan: molestie sul lavoro al femminile — cosa succederebbe in Italia?

Il caso è diventato virale in pochi giorni. Lorna Hajdini, executive director della divisione Leveraged Finance di JPMorgan Chase a New York, è al centro di una causa civile esplosiva. Il 27 aprile 2026, un ex dipendente JPMorgan — successivamente identificato come Chirayu Rana, 35 anni — ha presentato un'azione legale presso la New York County Supreme Court accusando Hajdini di abusi sessuali, molestie razziali e condizionamento della carriera. Le accuse includono frasi come "ti posseggo, mio piccolo ragazzo marrone" e la minaccia di rovinargli la carriera se non avesse ceduto alle sue avances.

JPMorgan ha dichiarato che la propria indagine interna non ha trovato prove a sostegno delle accuse. Hajdini nega categoricamente ogni addebito. Il 7 maggio 2026, Rana ha ingaggiato un legale noto per aver rappresentato accusatrici di Jeffrey Epstein. La vicenda tiene banco sui media internazionali anche perché ribalta il narrativo classico: qui è una donna in posizione di potere ad essere accusata di molestare un uomo subordinato.

Questo caso solleva una domanda concreta per i lavoratori italiani: cosa succede in Italia se si è vittime di molestie sessuali sul posto di lavoro — indipendentemente dal genere?

La tutela legale in Italia: cosa dice la legge

L'Italia ha recepito la Direttiva europea 2006/54/CE sulla parità di trattamento tra uomini e donne nel lavoro. Il D.lgs. 198/2006 (Codice delle pari opportunità) e il Codice Civile (artt. 2087, 2043) tutelano i lavoratori da comportamenti che ledono la dignità della persona sul posto di lavoro.

Le molestie sessuali sono definite come qualsiasi comportamento a connotazione sessuale, verbale, non verbale o fisico, che abbia lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una persona, in particolare quando crea un ambiente intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo. Questa tutela vale indipendentemente dal genere: un uomo può denunciare molestie da parte di una donna, un superiore o un collega.

I principali strumenti a disposizione del lavoratore:

  • Denuncia interna al datore di lavoro o all'HR (se la policy aziendale lo prevede)
  • Denuncia all'Ispettorato del Lavoro (ITL)
  • Querela penale per reato di molestie (art. 660 c.p.) o violenza sessuale (artt. 609-bis e ss. c.p.)
  • Azione civile per risarcimento del danno (patrimoniale e non patrimoniale)
  • Risoluzione del contratto per giusta causa con diritto all'indennità di disoccupazione NASpI, se il dipendente è costretto a lasciare

Il mobbing come strumento di pressione: un rischio reale

Nel caso Hajdini, una delle accuse chiave riguarda la minaccia alla carriera: "rovinerò la tua reputazione". In Italia, questo configurerebbe un'ipotesi di mobbing — pressione psicologica sistematica sul luogo di lavoro con finalità vessatorie.

La Corte di Cassazione italiana ha consolidato nel tempo una giurisprudenza solida sul mobbing, riconoscendo il diritto al risarcimento del danno biologico, morale ed esistenziale. Perché il mobbing sia riconosciuto, è necessario dimostrare:

  1. La sistematicità dei comportamenti ostili (non episodi isolati)
  2. L'intento persecutorio o discriminatorio
  3. Il nesso causale con il danno subìto (psicologico, fisico, economico)

Il punto critico? La prova. Come nel caso Hajdini, dove JPMorgan sostiene di non aver trovato elementi a supporto, anche in Italia la battaglia legale spesso si gioca sulla raccolta e conservazione delle prove.

Come tutelarsi: i passi concreti

Se sei vittima di molestie o mobbing sul lavoro in Italia, un avvocato specializzato in diritto del lavoro ti suggerirà di:

  1. Documentare tutto: salvare email, messaggi, annotare date e testimoni di episodi verbali
  2. Non rassegnarsi prima di un parere legale: molti lavoratori subiscono in silenzio pensando di non avere prove sufficienti
  3. Non firmare accordi di transazione senza consulenza: come dimostra il caso Hajdini, JPMorgan avrebbe offerto un milione di dollari in accordo stragiudiziale — Rana ha rifiutato e ora chiede oltre 20 milioni
  4. Conoscere i termini di prescrizione: in Italia, i reati sessuali si prescrivono in 12 anni; le azioni civili per risarcimento del danno in 5 anni dal fatto

Il caso Hajdini come specchio dei nostri tempi

Il caso ha anche una dimensione simbolica importante. Secondo i dati dell'ISTAT, in Italia il 21,5% delle donne tra 16 e 70 anni ha subìto molestie sessuali sul luogo di lavoro nel corso della vita. Ma anche gli uomini sono sempre più spesso vittime: i casi denunciati da vittime maschili sono in aumento, sebbene ancora sottorappresentati nelle statistiche.

La vicenda Hajdini — una dirigente accusata da un uomo — dimostra che le molestie non hanno un genere privilegiato, e che le gerarchie di potere in azienda possono funzionare in entrambe le direzioni. Per i lavoratori italiani, la lezione è la stessa: conoscere i propri diritti prima che la situazione degeneri è la forma di tutela più efficace.

Hai bisogno di una consulenza su molestie o mobbing? Su Expert Zoom puoi trovare avvocati specializzati in diritto del lavoro e pari opportunità, disponibili online o di persona.

Questo articolo ha scopo informativo. I contenuti non costituiscono parere legale. Per una valutazione specifica della tua situazione, consulta un avvocato specializzato.

Crediti fotografici : Questa immagine è stata generata dall'intelligenza artificiale.

I nostri esperti

Vantaggi

Risposte rapide e precise per tutte le tue domande e richieste di assistenza in più di 200 categorie.

Migliaia di utenti hanno ottenuto una soddisfazione di 4,9 su 5 per i consigli e le raccomandazioni fornite dai nostri assistenti.