Mancini e il ritorno in azzurro: cosa dice il diritto sportivo sui contratti degli allenatori internazionali

Roberto Mancini in conferenza stampa durante il suo ruolo di allenatore della nazionale dell'Arabia Saudita

Photo : Fouad Ashtri / Wikimedia

4 min di lettura 14 aprile 2026

Roberto Mancini potrebbe tornare sulla panchina della Nazionale italiana. Dopo la clamorosa esclusione dell'Italia dai Mondiali 2026, la FIGC è alla ricerca di un nuovo commissario tecnico, e il nome dell'ex allenatore di Manchester City e Inter è tra i più citati. Ma la strada legale per un suo ritorno non è semplice: Mancini è tuttora sotto contratto con l'Al Sadd, il club del Qatar Stars League con cui il 13 aprile 2026 ha conquistato una straordinaria vittoria ai rigori contro l'Al Hilal nella AFC Champions League Elite.

Il caso Mancini e il diritto sportivo internazionale

Il tema sembra calcistico, ma è prima di tutto giuridico. Quando un allenatore è vincolato a un club estero e viene avvicinato da una federazione nazionale, entrano in gioco meccanismi contrattuali complessi, spesso poco conosciuti al grande pubblico.

I contratti degli allenatori professionisti, diversamente da quanto si potrebbe pensare, non sempre prevedono una clausola di rescissione automatica per le chiamate delle nazionali. Questo vale a maggior ragione per i club dei campionati mediorientali, dove i contratti sono strutturati con garanzie economiche molto alte e raramente includono "release clause" per le federcalcio nazionali.

Secondo la normativa FIFA, le federazioni nazionali possono richiedere il rilascio dei calciatori per le selezioni nazionali, ma questa tutela non si estende agli allenatori. Un tecnico che vuole lasciare un club prima della scadenza naturale del contratto deve negoziare una risoluzione consensuale oppure invocare una "giusta causa" — e dimostrare quest'ultima è tutt'altro che agevole.

Cosa succede quando un allenatore rompe un contratto

Nel caso in cui Mancini decidesse di lasciare l'Al Sadd senza accordo, si aprirebbe un contenzioso arbitrale davanti alla Camera di Risoluzione delle Controversie della FIFA (DRC) oppure al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (TAS). Le conseguenze possono includere:

  • Risarcimento danni: Il club può richiedere il pagamento delle retribuzioni residue più i costi per trovare un sostituto
  • Sanzioni sportive temporanee: In alcuni casi la FIFA può imporre sospensioni all'attività professionale
  • Ripercussioni reputazionali: Specialmente nei mercati emergenti del calcio, dove la reputazione del manager europeo è un asset commerciale per i club

In Italia, casi analoghi hanno coinvolto allenatori come Antonio Conte (risoluzione con la Juventus nel 2014), Max Allegri (accordo amichevole con la Juventus nel 2019) e, proprio in questi mesi, il dibattito attorno alla posizione di Luciano Spalletti dopo la mancata qualificazione ai Mondiali.

La vicenda di Roberto De Zerbi e il suo passaggio al Tottenham ha già mostrato come anche nel calcio europeo le trattative di risoluzione possano diventare intricate, soprattutto quando i club vogliono essere compensati per la perdita di una figura chiave.

Il ruolo di un avvocato specializzato in diritto sportivo

Queste situazioni non riguardano solo i grandi nomi del calcio. Il diritto sportivo è una disciplina legale che tocca anche atleti dilettanti, società sportive locali, allenatori di club amatoriali e agenti. Tra le aree più frequenti in cui un avvocato specializzato può essere fondamentale:

Contratti tra atleti e società: Verificare le clausole di recesso, le penali e i diritti di immagine prima di firmare qualsiasi accordo

Controversie disciplinari: Rappresentanza in procedimenti davanti a tribunali federali (CONI, FIGC, FIP, ecc.) per squalifiche, radiazioni o sanzioni economiche

Diritti televisivi e di sponsorizzazione: Sempre più atleti e club minori si trovano a negoziare contratti pubblicitari senza la necessaria consulenza legale

Previdenza e tutela del lavoratore sportivo: Con la riforma del lavoro sportivo entrata in vigore in Italia nel 2023 (D.Lgs. 36/2021), molti sportivi professionisti e semi-professionisti hanno acquisito nuovi diritti previdenziali e fiscali che richiedono assistenza specialistica

Trasferimenti internazionali e aspetti fiscali: Un allenatore che lavora all'estero e torna in Italia deve fare i conti con la residenza fiscale, i trattati contro la doppia imposizione e, in alcuni casi, con il regime dei lavoratori impatriati. Situazioni che richiedono sia un commercialista esperto che un avvocato fiscalista internazionale.

Secondo le stime degli addetti ai lavori, le controversie arbitrali nello sport italiano sono in costante aumento, segno che il settore è diventato più complesso e la consulenza legale è sempre più necessaria. La riforma del lavoro sportivo (D.Lgs. 36/2021), disponibile integralmente su Normattiva, ha introdotto nuove tutele per i lavoratori sportivi che molti ancora non conoscono appieno.

Quando Mancini torna, e quando serve un avvocato

La vicenda di Mancini si risolverà verosimilmente in una trattativa amichevole tra l'Al Sadd e la FIGC: i club del Golfo sono abituati a questo tipo di accordi e spesso preferiscono un compenso economico piuttosto che trattenere un allenatore a forza.

Ma per chi opera nel mondo dello sport — sia come professionista che come dirigente di una società sportiva locale — il caso Mancini è un promemoria utile: le implicazioni legali dei contratti sportivi sono reali, spesso sottovalutate, e possono avere conseguenze economiche significative. Un avvocato con esperienza in diritto sportivo non è un lusso riservato ai campioni: è una risorsa concreta per chiunque voglia tutelarsi in questo settore in rapida evoluzione.

Nota: Questo articolo ha natura informativa e non costituisce consulenza legale. Per valutazioni specifiche, è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto sportivo.

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