Rula Jebreal citata 24 volte negli Epstein files: i diritti di chi appare in documenti giudiziari

Rula Jebreal, giornalista italo-palestinese, durante un panel su diritti e comunicazione

Photo : POMED / Wikimedia

5 min di lettura 24 maggio 2026

Il nome di Rula Jebreal compare 24 volte nell'archivio di Jeffrey Epstein, reso pubblico dal governo americano nel febbraio 2026. La giornalista italo-palestinese è stata tirata in causa in email e documenti risalenti all'epoca in cui il suo ex compagno, il regista Julian Schnabel, intratteneva rapporti con Epstein — senza che le venga imputata alcuna responsabilità penale. Ma cosa succede sul piano giuridico quando il tuo nome finisce in atti giudiziari di altissimo profilo, senza che tu abbia commesso nulla di illecito?

Il caso Jebreal: 24 citazioni senza accuse dirette

Rula Jebreal, giornalista nota in Italia e negli Stati Uniti, ha visto il proprio nome comparire nei cosiddetti "Epstein files" — la vastissima documentazione giudiziaria sul trafficante sessuale Jeffrey Epstein, già deceduto nel 2019. Stando a quanto riportato da Open e Il Fatto Quotidiano nel febbraio 2026, le 24 citazioni riguardano per lo più inviti a proiezioni e cene legate al film Miral, diretto da Schnabel, e non configurano alcun coinvolgimento diretto di Jebreal nelle attività criminali di Epstein.

La stessa giornalista ha smentito qualsiasi associazione personale, definendo le citazioni "contestualizzate a eventi pubblici". Ha poi denunciato l'operazione come strumentale: secondo Jebreal, la diffusione dei files sarebbe legata a dinamiche politiche legate all'amministrazione Trump e ai suoi rapporti con Israele.

Nonostante questo, il danno reputazionale è immediato: il suo nome appare accanto a quello di un condannato per gravi reati, in documenti accessibili a chiunque abbia accesso a internet.

Cosa dice la legge sulla reputazione online in Italia

In Italia, il diritto alla tutela della reputazione è garantito dall'articolo 2 della Costituzione e, sul piano penale, dagli articoli 594 (ingiuria) e 595 (diffamazione) del Codice Penale. Ma la questione degli atti giudiziari pubblici americani ricade anche nel diritto alla privacy, disciplinato in Europa dal Regolamento GDPR e in Italia dall'autorità competente, il Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Il nodo giuridico centrale è il seguente: esiste un diritto all'oblio anche rispetto a documenti giudiziari pubblici stranieri? E quali azioni può intraprendere una persona che si trova citata in atti di questo tipo senza colpa?

Un avvocato specializzato in diritto alla reputazione e diritto alla privacy spiega il quadro:

"Quando il nome di una persona compare in documenti giudiziari di procedimenti esteri, il soggetto ha poche possibilità di ottenere la rimozione degli atti originali. Ma può agire contro i media che amplificano il contesto in modo distorto, soprattutto se le notizie vengono presentate in modo da far intendere una corresponsabilità inesistente."

Tre strumenti legali disponibili in Italia

L'azione per diffamazione a mezzo stampa (art. 595 c.p.): Se un giornale o un sito italiano riporta la notizia in modo da attribuire a Jebreal — o a chiunque altro in situazione analoga — una responsabilità non accertata, è possibile procedere penalmente per diffamazione aggravata dall'uso del mezzo stampa. La pena può arrivare a 3 anni di reclusione. Sul piano civile, il risarcimento del danno alla reputazione può essere richiesto ai sensi dell'art. 2043 del Codice Civile.

Il diritto di rettifica: La legge sulla stampa (Legge 47/1948, art. 8) obbliga le testate giornalistiche a pubblicare una rettifica quando le informazioni riportate siano false o lesive della reputazione. La richiesta deve essere presentata entro 15 giorni dalla pubblicazione dell'articolo contestato.

Il diritto all'oblio digitale (GDPR, art. 17): Nei confronti dei motori di ricerca europei — in particolare Google — è possibile richiedere la deindicizzazione di risultati che, pur basati su fatti veri, siano diventati irrilevanti nel contesto attuale o ledano in modo sproporzionato la privacy del soggetto. Il Garante italiano ha riconosciuto in più occasioni il diritto all'oblio anche per persone citate marginalmente in procedimenti penali altrui.

Il confine tra notizia legittima e lesione della reputazione

Il caso Jebreal mette in evidenza una tensione giuridica sempre più frequente: la distinzione tra diritto di cronaca e violazione della reputazione quando si tratta di documenti pubblici.

Il diritto di cronaca è costituzionalmente garantito ed è legittimo riferire che il nome di Jebreal compare nei files. Ma il confine si supera quando l'articolazione della notizia crea un'associazione semantica ingiustificata tra la persona citata e i comportamenti criminali del soggetto principale (in questo caso, Epstein).

I criteri elaborati dalla giurisprudenza italiana per valutare la liceità della notizia sono tre: la verità del fatto riferito, l'interesse pubblico alla divulgazione e la proporzionalità della narrazione rispetto alla gravità del fatto attribuito. Se uno di questi criteri viene violato, la pubblicazione diventa diffamatoria.

Cosa fare se il tuo nome compare in documenti giudiziari

La situazione di Rula Jebreal non è eccezionale: in un'epoca di massima accessibilità digitale agli atti processuali, anche persone totalmente estranee ai fatti possono trovarsi citate in documenti di alto profilo. Ecco le azioni consigliate da un avvocato specializzato:

Documentare immediatamente il danno: raccogliere screenshot degli articoli, dei risultati dei motori di ricerca e di eventuali commenti sui social media. La tempestività è fondamentale per avere prove del danno reputazionale.

Valutare la richiesta di rettifica: contattare le testate che hanno pubblicato articoli inesatti o distorcenti per richiedere una rettifica formale, come previsto dalla legge.

Presentare istanza al Garante Privacy: se il danno proviene da siti che trattano i dati personali in modo non proporzionato, è possibile chiedere al Garante l'intervento per la rimozione o la limitazione del trattamento.

Valutare un'azione legale per diffamazione: se la notizia attribuisce fatti non veri o insinua corresponsabilità inesistenti, un avvocato specializzato può valutare l'opportunità di un'azione penale o civile.

Rula Jebreal ha ricevuto nel 2026 il Premio Elsa Morante per la Comunicazione per il suo libro Genocide. What Remains of Us in the Neo-Imperial Era: un riconoscimento al suo lavoro giornalistico che non cancella, però, il fatto che il danno reputazionale di una citazione involontaria in archivi criminali possa essere durissimo da gestire senza assistenza legale qualificata.

Se il tuo nome è stato coinvolto in vicende giudiziarie altrui o hai subito un danno reputazionale online, consulta un avvocato specializzato in diritto alla privacy e diffamazione attraverso Expert Zoom.

Nota: questo articolo ha finalità informative generali e non costituisce consulenza legale. Per una valutazione specifica della propria situazione, rivolgiti a un professionista del diritto.

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