Incendio Crans-Montana, 41 morti: cosa possono richiedere le famiglie delle vittime italiane

Via centrale di Crans-Montana in inverno, stazione sciistica svizzera del Vallese

Photo : Dodo von den Bergen / Wikimedia

4 min di lettura 24 maggio 2026

Nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, l'incendio divampato nel locale Le Constellation di Crans-Montana, nella Svizzera vallese, ha provocato 41 morti e 115 feriti, la maggioranza dei quali giovani che festeggiavano il Capodanno. Il rogo è stato causato dall'uso improprio di candele pirotecniche nel seminterrato del locale. I titolari Jacques Moretti e Jessica Maric sono stati posti sotto indagine per omissioni nelle misure di sicurezza antincendio e per il mancato rispetto delle norme sulla capienza.

Il 29 aprile 2026, il Consiglio dei Ministri ha ufficializzato la costituzione di parte civile della Repubblica Italiana nel procedimento penale aperto in Svizzera. Una decisione con implicazioni dirette per le famiglie delle vittime italiane: ma cosa significa concretamente per loro?

L'incendio del Capodanno 2026: la dinamica del disastro

Secondo quanto emerso dalle indagini delle autorità svizzere, l'incendio si è propagato con rapidità eccezionale a causa delle caratteristiche del locale: il seminterrato era utilizzato come area festeggiamenti nonostante avesse capacità di afflusso limitata, e le uscite di sicurezza non erano adeguatamente segnalate o accessibili.

Le vittime, prevalentemente giovani tra i 18 e i 35 anni, si trovavano in un contesto di affollamento critico che ha reso impossibile un'evacuazione tempestiva. Tra i morti figurano cittadini di diverse nazionalità europee, con un numero significativo di italiani.

Il processo a carico dei gestori del locale è in corso presso le autorità giudiziarie cantonali del Vallese. L'accusa ha formulato ipotesi di reato che includono omicidio colposo e lesioni colpose, reati per i quali il diritto penale svizzero prevede pene fino a cinque anni di detenzione.

La costituzione di parte civile dell'Italia: cosa significa

La decisione del governo italiano di costituirsi parte civile nel processo elvetico, comunicata ufficialmente dal Palazzo Chigi il 29 aprile 2026, è un atto giuridico con conseguenze pratiche rilevanti.

In diritto internazionale privato, la costituzione di parte civile da parte di uno Stato estero in un processo penale significa che lo Stato entra nel procedimento per tutelare gli interessi delle proprie vittime e per richiedere il risarcimento dei danni. Questo accade attraverso strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale, regolati in questo caso anche dal rapporto bilaterale tra Italia e Svizzera.

La presenza dello Stato italiano nel processo ha un duplice valore:

Politico-diplomatico: rafforza il messaggio che le vittime italiane non sono abbandonate e che il governo si fa carico della loro tutela a livello istituzionale.

Giuridico-pratico: apre la strada al riconoscimento dei risarcimenti ottenuti in Svizzera anche in Italia, facilitando l'esecuzione delle sentenze di condanna al risarcimento del danno.

Le differenze tra diritto svizzero e italiano nel risarcimento del danno

Il sistema giuridico svizzero presenta differenze significative rispetto a quello italiano nella gestione dei risarcimenti da disastro colposo. In Svizzera, il risarcimento del danno non patrimoniale (il cosiddetto "torto morale") è disciplinato dal Codice delle Obbligazioni, che prevede criteri di valutazione più restrittivi rispetto alla giurisprudenza italiana.

Questo significa che le somme riconosciute dai tribunali svizzeri a titolo di risarcimento per perdita di un familiare o per i danni fisici riportati potrebbero essere inferiori a quelle che un giudice italiano avrebbe liquidato per fatti analoghi verificatisi sul territorio nazionale.

Le famiglie delle vittime italiane possono tuttavia agire anche in Italia, attraverso un'azione civile separata nei confronti dei responsabili, oppure tramite una richiesta di risarcimento all'assicurazione del locale. Un avvocato specializzato in diritto internazionale può valutare qual è il percorso più conveniente per ogni situazione specifica.

Cosa possono richiedere concretamente le famiglie delle vittime

Le famiglie delle persone decedute nell'incendio di Crans-Montana, che siano italiane o di altra nazionalità, possono richiedere diversi tipi di risarcimento:

Danni patrimoniali: le spese sostenute per i funerali, la perdita del reddito della vittima che contribuiva al sostentamento del nucleo familiare, e qualsiasi altra spesa documentata e direttamente riconducibile al decesso.

Danni non patrimoniali: il danno morale per la perdita del familiare, il danno biologico riportato dagli eventuali sopravvissuti tra i familiari presenti, e il danno esistenziale derivante dall'impatto psicologico del lutto.

Risarcimento per i feriti: le persone che hanno subito lesioni fisiche o danni psicologici documentati hanno diritto a un risarcimento calcolato sulla base della gravità permanente delle conseguenze.

I feriti e le famiglie dei deceduti che non si sono già costituiti nel processo svizzero — o che lo hanno fatto senza assistenza legale specifica — dovrebbero verificare urgentemente la propria posizione processuale per non perdere i termini previsti dal diritto svizzero.

Quando rivolgersi a un avvocato specializzato

Navigare un processo penale straniero, con un sistema giuridico diverso, in una lingua diversa e con termini processuali che non coincidono con quelli del diritto italiano, è un'operazione che richiede competenze molto specifiche. Un avvocato specializzato in diritto internazionale privato e in responsabilità civile da disastro può:

  • Valutare se la famiglia ha già perso o rischia di perdere termini processuali essenziali
  • Coordinarsi con un collega svizzero per seguire il procedimento cantonale
  • Identificare se esistono percorsi paralleli di tutela attivabili in Italia
  • Assistere nella raccolta della documentazione necessaria per quantificare e provare i danni subiti

Nota legale: le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non costituiscono consulenza legale. Per valutare la propria posizione specifica, è sempre indispensabile rivolgersi a un professionista qualificato.

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