Il 1° maggio 2026, migliaia di persone hanno sfilato per le strade di Firenze dietro uno striscione con su scritto "Basta guerre, sfruttamento e carovita". In testa al corteo, i lavoratori del Collettivo di Fabbrica GKN di Campi Bisenzio: oltre cento operai che da anni combattono per il proprio posto di lavoro mentre l'azienda — oggi QF Spa — è alle prese con un concordato preventivo davanti al Tribunale di Firenze, con una proposta da 18 milioni di euro a fronte di un buco da 28 milioni accertato dai commissari giudiziali.
Cosa significa concordato preventivo per un lavoratore
Il concordato preventivo è una procedura concorsuale disciplinata dalla Legge Fallimentare italiana (R.D. n. 267/1942) e dal nuovo Codice della Crisi d'Impresa (D.Lgs. n. 14/2019). Si attiva quando un'azienda è in difficoltà economica e vuole evitare il fallimento presentando al tribunale un piano per soddisfare — anche parzialmente — i propri creditori.
Per i lavoratori, questa procedura crea una situazione di incertezza profonda:
- I crediti da lavoro (stipendi arretrati, TFR, contributi non versati) diventano crediti nel passivo del concordato
- La priorità di rimborso dipende dalla classificazione: i crediti privilegiati (come il TFR) hanno precedenza su quelli chirografari, ma non è garantito il pagamento integrale
- Il destino dei contratti di lavoro dipende dall'esito della procedura: se l'azienda viene ceduta a un acquirente, i contratti possono essere trasferiti; se la procedura fallisce, si apre la liquidazione e i lavoratori possono accedere alla CIGS o al Fondo di Integrazione Salariale
Nel caso GKN/QF Spa, la proposta di 18 milioni è significativamente inferiore al debito accertato. Questo significa che molti creditori — inclusi potenzialmente i lavoratori per la parte di crediti non privilegiati — potrebbero ricevere solo una percentuale del dovuto.
I diritti che i lavoratori possono esercitare
Quando un'azienda entra in concordato o fallisce, i lavoratori hanno strumenti di tutela specifici:
1. Accesso al Fondo di Garanzia INPS Il Fondo di Garanzia INPS copre il TFR non pagato e, in alcuni casi, le ultime tre mensilità di retribuzione non versate, quando il datore di lavoro è insolvente. La domanda si presenta online sul portale INPS e non richiede di attendere la chiusura del concordato.
2. Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) I lavoratori di aziende in crisi hanno diritto alla CIGS, che integra o sostituisce la retribuzione ordinaria per periodi prolungati (fino a 24 mesi, con possibilità di proroga). Per accedervi occorre accordo sindacale e autorizzazione del Ministero del Lavoro.
3. Insinuazione al passivo I lavoratori sono creditori privilegiati per il TFR e le retribuzioni arretrate. Devono presentare la propria "insinuazione al passivo" al curatore fallimentare (o commissario) entro i termini stabiliti dal tribunale per far valere i propri crediti nella ripartizione dell'attivo.
4. Opposizione al concordato Se il piano di concordato proposto dall'azienda penalizza eccessivamente i lavoratori, i sindacati possono opporsi formalmente alla procedura davanti al tribunale.
La storia GKN: un caso che cambia le regole
La vertenza GKN Firenze dura da luglio 2021, quando l'azienda britannica inviò 422 lettere di licenziamento via WhatsApp. Da allora, i lavoratori hanno resistito con assemblee permanenti, crowdfunding solidale e una proposta autonoma di reindustrializzazione. Il Collettivo ha raccolto 2 milioni di euro per lanciare una cooperativa operaia ("Gff") per rilevare parte dello stabilimento.
Come ha dichiarato Dario Salvetti, RSU della fabbrica, al corteo del 1° maggio: "Dedichiamo questa marcia alle famiglie delle vittime del lavoro — i lavoratori vanno difesi da vivi."
La vertenza ha segnato la giurisprudenza italiana: sentenze del Tribunale del Lavoro di Firenze hanno stabilito che il licenziamento collettivo comunicato senza rispettare le procedure previste dalla Legge 223/91 è nullo, con diritto alla reintegra. Un principio che vale per tutte le aziende, non solo per GKN.
Cosa fare se la tua azienda è in crisi
Se lavori in un'azienda che ha attivato procedure concorsuali o che ha annunciato esuberi, queste sono le prime cose da fare:
- Contatta il tuo sindacato: CGIL, CISL, UIL o altri sindacati di categoria gestiscono le procedure di CIGS e rappresentano i lavoratori nel concordato
- Conserva tutta la documentazione: buste paga, contratto, lettere aziendali, qualsiasi comunicazione sul tuo rapporto di lavoro
- Verifica i crediti che l'azienda ti deve: TFR, ferie non godute, straordinari
- Presenta subito domanda al Fondo di Garanzia INPS per il TFR, senza aspettare la fine della procedura
- Consulta un avvocato specializzato in diritto del lavoro prima di firmare qualsiasi accordo di uscita volontaria
Come emerge dal caso analizzato in Stellantis e i lavoratori italiani nel 2026: cosa fare in caso di ristrutturazione, le grandi ristrutturazioni industriali lasciano spesso i singoli lavoratori disorientati. Conoscere i propri diritti in anticipo è la forma più efficace di tutela.
Un avvocato del lavoro può fare la differenza
In situazioni di crisi aziendale, un avvocato del lavoro specializzato aiuta a:
- Verificare la correttezza della procedura di licenziamento
- Impugnare licenziamenti illegittimi entro 60 giorni (termine perentorio)
- Calcolare l'importo esatto dei crediti privilegiati da insinuare al passivo
- Negoziare accordi di uscita incentivata con garanzie solide
Il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali offre informazioni aggiornate sulle procedure di licenziamento collettivo e sulle tutele previste dalla legge.
Il corteo del 1° maggio a Firenze è un promemoria potente: la tutela dei diritti del lavoro non è un'astrazione — è una lotta concreta, che si vince anche conoscendo gli strumenti giuridici a propria disposizione.
