Il 1° maggio 2026, mentre l'Italia scende in piazza per la Festa del Lavoro con cortei a Venezia-Marghera, Milano, Torino e il tradizionale Concertone di Roma in Piazza San Giovanni, i dati INAIL sull'infortuni sul lavoro raccontano una storia che raramente finisce sui palchi dei comizi sindacali: in Italia muore sul lavoro in media un lavoratore ogni otto ore. Nel 2025, secondo le statistiche preliminari dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, le denunce di infortunio mortale hanno superato quota 1.000, con una concentrazione nei settori edile, manifatturiero e dei trasporti.
I numeri del 2025: cosa dicono i dati INAIL
La Festa del Lavoro è anche il momento in cui i dati sull'incolumità dei lavoratori vengono portati all'attenzione dell'opinione pubblica. I numeri dell'INAIL — Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro per il 2025 mostrano alcune tendenze significative:
- Oltre 580.000 denunce di infortunio nel 2025, in lieve calo rispetto al 2024 ma ancora su livelli preoccupanti
- 1.000+ morti sul lavoro in un anno, corrispondenti a circa una vittima ogni 8 ore lavorative
- Settori più a rischio: edilizia (30% dei decessi), industria manifatturiera, trasporti e logistica
- Infortuni in itinere: il 20% degli infortuni mortali avviene nel tragitto casa-lavoro, categoria spesso sottovalutata dai lavoratori
La celebrazione del 1° maggio 2026 a Marghera — simbolicamente scelta per la sua storia industriale e per le lotte operaie del petrolchimico veneziano — porta questi numeri nel cuore del dibattito sindacale nazionale, con i segretari di CGIL, CISL e UIL che hanno messo la sicurezza sul lavoro in cima all'agenda della piazza.
Cosa spetta a chi si infortuna sul lavoro: i diritti fondamentali
Molti lavoratori non conoscono i propri diritti dopo un infortunio professionale. Questa ignoranza ha un costo concreto: rimborsi non richiesti, indennizzi sottostimati, percorsi di riabilitazione non attivati. Ecco i punti essenziali che ogni lavoratore dovrebbe conoscere.
L'INAIL copre quasi tutti i lavoratori dipendenti — e molti autonomi — con un'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni professionali e le malattie professionali. In caso di infortunio, il datore di lavoro è obbligato a denunciare l'evento all'INAIL entro due giorni dalla ricezione del certificato medico.
Le prestazioni INAIL includono:
- Indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta (75% della retribuzione media giornaliera dal 4° giorno di assenza)
- Rendita per inabilità permanente (se la menomazione supera il 16%, si ha diritto a una rendita mensile permanente)
- Integrale copertura delle spese sanitarie (visite, ricoveri, protesi)
- Rimborso spese di riabilitazione e fisiokinesiterapia
Quello che molti lavoratori non sanno è che l'INAIL può non coprire integralmente il danno subito. La prestazione INAIL è standardizzata e non tiene conto del danno biologico, morale e patrimoniale completo. In questi casi — specialmente quando l'infortunio è causato da negligenza del datore di lavoro o da violazione delle norme sulla sicurezza — si apre uno spazio per una richiesta di risarcimento complementare in sede civile.
Quando l'infortunio non è un caso: la responsabilità del datore di lavoro
Non tutti gli infortuni sul lavoro sono "incidenti" nel senso stretto del termine. Molti sono il risultato prevedibile di violazioni delle norme sulla sicurezza: mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI), ponteggi non a norma, macchinari non revisionati, carichi di lavoro eccessivi che favoriscono l'errore umano.
Quando l'infortunio è riconducibile a colpa del datore di lavoro, il lavoratore (o i suoi eredi in caso di decesso) ha diritto a:
- Risarcimento del danno biologico: la compromissione dell'integrità psicofisica valutata in modo personalizzato, non con le tabelle standardizzate INAIL
- Danno patrimoniale differenziale: la differenza tra quanto perso realmente in termini di capacità lavorativa e quanto riconosciuto dall'INAIL
- Danno morale e esistenziale: per le conseguenze psicologiche e sulla qualità della vita
- Risarcimento agli eredi: in caso di infortunio mortale, figli, coniuge e altri familiari hanno diritto a specifici risarcimenti per la perdita del congiunto
Questi percorsi risarcitori complementari richiedono quasi sempre l'assistenza di un avvocato specializzato in diritto del lavoro e infortuni professionali, capace di raccogliere prove tecniche, affidarsi a periti medico-legali e portare avanti eventualmente un contenzioso civile contro il datore di lavoro.
I tempi di prescrizione: agire presto è fondamentale
Uno degli errori più comuni dei lavoratori infortunati è aspettare — sperando in un recupero completo o nell'esito favorevole della pratica INAIL — prima di consultare un legale. Questo può essere costoso.
Le azioni di risarcimento da infortuni sul lavoro contro il datore di lavoro si prescrivono in tre anni dall'infortunio (per gli eredi: tre anni dalla data del decesso). Le azioni per danni da malattia professionale partono dal momento della diagnosi certa. I tre anni passano più in fretta di quanto si pensi, specialmente quando si è alle prese con cure, riabilitazione e reinserimento lavorativo.
Un avvocato specializzato può attivare anche procedure urgenti di tutela cautelare, come il sequestro conservativo dei beni del datore di lavoro, se c'è rischio concreto di insolvenza.
Cosa fare nelle prime 72 ore dopo un infortunio
Il comportamento nelle prime ore dopo un infortunio sul lavoro è determinante per la tutela dei propri diritti:
- Farsi visitare immediatamente e richiedere al medico un certificato che descriva in modo preciso la natura e la gravità delle lesioni
- Non firmare nulla proposto dal datore di lavoro senza averlo letto e capito
- Documentare il luogo dell'infortuni: foto, video, testimoni presenti
- Conservare tutto: tutti i certificati medici, le ricevute di spesa, le comunicazioni con il datore di lavoro
- Consultare un avvocato specializzato in diritto del lavoro, anche solo per una prima valutazione — specialmente se la causa dell'infortunio è riconducibile a negligenza del datore
Piattaforme come ExpertZoom permettono di trovare avvocati specializzati in infortuni sul lavoro disponibili per consulenze rapide. Come evidenziato dall'analisi sui diritti dei lavoratori nelle festività e nelle trattenute salariali, la consulenza legale preventiva resta lo strumento più efficace per tutelare i propri interessi lavorativi.
Il 1° maggio come promemoria, non solo come festa
La Festa del Lavoro del 2026 ha un tema preciso — "lavoro dignitoso" — che include necessariamente la sicurezza sul posto di lavoro. Ma la dignità del lavoro non si ottiene solo con i cortei: si costruisce anche con la conoscenza dei propri diritti e la capacità di farli valere quando vengono violati.
Ogni lavoratore che cade vittima di un infortunio evitabile, e non conosce i propri diritti, è una sconfitta silenziosa che nessun Concertone rende visibile. Il modo migliore per onorare il 1° maggio 2026 è trasformare la giornata in un'occasione per informarsi — e, quando necessario, per agire.

Chiara Romano