Ius soli 2026: la legge n. 74/2025 ha cambiato tutto — e la Corte Costituzionale potrebbe cambiarlo ancora

Uomo immigrato consulta un avvocato per la cittadinanza italiana in uno studio legale di Roma
4 min di lettura 1 aprile 2026

Ius soli 2026: la legge n. 74/2025 ha cambiato tutto — e la Corte Costituzionale potrebbe cambiarlo ancora

Lo ius soli torna al centro del dibattito politico italiano nel 2026. Ma mentre la classe politica discute, una legge già in vigore — la Legge n. 74/2025, in vigore dal 23 maggio 2025 — ha già rivoluzionato le regole sulla cittadinanza italiana. Milioni di persone nel mondo e in Italia sono direttamente colpite. E la Corte Costituzionale potrebbe ribaltare tutto entro fine anno.

Ecco cosa è cambiato, chi è coinvolto e cosa fare adesso.

La Legge 74/2025: cosa ha già cambiato

La riforma della cittadinanza approvata dal governo Meloni ha introdotto una restrizione significativa allo ius sanguinis, il diritto alla cittadinanza per discendenza:

Prima della legge: Chiunque avesse un antenato italiano — anche lontano — poteva richiedere la cittadinanza italiana, senza limiti di generazione.

Dopo la legge: La cittadinanza per discendenza è garantita automaticamente solo ai nipoti diretti di italiani nati in Italia (massimo due generazioni). Per tutti gli altri, la via è chiusa — a meno che almeno uno dei genitori abbia risieduto legalmente in Italia per almeno 2 anni consecutivi prima della nascita del figlio.

Secondo il Tribunale di Torino, che ha sollevato una questione di legittimità costituzionale nel 2026, la norma potrebbe violare il principio di eguaglianza e le norme EU sulla cittadinanza. La Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi.

I 2-3 milioni di discendenti colpiti all'estero

La riforma ha un impatto diretto su stimati 2-3 milioni di discendenti di italiani residenti principalmente in America Latina, Nord America e Australia, che si erano candidati o intendevano candidarsi alla cittadinanza italiana per via genealogica.

Per le richieste presentate prima del 27 marzo 2025 vale ancora il regime precedente — la clausola transitoria protegge chi aveva già avviato il procedimento. Chi ha presentato domanda dopo quella data si trova in una zona grigia: potrebbe dover dimostrare il requisito dei 2 anni di residenza di un genitore in Italia, o vedersi rifiutata la domanda.

Se sei in questa situazione, la prima cosa da fare è verificare la data di presentazione della tua domanda e consultare un avvocato esperto in diritto della nazionalità italiana per capire se rientri nel regime transitorio.

Lo ius scholae: la proposta che non passa

Il dibattito politico del 2026 si concentra su un'altra proposta: lo ius scholae, che permetterebbe ai minori nati in Italia o arrivati prima dei 12 anni di richiedere la cittadinanza dopo 5 anni di frequenza scolastica regolare. La proposta è sostenuta dal Partito Democratico e da altri partiti di centrosinistra, ma non ha ancora ottenuto i voti necessari in Parlamento.

Chi ne beneficerebbe:

  • Minori nati in Italia da genitori stranieri (attualmente devono aspettare i 18 anni per fare domanda)
  • Minori arrivati in Italia nell'infanzia con permesso di soggiorno regolare
  • Ragazzi che hanno frequentato le scuole italiane per anni ma non hanno il passaporto italiano

Secondo il Ministero dell'Interno, la cittadinanza italiana per nascita su suolo italiano non è automatica: si acquisisce solo al compimento dei 18 anni, previa residenza legale ininterrotta dall'infanzia. In Italia risiedono circa 870.000 minori stranieri nati in Italia (dati ISTAT 2024). Per tutti loro, la cittadinanza resta subordinata al compimento dei 18 anni, a condizione che abbiano risieduto legalmente e ininterrottamente in Italia. La proposta ius scholae accelererebbe questo percorso — ma per ora rimane una proposta.

Cosa può fare un avvocato per te

Le regole sulla cittadinanza italiana sono complesse, cambiate di recente e potrebbero cambiare ancora in seguito alla decisione della Corte Costituzionale. In questo quadro, il ruolo di un avvocato specializzato è fondamentale per:

Discendenti all'estero:

  • Verificare se la tua domanda rientra nel regime transitorio (data di presentazione pre-27 marzo 2025)
  • Impugnare eventuali dinieghi basati sulla nuova legge, se la Corte Costituzionale la dichiara incostituzionale
  • Identificare vie alternative: naturalizzazione per residenza, ius scholae se applicabile, o richiesta tramite coniuge italiano

Stranieri residenti in Italia:

  • Verificare i requisiti per la naturalizzazione ordinaria (10 anni di residenza per cittadini non UE/CPLP, 4 anni per cittadini UE)
  • Preparare una domanda completa e corretta sin dalla prima presentazione al Ministero dell'Interno
  • Assistere in caso di diniego o di silenzio-inadempimento dell'amministrazione

Minori stranieri nati in Italia:

  • Informare i genitori sui requisiti per la domanda di cittadinanza al compimento dei 18 anni
  • Verificare se esistono percorsi anticipati applicabili al caso specifico
  • Seguire gli aggiornamenti legislativi sul ius scholae

La Corte Costituzionale: cosa potrebbe succedere

Il Tribunale di Torino ha depositato nel 2026 una questione di legittimità costituzionale della Legge n. 74/2025. I profili contestati includono la retroattività di alcune norme e possibili violazioni del principio di eguaglianza.

Se la Corte Costituzionale dovesse dichiarare incostituzionali alcune disposizioni, i criteri precedenti potrebbero essere ripristinati retroattivamente per le domande presentate nel frattempo. Questo rende ancora più importante documentare e conservare ogni domanda presentata, ogni corrispondenza con il Ministero e ogni prova di residenza.

Per tutele legali connesse al lavoro e ai diritti del lavoratore straniero in Italia, leggi anche: Sciopero del 27 marzo 2026: i tuoi diritti come lavoratore e passeggero

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale individuale. Consulta un avvocato specializzato per valutare la tua situazione.

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