Susan Sarandon e la cittadinanza italiana: cosa dice la legge sul jus sanguinis nel 2026

Susan Sarandon alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia tra i fan

Photo : LucaFazPhoto / Wikimedia

Sofia Sofia GalloAvvocati
6 min di lettura 13 ottobre 2026

Susan Sarandon, 79 anni, attrice premio Oscar e simbolo del cinema americano indipendente, ha confessato più volte di aver tentato senza successo di ottenere la cittadinanza italiana grazie alle sue origini siciliane. "Ho cercato a lungo di ottenere la cittadinanza italiana, ma non ci riesco", ha dichiarato in un'intervista nel 2023. "Bevo anche il caffè: cos'altro devo fare?" Nel 2026, mentre torna a lavorare in Italia dopo essere stata praticamente esclusa da Hollywood per le sue posizioni sulla crisi di Gaza, il suo caso illumina una questione legale che tocca milioni di italodiscendenti nel mondo: con la riforma del jus sanguinis in vigore dal 2025, chi ha ancora diritto al passaporto italiano?

Le origini siciliane di Sarandon e la cittadinanza onoraria che non basta

Il nonno materno di Susan Sarandon era originario di Ragusa, in Sicilia. Questo legame è stato riconosciuto ufficialmente nel 2006, quando l'attrice ricevette la cittadinanza onoraria del comune ragusano. È un titolo simbolico, però, che non conferisce alcun diritto legale: niente passaporto europeo, niente iscrizione all'AIRE, niente accesso ai servizi consolari.

Per ottenere la vera cittadinanza italiana, Sarandon avrebbe dovuto seguire il percorso del jus sanguinis — il diritto alla cittadinanza trasmesso per via di sangue, cioè per discendenza da un cittadino italiano. Ed è qui che le cose si sono complicate.

Secondo quanto riferito, la risposta ricevuta fu che "per la legge è troppo vecchia" — una formula che suona strana, perché la legge italiana sulla cittadinanza non prevede limiti d'età per la richiesta. Il vero ostacolo, molto probabilmente, era di natura generazionale e documentale: più generazioni si frappongono tra il richiedente e l'avo italiano, più il percorso si fa intricato e soggetto a interruzioni della catena di trasmissione.

Nel 2026, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 12 marzo 2026 — che ha confermato la validità della riforma — le regole del gioco sono cambiate in modo sostanziale. La domanda che milioni di italodiscendenti in Brasile, Argentina, Stati Uniti e Australia si pongono è ora più urgente che mai: ho ancora diritto alla cittadinanza italiana?

La domanda chiave: il jus sanguinis funziona ancora nel 2026?

La risposta è sì, ma con limiti molto più stretti rispetto al passato.

Fino al 27 marzo 2025, il diritto alla cittadinanza italiana per discendenza non aveva limiti di generazione. In teoria, anche il pronipote di un emigrante dell'Ottocento poteva rivendicarlo, purché la catena di trasmissione non si fosse interrotta. Questa regola aveva generato un vero e proprio "turismo della cittadinanza": agenzie specializzate in Brasile e Argentina accompagnavano migliaia di clienti ogni anno nel recupero dei documenti degli avi italiani.

Con la Legge 74/2025, in vigore dal 28 marzo 2025, il quadro è radicalmente cambiato. Il nuovo articolo 3-bis della Legge 91/1992 stabilisce che la trasmissione automatica della cittadinanza per discendenza è riconosciuta solo fino al genitore o al nonno. In pratica:

  • Se tuo padre o tua madre è cittadino italiano di origine → hai diritto alla cittadinanza.
  • Se tuo nonno o tua nonna era cittadino italiano → puoi rivendicarla, ma con condizioni aggiuntive.
  • Se il legame risale al bisnonno o a generazioni precedenti → la via automatica è chiusa, salvo eccezioni specifiche previste dalla legge.

Come spiegato sul portale ufficiale del Ministero dell'Interno italiano, la cittadinanza per discendenza richiede inoltre che l'avo italiano non avesse già acquisito un'altra cittadinanza al momento della nascita del figlio — pena l'interruzione della catena di trasmissione.

Cosa succede alle pratiche già avviate? Chi ha presentato istanza al consolato entro il 27 marzo 2025 mantiene il diritto di vedere la propria domanda istruita secondo le vecchie norme. Chi ha aspettato deve fare i conti con il regime più restrittivo.

Esiste anche una finestra temporanea di riacquisto, valida fino al 31 dicembre 2027, per chi è nato in Italia o vi ha risieduto almeno due anni e ha perso la cittadinanza in seguito alla Legge del 1912.

Nell'articolo Ius soli 2026: la legge n. 74/2025 ha cambiato tutto puoi approfondire anche le regole per i figli di stranieri nati in Italia — un tema connesso che riguarda molte famiglie miste presenti nel Paese.

Caso concreto: Roberto, discendente di emigranti siciliani in California

Prendiamo il caso di Roberto, 45 anni, figlio di genitori americani nati negli Stati Uniti. Suo nonno, Salvatore, lasciò Ragusa nel 1953 con regolare cittadinanza italiana e si stabilì a San Francisco. Salvatore si naturalizzò americano nel 1965, quando suo figlio — il padre di Roberto — era già nato nel 1960.

Questo dettaglio è cruciale: Salvatore era ancora cittadino italiano al momento della nascita di suo figlio nel 1960. La naturalizzazione avvenuta nel 1965 non cancella retroattivamente la trasmissione del diritto alla cittadinanza al figlio. La catena è intatta: Salvatore (italiano) → padre di Roberto (figlio di italiano prima della naturalizzazione) → Roberto.

Secondo le nuove regole della Legge 74/2025, Roberto ha ancora diritto alla cittadinanza italiana perché il legame si ferma al nonno — la soglia consentita. Se invece fosse il bisnonno di Roberto ad essere emigrato dall'Italia, e il nonno fosse già nato negli USA, il percorso automatico sarebbe chiuso. Questa è la differenza cruciale: nonno rientra nelle nuove norme, bisnonno no.

Roberto ha presentato la domanda al consolato italiano di Los Angeles nel gennaio 2025 — cioè prima del 27 marzo 2025, deadline che tutela le vecchie norme. Il costo complessivo stimato per raccogliere i certificati di nascita, matrimonio e morte degli avi italiani, farli autenticare, apostillare e tradurre in forma giurata è stato di circa 2.800 euro. A questo si aggiunge l'onorario di un avvocato specializzato in cittadinanza italiana, che può variare tra 1.500 e 5.000 euro a seconda della complessità del caso e del consolato competente.

I tempi? Dipendono molto dal consolato: alcune sedi hanno liste d'attesa fino a 36-48 mesi. Il consolato di Los Angeles, al momento della domanda di Roberto, aveva tempi stimati di circa 18 mesi.

I passi da seguire per rivendicare la cittadinanza italiana per discendenza nel 2026

Il caso Sarandon ci insegna che avere radici italiane documentabili non è sufficiente: serve una strategia legale precisa, documenti corretti e tempi rispettati. Ecco la checklist essenziale per il 2026:

1. Verifica il grado di parentela. Conta le generazioni tra te e l'avo italiano. Se il legame si ferma al genitore o al nonno, sei potenzialmente coperto dalla Legge 74/2025. Se supera il nonno, verifica le eccezioni con un professionista.

2. Controlla le date di naturalizzazione dell'avo. Se il nonno o il genitore italiano si è naturalizzato in un altro Paese prima della nascita del tuo genitore o di te stesso, la catena di trasmissione si interrompe.

3. Raccogli i documenti dagli archivi italiani. Certificati di nascita, matrimonio e morte dell'avo italiano, da richiedere ai comuni di origine. I tempi di risposta dei comuni possono superare i 6 mesi.

4. Apostilla e traduzione giurata. Tutti i documenti stranieri vanno apostillati e tradotti in italiano da un traduttore giurato.

5. Prenota al consolato competente (o valuta la procedura in Italia). Chi ha la residenza in Italia può avviare la pratica direttamente presso un comune italiano, con tempi generalmente più rapidi.

6. Valuta la finestra di riacquisto. Se sei nato in Italia o vi hai risieduto almeno due anni e hai perso la cittadinanza con la Legge del 1912, il riacquisto è possibile fino al 31 dicembre 2027 con una semplice dichiarazione.

La complessità della materia — tra requisiti generazionali, date di naturalizzazione, documenti storici e competenze consolari diverse — rende quasi indispensabile il supporto di un avvocato specializzato. Su Expert Zoom puoi trovare avvocati esperti in diritto della cittadinanza italiana e diritto internazionale privato, in grado di valutare il tuo caso specifico e guidarti nell'iter corretto.

Nota YMYL: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente informativa e non costituiscono consulenza legale. La normativa sulla cittadinanza italiana è in continua evoluzione. Per il tuo caso specifico, rivolgiti a un avvocato abilitato.

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