Il 6 maggio 2026, in un'intervista pubblicata su Leggo.it, la scrittrice e podcaster Chiara Tagliaferri ha rivelato che sua figlia Lula è nata grazie alla gestazione per altri (GPA): ovuli di una donatrice, il grembo di una donna chiamata Daisy, e l'amore suo e del marito, lo scrittore Nicola Lagioia. "In Italia saremmo criminali", ha scritto apertamente. Il suo libro "Arkansas. Storia di mia figlia" (Mondadori, 2026) — presentato al Salone del Libro di Torino il 16 maggio 2026 — ha riaperto un dibattito che in Italia è anche e soprattutto giuridico: la GPA è reato universale dal novembre 2024.
La Legge n. 169 del 4 ottobre 2024, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 novembre 2024, ha modificato l'articolo 12 della Legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, estendendo la perseguibilità del reato di surrogazione di maternità ai cittadini italiani che lo compiono all'estero. Il significato pratico è diretto: anche se la GPA è legale nel Paese in cui viene effettuata, una coppia di cittadini italiani può essere perseguita al rientro in Italia.
Cosa dice esattamente la Legge 169/2024
Prima del 2024, la Legge 40/2004 vietava già la GPA in Italia, ma le coppie che si rivolgevano a cliniche estere — in Paesi dove la pratica è regolamentata come USA, Canada, Ucraina o Georgia — si trovavano in una zona grigia: non erano formalmente perseguibili per atti compiuti in un altro Stato.
Con la Legge 169/2024, questa zona grigia è stata eliminata. L'articolo 12, comma 6 della Legge 40/2004 stabilisce ora che "se i fatti di cui al periodo precedente, con riferimento alla surrogazione di maternità, sono commessi all'estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana".
Le pene previste sono severe:
- Reclusione da 6 mesi a 2 anni
- Multa da 600.000 a 1.000.000 di euro
La norma si applica non solo alla coppia committente, ma anche agli intermediari e alle strutture mediche coinvolte che abbiano un collegamento con cittadini italiani. Il testo completo della legge è consultabile su normattiva.it, il portale ufficiale delle norme giuridiche italiane.
Il principio di doppia incriminazione: il limite applicativo più discusso
Nonostante la durezza della norma, la sua applicazione pratica presenta ostacoli giuridici significativi. Il principio di doppia incriminazione — sancito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione — prevede che per essere perseguibile in Italia un atto commesso all'estero debba essere considerato reato anche nel Paese in cui è avvenuto.
In pratica: se una coppia italiana ricorre alla GPA negli Stati Uniti o in Canada — dove la pratica è legale e regolamentata — l'applicazione della Legge 169/2024 potrebbe rivelarsi più complessa di quanto la norma lasci intendere. I giuristi italiani parlano di "difficoltà oggettive di accertamento": gli Stati esteri raramente collaborano per reati che nel loro ordinamento non esistono.
Questo non significa impunità. Le autorità italiane possono agire sui dati disponibili in Italia: la registrazione dell'atto di nascita, la documentazione medica eventualmente esibita, le dichiarazioni rese. I casi più esposti sono quelli in cui i genitori cercano di far riconoscere legalmente la paternità di entrambi i partner — in particolare per le coppie dello stesso sesso.
Il nodo più delicato: il riconoscimento della filiazione
Il capitolo più complesso per le coppie che ricorrono alla GPA riguarda i diritti del figlio. In Italia, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che il figlio nato da GPA all'estero non può essere iscritto nei registri dello stato civile italiano con due genitori dello stesso sesso. Il genitore biologicamente non collegato al bambino può tuttavia richiedere l'adozione come "genitore intenzionale", con un procedimento dedicato previsto dalla legge.
Come emerge anche dal dibattito sull'adozione per coppie in Italia, il percorso adottivo italiano è lungo e giuridicamente articolato: le coppie che ricorrono alla GPA si trovano spesso ad affrontare anni di procedimenti per garantire al figlio la piena tutela legale di entrambi i genitori.
Per le coppie non sposate o dello stesso sesso, la situazione è ulteriormente complessa: i diritti riconosciuti alle coppie in Italia sono in continua evoluzione giuridica, e ogni caso richiede una valutazione individuale da parte di un avvocato specializzato in diritto di famiglia.
Tre aspetti da esaminare con un professionista prima di procedere
Per le coppie italiane che stanno valutando il ricorso alla GPA all'estero, il percorso più prudente è rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto di famiglia e procreazione medicalmente assistita prima di avviare qualsiasi iter, non dopo.
Gli aspetti da analizzare con un professionista sono almeno tre.
1. Il Paese scelto. Non tutti i Paesi in cui la GPA è legale offrono lo stesso livello di protezione ai genitori intenzionali. USA e Canada — in particolare California e British Columbia — hanno quadri giuridici consolidati che includono order of parentage pre-natali. In altri Paesi, il rischio di revoca del consenso da parte della gestante o di problemi nel riconoscimento internazionale del bambino è più elevato.
2. Il contratto con la gestante. Anche se non riconoscibile in Italia come vincolo giuridico, un contratto redatto con cura nel Paese estero tutela le parti in caso di controversia locale. Un avvocato con esperienza internazionale può valutare la solidità dell'accordo e le garanzie previste per i genitori intenzionali.
3. La dichiarazione di nascita e il riconoscimento in Italia. Le modalità con cui il bambino viene registrato all'estero e la strategia adottata per il riconoscimento in Italia — incluso l'eventuale percorso adottivo — possono avere conseguenze significative e durature per i diritti di entrambi i genitori e per la tutela del minore.
Un dibattito aperto, un diritto da proteggere
Il caso di Chiara Tagliaferri — che ha scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza nel libro "Arkansas" sapendo di descrivere qualcosa che la legge italiana qualifica come reato — pone una domanda che va ben oltre il diritto: fino a che punto le scelte riproduttive di una coppia devono essere disciplinate dallo Stato? È un dibattito politico, etico e culturale aperto.
Ma nel frattempo, per le coppie che si trovano a dover scegliere concretamente, avere un avvocato esperto al proprio fianco non è un lusso: è una necessità. La complessità giuridica di questa materia — tra diritto internazionale privato, norme italiane e ordinamenti stranieri — richiede competenze specifiche che solo un professionista specializzato può offrire.
Su ExpertZoom trovi avvocati esperti in diritto di famiglia e procreazione medicalmente assistita pronti ad aiutarti a capire i tuoi diritti e a costruire un percorso sicuro e consapevole.
Nota: Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per qualsiasi decisione relativa alla procreazione assistita e ai suoi aspetti giuridici, si raccomanda di consultare un avvocato specializzato in diritto di famiglia.

Sofia Gallo