Félix Auger-Aliassime gioca infortunato a Roma 2026: regolamento ATP e diritti dei tennisti professionisti

Félix Auger-Aliassime in azione durante un torneo ATP

Photo : Skyscraper2010 / Wikimedia

4 min di lettura 19 maggio 2026

Félix Auger-Aliassime gioca infortunato a Roma 2026: cosa dice il regolamento ATP sui ritiri e i diritti dei tennisti

A Roma, l'8 maggio 2026, Félix Auger-Aliassime ha disputato uno dei match più dolorosi della sua carriera. Nel secondo set del tie-break contro Mariano Navone agli Internazionali BNL d'Italia, il tennista canadese non riusciva quasi a camminare per via di un infortunio alla gamba. Eppure ha continuato, ha perso 7-6(4), 7-6(5), e si è trascinato fuori dal campo. Perché un tennista professionista continua a giocare in quelle condizioni? Cosa prevede il regolamento ATP? E quali sono le tutele economiche e legali per chi subisce un infortunio durante un torneo?

Il match di Roma: infortunio in diretta e una scelta difficile

Auger-Aliassime era entrato in campo contro Navone come testa di serie favorita. Al momento critico del tie-break del secondo set, il suo incedere era visibilmente compromesso: appoggio ridotto sulla gamba sinistra, movimenti rallentati, impossibilità di sprintare. Nonostante questo, ha continuato fino alla sconfitta definitiva.

La scena ha sollevato una domanda diffusa tra gli spettatori: un atleta professionista deve giocare anche infortunato? O può ritirarsi senza conseguenze?

Cosa prevede il regolamento ATP sul ritiro in campo

Il regolamento ATP (Association of Tennis Professionals) distingue tra diversi tipi di uscita da un torneo:

Scratch: il giocatore si ritira prima che il torneo inizi, comunicando l'indisponibilità entro i termini prestabiliti. Generalmente non comporta penalità se comunicato con sufficiente anticipo.

Walkover: il giocatore rinuncia alla partita dopo il sorteggio ma prima dell'inizio del match. Il regolamento ATP prevede un periodo di esenzione per i giocatori nei top 50 (di solito 14 giorni da una partita disputata), oltre il quale scatta una penale in termini di ranking o rimborso del montepremi.

Ritiro durante il match: tecnicamente un giocatore può sempre ritirarsi dal campo ("retired" o "RET" nel punteggio ufficiale) per ragioni mediche. Il regolamento ATP prevede la presenza di un medico ufficiale del torneo che può certificare l'impossibilità a continuare. In questo caso, il giocatore perde il diritto al montepremi delle fasi successive, ma non incorre in sanzioni ulteriori.

Penali progressive: se un giocatore si ritira frequentemente dai tornei (con un pattern di scratch/walkover ripetuti nei 52 settimane precedenti), può incorrere in penali crescenti ai sensi dell'ATP Rulebook, Section XIII.

Montepremi e ritiro: cosa succede ai soldi?

Uno degli aspetti più controversi riguarda il trattamento economico del ritiro. In linea generale:

  • Il giocatore che si ritira durante un match (e non prima dell'inizio) ha generalmente già maturato il diritto al montepremi del turno raggiunto
  • Il giocatore che si ritira prima del match, senza rispettare i termini di preavviso richiesti, può perdere il montepremi e/o subire penalità
  • I bonus di partecipazione ("appearance fees") garantiti ai top player in alcuni tornei ATP 500 e ATP 1000 possono essere soggetti a clausole di rimborso in caso di ritiro preventivo

Per Auger-Aliassime a Roma, avendo disputato l'intera partita fino alla sconfitta, non si pone alcun problema di rimborso del montepremi. Ma la questione posta dalla sua situazione è diversa: era corretto — sul piano medico e contrattuale — continuare a giocare nelle quelle condizioni?

I contratti di sponsorizzazione e la clausola "eventi agonistici"

Un capitolo meno visibile ma economicamente rilevante riguarda i contratti con gli sponsor. I contratti di sponsorizzazione dei tennisti professionisti prevedono tipicamente:

  • Obblighi di presenza: il giocatore deve partecipare a un numero minimo di tornei in determinati circuiti (es. almeno 3 ATP Masters 1000 l'anno)
  • Performance clauses: in alcuni contratti, i compensi variabili legati ai risultati possono essere ridotti in caso di ritiro anticipato sistematico
  • Clausole di immagine: in caso di infortunio grave e inattività prolungata, alcuni sponsor possono rinegoziare o sciogliere il contratto, a meno che il giocatore non dimostri che l'inattività è dovuta a forza maggiore (infortuni certificati da medici sportivi)

Per i tennisti con contratti da milioni di euro, la pressione a continuare a giocare anche infortunati può quindi avere radici economiche oltre che sportive. Come ha scritto Lorenzo Musetti nel comunicato che annunciava il suo ritiro dal Miami Open per infortunio al braccio, proteggere la propria salute a lungo termine è fondamentale: un infortunio gestito male può trasformarsi in un problema cronico.

La protezione dell'atleta professionista in Italia: cosa dice la legge

In Italia, gli atleti professionisti sono tutelati dalla Legge n. 91 del 23 marzo 1981, che disciplina il rapporto di lavoro sportivo. La legge stabilisce che il contratto tra società e atleta deve prevedere:

  • Garanzie assicurative per infortuni sul lavoro
  • Obbligo del club/associazione di garantire l'idoneità fisica dell'atleta tramite visite mediche periodiche
  • Protezione economica in caso di inabilità temporanea da infortunio

Per i tennisti individuali — che tecnicamente non sono dipendenti di un club ma lavoratori autonomi con contratti con l'ATP e con gli sponsor — la tutela è più complessa e si basa principalmente sulle assicurazioni private e sui regolamenti della federazione internazionale.

Quando un atleta dovrebbe davvero fermarsi

La domanda finale, quella che resta aperta dopo il match di Roma, è: quando un atleta professionista dovrebbe mettere la salute davanti al risultato? Non esiste una risposta universale, ma ci sono casi in cui il rischio è chiaramente troppo alto:

  • Lesione muscolare di grado II o III: rischio di rottura completa se si continua a sollecitare il muscolo
  • Sintomi neurologici (formicolio, perdita di sensibilità): possibile danno nervoso che peggiora con lo sforzo
  • Dolore acuto che altera il pattern motorio: il compenso biomeccanico può causare infortuni secondari in altre strutture

Un medico dello sport specializzato può valutare rapidamente queste situazioni e fornire una consulenza professionale per decidere se continuare o fermarsi — sia nella carriera agonistica che nell'attività amatoriale.

Nota: Questo articolo ha finalità informative. Non sostituisce una consulenza legale o medica professionale. Rivolgiti a professionisti qualificati per situazioni specifiche.

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