Kenan Yıldız: nato in Germania, campione a Torino, gioca per la Turchia — le regole FIFA sulla doppia nazionalità 2026

Calciatore in maglia rossa turca esamina un documento FIFA in un tunnel di stadio a Torino
5 min di lettura 14 giugno 2026

Kenan Yıldız: nato in Germania, campione a Torino, gioca per la Turchia — le regole FIFA sulla doppia nazionalità 2026

Kenan Yıldız è nato il 4 maggio 2005 a Ratisbona, in Germania, da genitori turchi. Cresciuto nelle giovanili del Bayern Monaco fin dall'età di 7 anni, dal 2022 gioca per la Juventus, dove nella stagione 2025-26 ha vinto il riconoscimento di Miglior Under-23 della Serie A con 10 gol e 6 assist in 33 presenze. Ai Mondiali 2026, però, indossa la maglia della Turchia — non quella della Germania e nemmeno quella dell'Italia.

La sua storia riaccende un dibattito antico nel calcio mondiale: come funzionano le regole FIFA sulla doppia nazionalità? Quando un giocatore nato in un paese può scegliere di giocare per un altro? E quando serve un avvocato sportivo per non sbagliare una decisione che potrebbe essere irreversibile?

Tre paesi, una scelta: il percorso di Kenan Yıldız

Yıldız è nato in Germania da padre turco e madre tedesca, ha iniziato a giocare nelle giovanili del Jahn Regensburg e poi del Bayern Monaco. Nel 2022 il passaggio alla Juventus, dove è diventato in pochi anni uno dei trequartisti più seguiti d'Europa. Vive a Torino, parla italiano, ma al momento di scegliere la nazionale ha optato per la Turchia — il paese delle sue radici familiari.

Ai Mondiali 2026, Yıldız ha affrontato anche un inciampo fisico: una lieve distrazione al polpaccio durante gli ultimi allenamenti con la Juventus lo ha tenuto fuori dalla formazione titolare contro l'Australia. Il CT turco Vincenzo Montella ha preferito non rischiarlo fin dall'inizio, anche se il giovane talento è rimasto nel gruppo. La Turchia conta su di lui come uno dei pilastri del progetto tecnico per il futuro.

Le regole FIFA sulla doppia nazionalità

Le norme FIFA in materia di eleggibilità internazionale sono contenute nell'articolo 5 del Regolamento sullo Status e i Trasferimenti dei Calciatori. In sintesi, un calciatore può rappresentare una nazione se soddisfa almeno uno di questi criteri:

  • possiede la cittadinanza del paese da rappresentare;
  • ha vissuto nel paese per almeno cinque anni consecutivi dopo aver compiuto 18 anni;
  • ha un genitore o un nonno nato nel paese.

Nel caso di Yıldız, i genitori turchi gli conferiscono il diritto di vestire la maglia della Turchia. La chiave è che egli non ha mai disputato gare ufficiali riconosciute dalla FIFA con la nazionale maggiore tedesca o italiana: ha preso parte ad alcune selezioni giovanili tedesche, ma mai in competizioni "vincolanti" ai sensi del regolamento FIFA.

Una volta disputata la prima gara ufficiale con una nazionale maggiore, la scelta diventa definitiva e — salvo rarissime eccezioni legate all'acquisizione di una nuova cittadinanza in paesi non rappresentati in precedenza — irrevocabile.

Il "problema" Italia: quanti Yıldız stiamo perdendo?

L'Italia conosce bene questo dilemma. Molti giovani talenti cresciuti nelle accademie dei club italiani hanno poi scelto di rappresentare i paesi d'origine dei propri genitori, lasciando la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) a guardare dall'esterno.

Il fenomeno è globale: secondo i dati FIFA relativi al Mondiale 2026, oltre il 15% dei calciatori partecipanti gareggia per un paese diverso da quello di nascita. Tra i casi più noti c'è quello di Folarin Balogun, nato in Inghilterra da genitori nigeriani, che dopo anni di carriera in Premier League ha scelto di rappresentare gli Stati Uniti — una storia simile analizzata anche nel nostro approfondimento su ExpertZoom.

Anche i Mondiali 2026 hanno portato alla ribalta casi di giocatori naturalizzati che hanno dovuto dimostrare la propria eleggibilità secondo le norme FIFA: ne abbiamo parlato nel dettaglio a proposito della partita Qatar-Svizzera e dei giocatori con doppio passaporto.

Cosa rischia chi cambia idea dopo il debutto

La questione diventa ancora più delicata quando un calciatore — o il suo entourage — cambia idea dopo aver già fatto una o più presenze ufficiali con una nazionale. In questo caso, le opzioni sono estremamente limitate.

La FIFA prevede una deroga eccezionale: se un giocatore ha acquisito la cittadinanza di un secondo paese in modo del tutto legittimo e non ha mai disputato partite ufficiali con la prima nazionale in competizioni maggiori (Coppa del Mondo, Europei, Coppa d'Africa, ecc.), può eventualmente presentare una richiesta di cambio di affiliazione. Ma i requisiti sono stringenti, i tempi lunghi e l'esito tutt'altro che scontato.

È esattamente in questi casi che un avvocato specializzato in diritto sportivo internazionale diventa indispensabile: per leggere correttamente il regolamento, valutare i precedenti, predisporre la documentazione e tutelare i diritti del giocatore nelle sedi federali.

Quando serve un avvocato sportivo?

I calciatori professionisti con doppia o tripla nazionalità si trovano spesso a dover navigare un labirinto di norme che coinvolgono la FIFA, le federazioni nazionali, i club e i regimi fiscali di più paesi. Le situazioni in cui un avvocato sportivo è fondamentale includono:

  • Verificare i requisiti di eleggibilità prima di prendere decisioni irrevocabili sulla nazionale da rappresentare, soprattutto nelle fasi giovanili della carriera
  • Gestire le implicazioni fiscali di chi vive in un paese, gioca in un secondo e ha nazionalità di un terzo: le convenzioni contro la doppia imposizione cambiano il carico fiscale in modo significativo
  • Negoziare le clausole contrattuali legate alla partecipazione internazionale — certi contratti prevedono bonus o penali legate alla convocazione in nazionale
  • Proteggere i diritti del calciatore in caso di controversie con federazioni o club su questioni di eleggibilità o trasferimento

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Se sei un atleta, un agente, o anche solo un cittadino con doppia nazionalità che vuole capire i propri diritti, l'orientamento di un avvocato specializzato può fare la differenza tra una scelta consapevole e un errore difficile da correggere.

Su ExpertZoom trovi avvocati specializzati in diritto sportivo, diritto dell'immigrazione e contratti internazionali, disponibili per una consulenza anche online. Perché le regole FIFA cambiano, i contratti si fanno sempre più complessi, e le decisioni sulla nazionalità possono segnare una carriera intera. Non affrontarle da solo.

Nota: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale personalizzata. Per situazioni specifiche relative all'eleggibilità internazionale o al diritto sportivo, consulta sempre un avvocato abilitato.

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