Fiorella Mannoia torna all'Arena di Verona: cosa può fare legalmente una vittima di violenza

Fiorella Mannoia e Loredana Bertè ai Wind Music Awards

Photo : Raphael Mair / Wikimedia

4 min di lettura 9 maggio 2026

Il 6 maggio 2026, durante il concerto inaugurale dell'Unipol Dome di Milano, Fiorella Mannoia e Luciano Ligabue hanno annunciato il ritorno di "Una Nessuna Centomila" all'Arena di Verona: appuntamento fissato per il 21 settembre 2026. Un evento che ha già esaurito i biglietti nel giro di poche ore, ma che ha anche riacceso il dibattito su un tema urgente: cosa può fare, concretamente, una vittima di violenza domestica in Italia per tutelarsi? Abbiamo chiesto la risposta agli esperti.

"Una Nessuna Centomila": molto più di un concerto

"Una Nessuna Centomila" non è una kermesse musicale ordinaria. Nata nel 2022 per iniziativa di Fiorella Mannoia, è oggi la più grande manifestazione italiana di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, con la Fondazione "Una Nessuna Centomila" impegnata tutto l'anno in progetti di supporto alle vittime, formazione delle forze dell'ordine e comunicazione preventiva.

Ligabue, annunciando il suo ritorno all'evento, ha presentato in esclusiva il brano inedito "Nessuno È Di Qualcuno", composto appositamente per la causa. I proventi del concerto andranno alla Fondazione, che li utilizza per finanziare i centri antiviolenza e i progetti di reinserimento lavorativo delle donne che escono da situazioni di abuso.

Ma oltre alla musica e alla solidarietà, il tema chiede risposte concrete. Perché in Italia, nel 2026, una donna su tre subisce violenza nel corso della vita. E troppo spesso la domanda che ci si pone è: cosa posso fare?

Il Codice Rosso: i tuoi diritti come vittima

Il punto di partenza è la Legge 19 luglio 2019, n. 69 — il "Codice Rosso", che ha profondamente riformato il sistema di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere in Italia. Le novità principali che devi conoscere:

Udienza entro 3 giorni: il pubblico ministero che riceve una denuncia di violenza domestica, stalking, maltrattamenti o atti persecutori deve sentire la vittima entro 3 giorni dalla denuncia. I tempi del processo ordinario non si applicano: la priorità è proteggere subito.

Misure cautelari immediate: il giudice può disporre in tempi brevissimi misure come il divieto di avvicinamento (con braccialetto elettronico), l'allontanamento dalla casa familiare o gli arresti domiciliari per il presunto aggressore, anche prima che il processo abbia inizio.

Ammonimento del Questore: anche senza denuncia formale, una donna può chiedere al Questore della propria città di emettere un "ammonimento" nei confronti di chi la perseguita. L'ammonimento è un atto amministrativo, non penale, ma ha effetti concreti e costituisce un precedente in caso di recidiva.

Revoca automatica della sospensione della pena: il Codice Rosso ha introdotto la revoca automatica della sospensione condizionale della pena per chi viola le misure cautelari o commette nuovi reati. Una garanzia in più per chi teme che il condannato esca subito dal carcere.

Cosa fare se sei in pericolo adesso

Se ti trovi in una situazione di pericolo immediato, il numero da chiamare è il 1522 — il numero nazionale antiviolenza e antistalking, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con operatrici qualificate in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo e russo.

Se la situazione è di emergenza immediata, chiama il 112.

Per il supporto legale e psicologico non urgente, i centri antiviolenza (CAV) del tuo territorio offrono consulenza gratuita e riservata. Molti sono gestiti da associazioni finanziate anche dalla Fondazione "Una Nessuna Centomila".

Il ruolo dell'avvocato: non aspettare che sia troppo tardi

Molte donne aspettano di essere "sicure al 100%" prima di rivolgersi a un avvocato. Questo approccio, comprensibile emotivamente, può essere controproducente legalmente. Un avvocato specializzato in diritto di famiglia e tutela delle vittime può aiutarti a:

  • Valutare le prove disponibili: messaggi, fotografie, registrazioni audio possono costituire prova in sede penale e civile, ma devono essere acquisiti correttamente
  • Richiedere misure di protezione civili: oltre alle misure penali del Codice Rosso, il Tribunale civile può emettere "ordini di protezione contro gli abusi familiari" (art. 342-bis del Codice Civile) in tempi rapidi
  • Gestire la separazione e l'affidamento dei figli: in caso di violenza documentata, il giudice può revocare l'affidamento condiviso e assegnare la casa familiare alla vittima
  • Tutelare il patrimonio: in molti casi di violenza, l'aggressore ha anche un controllo economico sulla vittima. Un avvocato può aiutare a sbloccare conti cointestati, ottenere contributi di mantenimento e accedere a fondi di emergenza

Puoi approfondire il tema della protezione legale in situazioni di violenza domestica con il caso Chiara Balistreri — un caso che ha fatto discutere tutta Italia sull'adeguatezza del sistema di protezione.

Il 21 settembre all'Arena di Verona: un appuntamento, un messaggio

"Una Nessuna Centomila" ha scelto la data del 21 settembre — la stessa dell'edizione precedente — come simbolo di continuità. La violenza sulle donne non è un'emergenza stagionale: è un problema strutturale che richiede risposte strutturali.

Fiorella Mannoia lo dice da anni: la musica può aprire porte che la politica fatica ad aprire. Ma la porta che conta di più — quella che porta alla sicurezza e alla giustizia — si apre con il supporto legale, psicologico e comunitario.

Se stai vivendo una situazione difficile, non aspettare il concerto di settembre per cercare aiuto. Puoi farlo oggi, con una chiamata al 1522 o con una consulenza su Expert Zoom con un avvocato specializzato.

Questo articolo ha scopo informativo. Le informazioni sul Codice Rosso e sulle misure di tutela legale non sostituiscono una consulenza professionale personalizzata. Per situazioni di pericolo immediato, chiama il 112. Per supporto antiviolenza, chiama il 1522.

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