Il 18 marzo 2026, a Bergamo, una donna è stata uccisa a coltellate dal marito in via Pescaria. L'aggressore ha poi tentato il suicidio ed è stato ricoverato in ospedale. Si tratta dell'undicesimo femminicidio in Italia dall'inizio del 2026 — quasi uno ogni settimana. Questi numeri non sono soltanto una statistica: sono il segnale che il sistema di protezione legale va conosciuto prima che sia troppo tardi.
L'11° femminicidio del 2026: cosa è successo a Bergamo
Secondo le prime ricostruzioni riportate da Il Fatto Quotidiano, la vittima è stata accoltellata nell'appartamento di coppia durante la mattina del 18 marzo 2026. Il marito, dopo l'aggressione, ha tentato il suicidio ed è stato soccorso e trasportato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è ricoverato in condizioni serie.
L'episodio riaccende il dibattito su una questione cruciale: in Italia, tra il 2021 e il 2024, il 43% delle donne uccise era in una fase di separazione o aveva già comunicato al partner l'intenzione di lasciarlo. Lo indica il rapporto dell'Istat sul femminicidio in Italia, che monitora annualmente i casi di omicidio in ambito domestico e di genere.
Conoscere le misure legali disponibili — prima che la situazione degeneri — può salvare vite.
Le misure di protezione previste dalla legge italiana
La legislazione italiana offre strumenti di protezione specifici per le vittime di violenza domestica. L'avvocato specializzato in diritto di famiglia è la figura che può attivare queste misure tempestivamente.
L'ordine di protezione (art. 342-bis del codice civile): È il provvedimento d'urgenza emesso dal tribunale civile. Può essere ottenuto anche senza una denuncia penale. Il giudice può ordinare al partner violento di lasciare immediatamente la casa familiare, di non avvicinarsi alla vittima e di cessare ogni contatto.
L'ammonimento del Questore: È una misura amministrativa più rapida, introdotta dalla legge 119/2013 (cosiddetto decreto anti-violenza). La vittima può rivolgersi direttamente alla questura, senza avvocato, e il questore può ammonire il responsabile a cessare i comportamenti violenti. È particolarmente utile nei casi di stalking e maltrattamenti iniziali.
La denuncia-querela e l'arresto in flagranza: Se i maltrattamenti configurano un reato (art. 572 c.p. per maltrattamenti, art. 612-bis per atti persecutori), la polizia può intervenire immediatamente e procedere all'arresto. Il giudice può disporre la custodia cautelare o il divieto di avvicinamento.
La procedura d'urgenza nei procedimenti di separazione: Se la coppia è sposata e avviato un procedimento di separazione, il giudice può emettere provvedimenti temporanei che attribuiscono la casa coniugale alla vittima, indipendentemente dal diritto di proprietà.
Quando è "troppo tardi" per agire? Mai.
Una delle convinzioni più pericolose è credere che non esistano vie di uscita durante una relazione violenta. La realtà giuridica è diversa.
Non occorre aspettare di avere una denuncia formalizzata per essere protetti. L'ordine di protezione civile può essere richiesto da soli o con l'aiuto di un avvocato, anche il giorno stesso in cui si decide di agire. In caso di pericolo immediato, è sempre possibile chiamare il numero 1522 (il numero nazionale antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24) e il 112.
La vittima non è tenuta a provare anni di soprusi: basta dimostrare la fondatezza del timore per la propria incolumità. Un avvocato esperto in violenza domestica sa come raccogliere le prove — messaggi, referti medici, testimonianze — e come presentarle in modo efficace al giudice.
Il momento della separazione: il più pericoloso
I dati confermano ciò che gli avvocati familiaristi sanno bene: il momento della separazione è statisticamente il più rischioso per le vittime di violenza domestica. Molti femminicidi avvengono proprio quando la donna comunica al partner la sua volontà di lasciarlo.
Per questo è fondamentale pianificare la separazione in sicurezza, coinvolgendo un avvocato prima di informare il partner. Il legale può predisporre contestualmente la richiesta di misure cautelari, in modo che la protezione legale scatti nel momento in cui si rompe l'equilibrio della convivenza.
Alcune strategie pratiche da adottare, su consiglio di un legale:
- Mettere al sicuro documenti importanti (passaporto, documenti bancari, contratti)
- Conservare prove digitali delle minacce o degli episodi di violenza
- Informare persone di fiducia della propria situazione
- Identificare in anticipo dove andare se si deve lasciare la casa di urgenza
Dove trovare aiuto in Italia
In Italia esistono reti di supporto gratuite e professionali:
- 1522 — Numero antiviolenza e stalking del Dipartimento Pari Opportunità
- Centri antiviolenza — Oltre 300 centri distribuiti sul territorio, molti gestiti da associazioni femministe (consultare la mappa su D.i.Re, la rete nazionale dei centri)
- Patrocinio a spese dello Stato — Le vittime di reati di violenza sessuale, stalking e maltrattamenti hanno diritto al gratuito patrocinio, indipendentemente dal reddito
Un avvocato specializzato in diritto di famiglia e violenza domestica può valutare la situazione in modo riservato e indicare il percorso più adatto. Su ExpertZoom puoi consultare un avvocato online, in totale riservatezza, senza doverti spostare.
Avvertenza: Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza legale. In caso di pericolo immediato, chiama il 112 o il 1522.
