Sal Da Vinci si esibisce il 12 maggio 2026 al Wiener Stadthalle di Vienna nella prima semifinale dell'Eurovision Song Contest 2026, settimo nella scaletta dell'evento. Il cantante napoletano porta "Per sempre sì" — vincitore di Sanremo 2026 — sul palco europeo con l'Italia già qualificata per la finale del 16 maggio in quanto Paese Big 5. Ma oltre la musica, c'è una questione che pochi seguono: quali diritti ha firmato Sal Da Vinci, e cosa succede a "Per sempre sì" adesso che risuona davanti a milioni di europei?
La scaletta della prima semifinale: quando canta Sal Da Vinci
La prima semifinale dell'Eurovision Song Contest 2026 si tiene martedì 12 maggio al Wiener Stadthalle di Vienna. Sal Da Vinci occupa la settima posizione nella scaletta, collocandosi dopo la Grecia di Akylas e prima della Finlandia di Linda Lampenius e Pete Parkkonen.
La sua è un'esibizione fuori gara: l'Italia, come Francia, Germania, Spagna e Regno Unito (i cosiddetti Big 5), accede automaticamente alla finale senza passare per le eliminatorie. Questo privilegio deriva da un accordo commerciale con l'European Broadcasting Union (EBU): i cinque Paesi contribuiscono in misura maggiore al finanziamento del contest e in cambio ottengono la garanzia di una presenza permanente in finale.
La 70ª edizione dell'Eurovision vede 35 Paesi partecipanti — il numero più basso dal 2003 — con cinque nazioni assenti per motivi politici legati al conflitto a Gaza. I diritti televisivi italiani sono detenuti da Sky Italia, mentre la telecronaca è affidata a Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini.
SIAE e diritti d'autore: cosa succede quando una canzone va all'Eurovision
Ogni volta che "Per sempre sì" risuona in pubblico — sul palco di Vienna, nelle trasmissioni televisive di 35 Paesi, sulle piattaforme streaming ufficiali del contest — entrano in gioco i diritti d'autore gestiti dalla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori).
La SIAE stipula accordi reciproci con le società di collecting rights degli altri Paesi europei: la GEMA in Germania, la SACEM in Francia, la PRS for Music nel Regno Unito, e così via. In base a questi accordi bilaterali, ogni esecuzione pubblica di un'opera italiana in un Paese estero genera diritti che vengono raccolti localmente e redistribuiti alla SIAE, che poi li gira agli aventi causa — autore, compositore, editore musicale.
In concreto: Sal Da Vinci (o chi detiene i diritti su "Per sempre sì") riceverà compensi per le esecuzioni televisive in tutti i Paesi EBU che trasmettono Eurovision 2026. Con 35 nazioni coinvolte e un'audience stimata di oltre 160 milioni di spettatori, i diritti d'esecuzione rappresentano una voce economica tutt'altro che trascurabile.
Il contratto con RAI: cosa cedono gli artisti che vanno a Eurovision
Quando la RAI seleziona l'artista italiano per l'Eurovision — direttamente tramite il Festival di Sanremo — il vincitore firma un contratto con il broadcaster che regola l'utilizzo della sua performance in sede europea. Secondo avvocati specializzati in diritto dello spettacolo, questi contratti contengono di norma:
- Cessione del diritto di trasmissione: RAI e l'EBU possono diffondere l'esibizione durante il contest e nei mesi successivi, su piattaforme ufficiali
- Autorizzazione all'uso dell'immagine: il volto, il nome e i materiali promozionali dell'artista vengono utilizzati per le comunicazioni ufficiali del contest
- Limitazioni di esclusività temporanea: possibili restrizioni a partecipare ad altri eventi durante il periodo di preparazione
- Regolamentazione dei remix e adattamenti ufficiali: versioni ufficiali del brano per i canali EBU
È fondamentale distinguere tra i diritti sulla performance (l'esibizione live registrata dalla RAI/EBU) e i diritti sull'opera musicale (il brano in sé, che resta in capo all'autore o alla casa discografica). Il broadcaster acquisisce i diritti sulla registrazione televisiva, ma non ha titolo sull'opera musicale salvo accordi diversi.
Big 5: un privilegio con obblighi
Essere tra i Big 5 significa accedere alla finale senza rischiare l'eliminazione, ma comporta anche oneri precisi. I Paesi del gruppo devono garantire la partecipazione attiva di un broadcaster membro dell'EBU e rispettare standard di qualità produttiva nelle esibizioni.
Per l'artista selezionato, questo si traduce in un calendario rigido: prove obbligatorie a Vienna nei giorni precedenti le semifinali, sessioni di media training con i partner EBU, disponibilità per interviste sui canali ufficiali del contest. Tutto questo rientra negli obblighi contrattuali che Sal Da Vinci ha accettato firmando per la rappresentanza italiana.
Cosa sapere prima di partecipare a festival, talent o concorsi TV
Eurovision è il caso più visibile, ma meccanismi simili si applicano a qualunque artista che partecipi a programmi televisivi, festival regionali o talent show. Prima di firmare un contratto con un broadcaster o una produzione TV, è essenziale verificare:
- Chi detiene i diritti sull'esibizione registrata e per quanto tempo il broadcaster può riutilizzarla
- Quali sono i limiti di esclusività imposti durante e dopo la partecipazione
- Se è prevista una cessione di diritti futuri sul brano promosso nel programma
- Come vengono gestiti i proventi SIAE derivanti dalle trasmissioni e dagli streaming ufficiali
Un avvocato specializzato in diritto dello spettacolo e diritto d'autore può analizzare il contratto prima della firma, identificando clausole che potrebbero risultare penalizzanti negli anni successivi. Su Expert Zoom puoi consultare avvocati esperti in contratti artistici e diritti musicali, professionisti che conoscono le specificità del settore discografico e televisivo italiano.
Eurovision 2026: la finale del 16 maggio a Vienna
La finale si tiene sabato 16 maggio al Wiener Stadthalle. Per Sal Da Vinci sarà l'occasione di misurarsi con gli altri Paesi in una competizione che potrebbe consacrare l'Italia a livello europeo — e che porterà "Per sempre sì" nelle classifiche di streaming di almeno 35 mercati contemporaneamente.
Il Paese vincitore otterrà il diritto di ospitare l'edizione 2027, con le relative ricadute economiche e di immagine. Per gli artisti di tutto il continente, Eurovision resta la vetrina più grande d'Europa — a patto di conoscere le regole del gioco, anche quelle scritte in piccolo nei contratti.
Questo articolo ha finalità informative. Per consulenze specifiche su contratti artistici, diritti d'autore o accordi con broadcaster, rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto dello spettacolo.
