Roberto De Zerbi ha firmato con il Tottenham Hotspur il 31 marzo 2026: un contratto quinquennale per guidare un club in crisi, a soli tre punti dalla retrocessione in Championship. Mentre tifosi e media discutono di tattica, pochi hanno analizzato la vera portata di quel documento firmato a Londra — e cosa prevede la legge inglese per un allenatore professionista che assume una panchina in emergenza. Un avvocato specializzato in diritto sportivo spiega cosa bisogna sapere.
Un contratto firmato in piena emergenza: le implicazioni legali
De Zerbi ha dichiarato apertamente: "Non ho la bacchetta magica." Quella frase, pronunciata alla sua prima conferenza stampa all'Hotspur Way, è più che una captatio benevolentiae — è quasi una clausola implicita di riduzione delle aspettative. Ma nel diritto sportivo inglese, le aspettative non bastano: conta il contratto scritto.
Secondo le norme della Premier League e della Football Association (FA), ogni contratto tra un club e il suo allenatore deve rispettare standard minimi stabiliti dal Football League Managers' Contract. Questo framework regola elementi come: durata del contratto, compenso fisso e variabile, condizioni di risoluzione anticipata e cosiddette "gardening leave" clauses.
Il fatto che De Zerbi abbia firmato per 5 anni mentre il Tottenham rischia la retrocessione non è un dettaglio trascurabile: significa che, anche in caso di caduta in Championship, il club è obbligato a onorare il contratto — o a pagare una penale di risoluzione che potrebbe superare i 10 milioni di sterline. De Zerbi stesso ha confermato: "L'anno prossimo resterò al Tottenham in ogni caso."
Cosa protegge davvero un allenatore in Premier League
Il compenso e le clausole di bonus
I contratti degli allenatori di Premier League includono tipicamente una base fissa (stimata per De Zerbi intorno a 5-7 milioni di sterline annue, secondo i media inglesi) più bonus legati a:
- Permanenza nella massima serie
- Posizione finale in classifica
- Qualificazione alle coppe europee
- Titoli
Un avvocato sportivo negozierà queste clausole con attenzione: un club in crisi potrebbe tentare di inserire bonus quasi irraggiungibili (es. qualificazione Champions) come parte significativa del pacchetto, riducendo di fatto il compenso reale. La tutela dell'allenatore sta nella chiarezza delle definizioni contrattuali e nella proporzionalità dei target.
La "gardening leave" e i divieti di concorrenza
In Inghilterra, quando un allenatore viene esonerato, il club spesso non lo lascia lavorare immediatamente per un'altra squadra: scatta la "gardening leave", un periodo retribuito durante il quale il manager resta formalmente sotto contratto ma non può allenare rivali. Questa clausola è frequente nei contratti premium e può durare dai 3 ai 12 mesi.
Per De Zerbi, che in passato ha lavorato con club come il Brighton e il Sassuolo, eventuali trasferimenti futuri dipenderanno proprio da come questa clausola è stata negoziata. Un avvocato esperto in diritto del lavoro sportivo sa che rimuovere o limitare questa clausola è uno degli obiettivi chiave nella fase precontrattuale.
Esonero con causa vs senza causa: la differenza economica
Se le cose dovessero andare male a Londra — e il Tottenham retrocedesse — il club avrebbe teoricamente la facoltà di risolvere il contratto. Ma come?
La legge inglese distingue tra:
- Esonero senza causa (wrongful dismissal o payment in lieu): il club paga tutto il valore residuo del contratto. Con 5 anni e un compenso milionario, la cifra può essere astronomica.
- Esonero con causa (summary dismissal): il club può terminare il contratto senza indennizzi solo per gravi inadempimenti (doping, frode, comportamento gravemente inappropriato). La semplice sconfitta sul campo non è sufficiente.
Un italiano che firma in Premier League ha tutto l'interesse a verificare che le clausole di "cause" siano definite in modo restrittivo — per evitare che il club tenti di aggrapparsi a motivazioni pretestuose.
Diritto sportivo italiano vs inglese: cosa cambia per un allenatore come De Zerbi
De Zerbi, come tutti i tecnici italiani che lavorano all'estero, deve confrontarsi con un sistema giuridico diverso dal nostro. In Italia, i contratti degli allenatori professionistici sono regolati dall'Accordo Collettivo FIGC-AIAC (Federazione Italiana Giuoco Calcio - Associazione Italiana Allenatori Calcio), che prevede tutele specifiche in caso di esonero.
In Inghilterra, il sistema è più flessibile ma anche meno protettivo per le parti deboli: i contratti sono prevalentemente di diritto comune (common law) e le clausole si negoziano caso per caso. Questo significa che avere un buon avvocato al proprio fianco — preferibilmente specializzato sia in diritto sportivo inglese che italiano — è una necessità, non un lusso.
Il caso De Zerbi come lezione pratica
La storia di Roberto De Zerbi al Tottenham è un caso di studio eccellente per chiunque operi nel mondo sportivo professionale: dirigenti, procuratori, allenatori e persino atleti. Le lezioni sono universali:
- Negozia prima di firmare: le clausole inserite nella fase precontrattuale sono molto più difficili da modificare successivamente.
- Chiarisci i bonus: un contratto con il 40% del compenso legato a obiettivi irraggiungibili non vale quanto sembra.
- Controlla la durata della gardening leave: può bloccarti per un anno intero.
- Verifica le condizioni di esonero: la definizione di "cause" può fare la differenza tra un addio con indennizzo pieno e uno senza.
Per gli sportivi e i professionisti del settore che operano in Italia, un avvocato specializzato in diritto sportivo può fare la stessa differenza. Secondo il Consiglio Nazionale Forense, il diritto sportivo è una branca specializzata del diritto del lavoro che richiede competenze specifiche — non basta un avvocato generalista.
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Nota informativa: Questo articolo ha scopo divulgativo generale. Per consulenza legale specifica, rivolgiti a un avvocato qualificato.
