Yasin Ayari ha segnato contro la Tunisia il 14 giugno 2026, durante la fase a gironi dei Mondiali FIFA 2026, e non ha esultato. Un gesto silenzioso che ha commosso milioni di tifosi e riaperto il dibattito su uno dei temi più delicati dello sport internazionale: la doppia nazionalità e il diritto di scegliere per quale squadra giocare. Dietro quell'attimo di compostezza si nasconde un labirinto legale che migliaia di famiglie in tutta Europa — Italia compresa — si trovano ad affrontare ogni anno.
Chi è Yasin Ayari e perché il suo gol ha fatto notizia
Nato a Solna, in Svezia, nel 2002, Yasin Ayari è un centrocampista di 22 anni che ha trascorso l'intera carriera giovanile nelle nazionali svedesi. Suo padre è tunisino, sua madre di origini marocchine. Ha debuttato con la Nazionale A svedese nel gennaio 2023, scegliendo definitivamente il bianco-azzurro della Svezia rispetto alle possibilità che gli avrebbe offerto la Federazione Tunisina.
Il 14 giugno 2026, in un match dei Mondiali FIFA 2026 che vede Svezia e Tunisia nello stesso girone, Ayari segna. La palla entra in rete, i compagni esultano — lui no. Rimane fermo, pensieroso, con lo sguardo basso. Un rispetto silenzioso verso il Paese di suo padre che ha fatto il giro del mondo sui social media e che, involontariamente, ha riacceso una domanda fondamentale: cosa succede davvero quando un calciatore — o qualsiasi sportivo — ha due nazionalità?
Le regole FIFA sulla doppia eleggibilità: cosa dice il regolamento
L'ente regolatore internazionale del calcio ha normato in dettaglio la questione dell'eleggibilità nelle nazionali. Secondo il Regolamento sullo Status e il Trasferimento dei Calciatori della FIFA, un calciatore può rappresentare una sola federazione nazionale alla volta. La scelta diventa definitiva nel momento in cui un giocatore disputa una partita ufficiale con la Nazionale A di un Paese.
Esistono tuttavia delle eccezioni. Un calciatore che ha giocato solo nelle selezioni giovanili (Under-17, Under-20, Under-23) prima dei 21 anni può teoricamente cambiare federazione, purché non abbia ancora disputato partite con la Nazionale A maggiore. Il caso di Ayari è netto: ha scelto la Svezia fin da giovanissimo e ha già accumulato presenze con la prima squadra — la sua eleggibilità svedese è definitivamente fissata.
Ma il confine tra categorie giovanili e senior è spesso più sfumato di quanto sembri, e molti giovani vengono contattati da più federazioni — a volte prima ancora di comprendere le conseguenze legali della propria scelta. Puoi consultare il portale ufficiale della FIFA per accedere ai testi regolamentari sulla status dei calciatori e sull'eleggibilità internazionale.
Il fenomeno in Italia: migliaia di giovani davanti alla stessa scelta
Il caso Ayari non è un'eccezione. In Italia vivono oltre 5 milioni di cittadini stranieri, tra cui centinaia di migliaia di minori nati o cresciuti nel nostro Paese che praticano sport federati. Molti di loro acquisiranno la cittadinanza italiana al compimento dei 18 anni, ritrovandosi così con due passaporti e, potenzialmente, con la possibilità di scegliere due nazionali.
I dati ISTAT relativi al 2025 mostrano che oltre 130.000 minori stranieri residenti in Italia sono nati sul territorio nazionale — una fascia di popolazione giovane e atleticamente attiva. Per molti di loro, la scelta di quale bandiera rappresentare nelle competizioni internazionali arriverà prima di quanto immaginano, spesso senza una guida legale adeguata.
Come già accaduto con Kenan Yıldız — giocatore nato in Germania che ha scelto di rappresentare l'Italia — le storie di atleti con doppia nazionalità si moltiplicano anche nel panorama del calcio italiano.
I rischi concreti di scegliere senza una consulenza legale
Ogni anno, in Italia e in Europa, si verificano casi in cui giovani atleti perdono il diritto di giocare per entrambe le nazionali, per errori procedurali o mancanza di informazione. I rischi più comuni includono:
- Partecipare involontariamente a una partita ufficiale che blocca l'eleggibilità in modo permanente, senza aver compreso le conseguenze
- Lasciare scadere i termini FIFA per richiedere un cambio di eleggibilità nelle situazioni in cui sarebbe ancora possibile
- Complicazioni con la doppia cittadinanza nel paese di residenza: alcuni stati non riconoscono la doppia nazionalità o impongono oneri fiscali e burocratici specifici agli atleti professionisti
- Pressioni da parte di agenti o federazioni che spingono verso una scelta affrettata prima che il giocatore abbia compiuto 18 anni e possa decidere in autonomia
Un avvocato specializzato in diritto sportivo internazionale e cittadinanza può aiutare le famiglie a navigare queste situazioni in anticipo, prima che una scelta diventi irrevocabile.
Cosa fare se tuo figlio è un atleta con doppia nazionalità
Se sei il genitore di un giovane sportivo con doppia cittadinanza — italiana e di un altro Paese — ecco i passi concreti da seguire:
- Documentare la situazione prima dei 18 anni: raccogliere certificati di cittadinanza di entrambi i Paesi, insieme a tutti gli attestati di partecipazione a tornei giovanili internazionali
- Verificare con la federazione sportiva (FIGC nel caso del calcio, FIN per il nuoto, FIDAL per l'atletica) quali regole si applicano per l'eleggibilità nelle nazionali
- Consultare un avvocato esperto di diritto sportivo e della cittadinanza per valutare i tempi e le procedure di opzione
- Non partecipare a partite internazionali ufficiali senza aver chiarito previamente con quale federazione ci si vuole registrare
La storia di Yasin Ayari è toccante, ma è anche un promemoria: quella scelta — tra la Svezia e la Tunisia, tra il Paese dove sei nato e quello da cui vieni — va presa con piena consapevolezza legale. Expert Zoom ti mette in contatto con avvocati italiani specializzati in diritto sportivo e cittadinanza, pronti ad aiutarti a prendere la decisione giusta al momento giusto.

Sofia Gallo