Il 19 marzo 2026, la Procura di Cagliari ha chiuso le indagini su Roberta Bruzzone, criminologa e volto noto della televisione italiana, accusata di stalking nei confronti di Elisabetta Sionis, psicologa forense e giudice del Tribunale per i Minorenni di Cagliari. Secondo quanto riportato da ANSA e Sky TG24, l'indagine — che coinvolge anche tre collaboratori della Bruzzone — riguarda una campagna di molestie durata almeno tre anni, con messaggi minacciosi, fotomontaggi e allusioni sessuale. La notizia ha scosso il mondo dei media italiani: chi è abituato a commentare crimini in televisione si trova ora al centro di un procedimento penale. Ma cosa dice esattamente la legge italiana sullo stalking, e come ci si difende quando si è la vittima?
Il caso Bruzzone: i fatti dal 19 marzo 2026
La Procura di Cagliari ha trasmesso il fascicolo alla Procura di Roma per competenza territoriale, come confermato da Il Fatto Quotidiano del 19-20 marzo 2026. Le accuse si concentrano su atti persecutori ai sensi dell'art. 612-bis del Codice Penale — il reato di stalking introdotto in Italia nel 2009 con la Legge n. 38/2009.
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe preso di mira non solo la dottoressa Sionis, ma anche la figlia minore, con messaggi del tipo «in putrefazione» e «spero in un malaccio», citati testualmente negli articoli de Il Fatto Quotidiano. La difesa di Bruzzone respinge ogni accusa: «L'unica perseguitata qui sono io. Sionis mi ha trasformato nel suo bersaglio», ha dichiarato la criminologa alla stampa.
La disputa affonda le radici nel 2017, in un processo legato alla morte di Manuel Piredda e alle ustioni che sfigurarono sua moglie, Valentina Pitzalis — vicenda che ha generato una cascata di denunce e controdenunce nel corso degli anni.
Cos'è il reato di stalking in Italia: art. 612-bis c.p.
Lo stalking, o atti persecutori, è disciplinato dall'articolo 612-bis del Codice Penale italiano. Perché si configuri il reato, devono verificarsi due elementi fondamentali:
1. Condotte reiterate: minacce, molestie o atti tali da provocare uno stato di ansia o paura nella vittima.
2. Uno degli effetti specifici:
- Fondato timore per la propria incolumità o per quella di persone vicine
- Costrizione a cambiare le proprie abitudini di vita
- Stato d'ansia o di paura persistente
La pena prevista va da 1 a 6 anni e 6 mesi di reclusione (nel caso base). Le aggravanti scattano se la vittima è minore, se gli atti avvengono online (cyberstalking), o se commessi ai danni di ex partner.
Una caratteristica importante: lo stalking è procedibile d'ufficio quando la vittima è minorenne, disabile o quando il fatto è connesso a violenza domestica. Negli altri casi, è procedibile a querela, con un termine di 6 mesi dalla conoscenza del fatto.
Come si tutela una vittima di stalking: i passi concreti
Se si è vittima di atti persecutori, le opzioni legali in Italia sono diverse e progressive:
Ammonimento del questore — Il primo strumento di tutela. La vittima può rivolgersi alla Questura e chiedere che il persecutore venga "ammonito" formalmente, anche prima di sporgere querela. L'ammonimento è un atto amministrativo che avvisa l'autore del rischio penale. In caso di violazione successiva, la pena può raddoppiarsi.
Querela alla Polizia o ai Carabinieri — La querela deve essere presentata entro 6 mesi (salvo aggravanti). È fondamentale conservare prove: screenshot di messaggi, registrazioni, testimonianze, referti medici o psicologici.
Misure cautelari urgenti — Il giudice può, su richiesta del PM, disporre il divieto di avvicinamento o il braccialetto elettronico anche nelle fasi iniziali delle indagini.
Ordine di protezione civile — Ai sensi dell'art. 342-ter c.c., il Tribunale civile può emettere un ordine di protezione indipendentemente dal procedimento penale, in tempi spesso più rapidi.
Risarcimento del danno — La vittima può costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni materiali, morali e biologici subiti.
Il ruolo dell'avvocato: perché è essenziale fin dall'inizio
Uno degli errori più comuni delle vittime di stalking è aspettare che la situazione "si calmi da sola" o agire senza assistenza legale. Questo può compromettere l'efficacia delle prove e rallentare l'iter processuale.
Un avvocato specializzato in diritto penale può:
- Aiutare a documentare correttamente le prove (comunicazioni, testimonianze, referti)
- Consigliare sulla forma più efficace di tutela (penale, civile o entrambe)
- Evitare errori procedurali che possono indebolire la querela
- Rappresentare la vittima come parte civile nel processo
In Italia, il patrocinio a spese dello Stato è disponibile per vittime con reddito inferiore a determinate soglie, anche in procedimenti penali.
Stalking online (cyberstalking): una forma in crescita
Il caso Bruzzone, con l'uso di messaggi via chat e fotomontaggi digitali, rientra nella categoria del cyberstalking, una delle forme di molestia in più rapida crescita in Italia. Secondo i dati del Ministero dell'Interno, le denunce per atti persecutori online sono aumentate del 28% tra il 2022 e il 2024.
Per le vittime di cyberstalking, le regole sono le stesse dell'art. 612-bis, ma la raccolta delle prove richiede accortezze specifiche: i screenshot devono essere certificati (es. con un'email timestampata a se stessi), i profili fake documentati con URL e data.
Cosa rimane del caso Bruzzone
Il fascicolo è ora a Roma. Bruzzone rischia il rinvio a giudizio. La vicenda, paradossale per chi è nota al pubblico come esperta di crimini, ricorda che la legge si applica a tutti allo stesso modo — indipendentemente da titoli accademici o notorietà televisiva. E che quando si è vittima di atti persecutori, rivolgersi a un avvocato specializzato è il primo passo per tutelarsi efficacemente.
Nota YMYL: Questo articolo ha scopo informativo. Non sostituisce una consulenza legale professionale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un avvocato penalista.
