Versalis (ENI) avvia 30 licenziamenti a Ferrara: i tuoi diritti come lavoratore

Lavoratori di raffineria in protesta davanti al ministero, con operai in tuta arancione

Photo : Red duck on vacations / Wikimedia

5 min di lettura 19 maggio 2026

Il 5 maggio 2026, Versalis — la divisione chimica di ENI — ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 30 lavoratori nel sito produttivo di Ferrara. I sindacati del settore denunciano che si tratta di un ulteriore passo verso lo smantellamento progressivo della presenza chimica di ENI in Italia, dopo anni di ristrutturazioni. Se lavori in Versalis o hai ricevuto una lettera di messa in disponibilità, è fondamentale conoscere i tuoi diritti prima di firmare qualsiasi accordo.

Che cos'è una procedura di licenziamento collettivo

La procedura di licenziamento collettivo è disciplinata dalla Legge 223/1991, che impone all'azienda obblighi precisi ogni volta che intende licenziare almeno cinque dipendenti nell'arco di 120 giorni, nello stesso stabilimento o in unità produttive dello stesso territorio provinciale.

Il processo si articola in due fasi: prima, l'azienda deve comunicare formalmente le proprie intenzioni alle organizzazioni sindacali e alla Direzione Territoriale del Lavoro, indicando il numero di lavoratori coinvolti, le ragioni economiche e i criteri di scelta. Poi apre una fase di consultazione sindacale della durata massima di 45 giorni (prorogabili di altri 30 in caso di disaccordo), durante la quale è possibile raggiungere un accordo alternativo o concordare ammortizzatori sociali.

Se l'azienda non rispetta questi passaggi, il licenziamento è inefficace e può essere impugnato in tribunale.

I diritti dei 30 lavoratori di Versalis-Ferrara

I lavoratori interessati dalla procedura avviata da Versalis a Ferrara non sono ancora licenziati: si trovano in una fase negoziale che può durare settimane. In questo lasso di tempo, hanno diritto a:

  • Ricevere comunicazione scritta dei criteri con cui l'azienda ha selezionato i soggetti a rischio (anzianità di servizio, carichi di famiglia, esigenze produttive)
  • Essere rappresentati dal sindacato nelle trattative con l'azienda
  • Accedere agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione straordinaria o contratto di solidarietà) se azienda e sindacati lo concordano prima dei licenziamenti effettivi
  • Impugnare il licenziamento entro 60 giorni dalla ricezione della lettera di recesso, con decadenza dell'azione legale se non si rispettano i termini

Secondo i dati INPS, nel 2025 le domande di cassa integrazione straordinaria nel settore chimico-petrolchimico italiano sono aumentate del 18% rispetto all'anno precedente, segnale di una crisi strutturale che non riguarda solo Versalis.

Cassa integrazione e contratto di solidarietà: le alternative al licenziamento

Prima di arrivare ai licenziamenti definitivi, la legge prevede che le parti esplorino soluzioni alternative. Le principali sono:

Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS): consente all'azienda di sospendere o ridurre l'orario dei lavoratori per un massimo di 24 mesi (prorogabili), con un'integrazione salariale pari all'80% della retribuzione globale, fino a un massimale INPS. I lavoratori mantengono il posto di lavoro e maturano anzianità figurativa.

Contratto di solidarietà difensivo: permette di ridurre l'orario di lavoro di tutti i dipendenti di un'unità produttiva per evitare i licenziamenti, con un contributo statale pari al 60-70% della retribuzione persa per le ore non lavorate.

Nel caso di Versalis-Ferrara, i sindacati stanno spingendo proprio in questa direzione: ottenere ammortizzatori sociali che garantiscano continuità reddituale mentre si cerca una soluzione industriale per lo stabilimento.

La transizione energetica di ENI e l'impatto sui lavoratori

Il contesto di questa vicenda è più ampio. ENI ha presentato a maggio 2026 il proprio report di sostenibilità "Eni for 2025", annunciando oltre 460 milioni di euro investiti in ricerca su fusione, bioraffinazione e cattura del carbonio (CCS). Parallelamente, la società ha aumentato il buyback azionario a 2,8 miliardi di euro e confermato un dividendo annuale di 1,10 euro per azione.

Per i lavoratori di Versalis, questa strategia ha un costo: la chimica tradizionale viene progressivamente ridimensionata. Associazioni come EXIT segnalano che le emissioni Scope 3 di ENI continuano a crescere nonostante le dichiarazioni green, ma per i 30 di Ferrara la questione è più concreta: il posto di lavoro.

Secondo i sindacati di categoria (Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL), l'azienda deve garantire un piano industriale chiaro per il sito di Ferrara prima di procedere con i licenziamenti. Le parti si incontreranno nelle prossime settimane per la fase di consultazione prevista dalla legge.

Cosa fare subito se sei a rischio licenziamento

Se sei un lavoratore Versalis o sei coinvolto in una procedura collettiva simile in qualsiasi azienda italiana, ecco i passi concreti da compiere:

Contatta subito il sindacato di riferimento: ha il diritto di accedere a tutta la documentazione aziendale sulla procedura e può negoziare condizioni migliori. Non aspettare la lettera di licenziamento.

Non firmare nulla senza aver consultato un avvocato del lavoro: le aziende a volte propongono accordi individuali (buonuscite, uscite incentivate) che possono apparire convenienti ma rinunciano a tutti i diritti successivi, compresi quelli relativi a TFR, NASPI e impugnazione del recesso.

Documenta tutto: conserva tutte le comunicazioni scritte, le email, i verbali degli incontri sindacali. Sono fondamentali in caso di contenzioso.

Verifica i termini di impugnazione: il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla ricezione della lettera, con ricorso scritto all'azienda. Entro i successivi 180 giorni deve essere depositato il ricorso al Tribunale del Lavoro. Superati questi termini, decade ogni possibilità di contestazione.

Un avvocato del lavoro può aiutarti a valutare se la procedura è stata rispettata correttamente, a negoziare un'uscita incentivata più favorevole, o ad avviare un'azione legale in caso di irregolarità.

Il quadro normativo da conoscere

La tutela dei lavoratori in caso di licenziamento collettivo si basa su tre pilastri normativi principali: la Legge 223/1991 (procedure e obblighi), il Decreto Legislativo 23/2015 (tutele crescenti per i nuovi assunti), e l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (reintegra in caso di licenziamento discriminatorio o per motivi soggettivi non dimostrati).

Per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 si applicano le tutele più ampie dell'articolo 18 originario; per quelli assunti dopo, le tutele crescenti che prevedono prevalentemente un'indennità risarcitoria anziché la reintegra.

In entrambi i casi, il ricorso a un professionista specializzato è la mossa più efficace per ottenere il massimo da una situazione difficile. ExpertZoom mette in contatto con avvocati del lavoro esperti in ristrutturazioni aziendali, disponibili per una consulenza anche online.


Nota: questo articolo ha finalità informative generali. Ogni situazione lavorativa è diversa: per una valutazione personalizzata, consulta un avvocato del lavoro.

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