L'11 maggio 2026, al Foro Italico di Roma, è successa una delle sorprese più clamorose degli Internazionali BNL d'Italia: Andrea Pellegrino, wildcard italiana classificata al numero 155 del mondo, ha eliminato Frances Tiafoe — numero 22 ATP, semifinalista degli US Open 2022 — con il punteggio di 7-6, 6-1. Un risultato che ha fatto il giro del mondo tennistico e che ha riportato prepotentemente in auge una domanda che molti atleti si pongono nel silenzio degli spogliatoi: come si torna a credere in sé stessi dopo anni di difficoltà?
La risposta, dicono gli esperti di psicologia sportiva, non è semplice. Ma il caso Pellegrino la illustra meglio di qualsiasi manuale.
Il colpo di scena del Foro Italico
Frances Tiafoe era arrivato a Roma in ottima forma. Nella stagione 2026 aveva già accumulato un record di 17 vittorie e 7 sconfitte, raggiunto la finale dell'ATP 500 di Acapulco e il quarto di finale di Miami. Per lui, gli Internazionali d'Italia erano un trampolino verso Roland Garros.
Pellegrino, invece, era una wildcard nel senso più letterale del termine. A 29 anni, con un ranking mai decollato e una carriera costellata di problemi fisici e momenti di sconforto, aveva spesso considerato di ritirarsi dal circuito. Il suo più grande risultato prima del Foro Italico era restare nel circuito nonostante tutto.
Il primo set è andato ai vantaggi del tie-break, strappato da Pellegrino con un gioco solido e mentalmente inattaccabile. Il secondo è stato un'onda: 6-1 in poco più di 30 minuti. Tiafoe, visibilmente destabilizzato dalla solidità dell'avversario, non è riuscito a trovare le contromisure tattiche necessarie.
Perché la psicologia conta più della tecnica nei momenti cruciali
Quando un atleta classificato numero 155 del mondo batte un numero 22, la spiegazione tecnica non basta. Il tennis ad alto livello vede giocatori tecnicamente molto vicini tra loro: la differenza, nei set che contano, la fa la testa.
Gli esperti di psicologia sportiva identificano diverse variabili che spiegano prestazioni eccezionali in momenti inaspettati:
La pressione invertita. Tiafoe aveva tutto da perdere in termini di ranking e aspettative. Pellegrino aveva già vinto il semplice fatto di essere in campo. Questa asimmetria psicologica favorisce spesso l'underdog: gioca libero, senza paura del risultato.
Il "flow state" o stato di flusso. Mihaly Csikszentmihalyi, il teorico di questo concetto, lo descrive come la condizione in cui le capacità dell'atleta e la difficoltà del compito si allineano perfettamente, generando una performance quasi automatica. Pellegrino, in quel secondo set, ha descritto in seguito di "non aver pensato a nulla, solo a giocare punto per punto."
La resilienza costruita nel tempo. Anni di sconfitte, infortuni e dubbi non sempre producono atleti spezzati. In molti casi, costruiscono una tolleranza alla frustrazione che diventa un vantaggio competitivo nei momenti di pressione.
Il modello Pellegrino applicato alla vita quotidiana
La storia di Andrea Pellegrino non riguarda solo il tennis. Riguarda chiunque — professionista, lavoratore, studente — si sia trovato in un momento di stallo dopo anni di impegno senza risultati visibili.
La psicologia sportiva, disciplina nata negli anni Ottanta e oggi sempre più integrata nei programmi di coaching aziendale e nel supporto psicologico clinico, ha sviluppato tecniche specifiche per affrontare queste situazioni:
- Goal setting progressivo: sostituire obiettivi a lungo termine che sembrano irraggiungibili con micro-obiettivi verificabili ogni settimana
- Visualizzazione guidata: tecniche di immaginazione mentale che preparano il cervello a gestire situazioni di alta pressione
- Tecniche di regolazione emotiva: controllo del respiro, routine pre-gara, gestione dell'ansia da prestazione
- Ristrutturazione cognitiva: imparare a reinterpretare i fallimenti come dati utili piuttosto che come prove di inadeguatezza
Il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) riconosce la psicologia dello sport come disciplina ufficiale di supporto agli atleti d'élite, integrando figure specializzate nei programmi federali. Nei tornei Masters 1000 come Roma gli upset — vittorie di giocatori nettamente sfavoriti — sono in aumento negli ultimi anni, un segnale che la preparazione mentale sta diventando sempre più determinante nel differenziare i professionisti.
Quando rivolgersi a un esperto di psicologia sportiva
Non bisogna essere atleti professionisti per beneficiare del supporto di uno psicologo sportivo. Sempre più spesso queste figure vengono consultate da:
- Atleti amatoriali che affrontano competizioni o che vogliono migliorare la propria costanza negli allenamenti
- Professionisti in transizione che vivono periodi di stallo o blocco creativo analoghi a quelli descritti da Pellegrino
- Giovani in fase di orientamento che devono gestire la pressione delle scelte formative e lavorative
- Manager e imprenditori che devono prendere decisioni ad alto impatto in condizioni di stress prolungato
I segnali che indicano che sarebbe utile una consulenza:
- Cali improvvisi di performance nonostante una preparazione adeguata
- Difficoltà a dormire prima di eventi importanti
- Tendenza a "bloccarsi" nei momenti cruciali
- Sensazione di non riuscire a esprimere il proprio potenziale in pubblico
La lezione di Pellegrino è anche per te
Il 29enne di Brindisi ha battuto un campione americano davanti a migliaia di tifosi che lo sostenevano. Ma la vera vittoria era già avvenuta molto prima, nel lungo lavoro su sé stesso che lo ha portato a presentarsi al Foro Italico con la testa sgombra e i piedi per terra.
Quella stessa capacità — di restare presenti, di non farsi travolgere dal confronto con gli altri, di credere nella propria crescita anche quando i numeri dicono il contrario — si costruisce. Non da soli, e non dall'oggi al domani.
Su Expert Zoom, trovi specialisti della salute mentale e psicologi dello sport disponibili per consulenze personalizzate. Il primo passo, come direbbe Pellegrino, è semplicemente presentarsi.
Anche se sei il numero 155 del mondo.

Anna Conti