Oltre 200 operai al lavoro, cantiere attivo sette giorni su sette, turni serrati su più fronti di scavo: la Variante della Tremezzina ha accelerato in modo significativo nel corso dell'estate 2026. Il grande progetto infrastrutturale che ridisegnerà la sponda occidentale del Lago di Como avanza senza sosta, ma porta con sé una questione che riguarda decine di proprietari nella provincia di Como: gli espropri per pubblica utilità. Conoscere i propri diritti, in questa fase, potrebbe fare la differenza tra un indennizzo equo e una perdita economica consistente.
Il cantiere che corre: lo stato dei lavori
La Variante della Tremezzina nasce per risolvere uno dei problemi cronici del territorio lariano: la SS 340 Regina, la statale che costeggia il ramo occidentale del lago e che ogni anno subisce chiusure, frane e blocchi del traffico. L'opera, gestita da ANAS, prevede un tracciato in variante con tratti in galleria per aggirare i centri abitati più vulnerabili, da Colonno fino a Griante, passando per Tremezzo e Lenno.
Secondo quanto comunicato dalla cabina di regia del cantiere riunita a Menaggio nel luglio 2026, i lavori stanno procedendo a ritmo accelerato: oltre 200 lavoratori sono impiegati contemporaneamente su più fronti. Era stata valutata anche l'ipotesi di turni notturni su base continuativa, e l'attuale organizzazione — con squadre che si alternano dal mattino alla sera per sette giorni a settimana — garantisce un passo decisamente più sostenuto rispetto alle fasi iniziali. Per i residenti dei comuni interessati, però, questa accelerazione ha un risvolto concreto e immediato: le espropriazioni in corso.
Per consentire la costruzione del nuovo tracciato, ANAS ha dovuto acquisire aree private lungo il percorso. Terreni agricoli, appezzamenti edificabili, pertinenze di abitazioni: molti proprietari tra Menaggio, Tremezzo, Colonno e Griante hanno già ricevuto — o stanno per ricevere — la notifica di un procedimento espropriativo. Ed è in questo momento, prima di firmare qualsiasi documento, che l'intervento di un esperto legale diventa determinante.
La normativa che regola l'esproprio: il D.P.R. 327/2001
In Italia, l'espropriazione per pubblica utilità è disciplinata dal Testo Unico Espropri (D.P.R. 327/2001), il quadro normativo di riferimento che stabilisce le regole del procedimento, i criteri di calcolo dell'indennizzo e i diritti del proprietario. La legge è chiara su un punto fondamentale: l'esproprio è legittimo, ma deve essere accompagnato da un indennizzo proporzionato al valore del bene.
Il calcolo dell'indennizzo varia in base alla tipologia del bene espropriato:
- Terreni edificabili: il riferimento è il valore venale, cioè il prezzo che il bene avrebbe sul mercato in condizioni normali di compravendita
- Terreni agricoli: si applica una formula basata sul reddito dominicale moltiplicato per un coefficiente stabilito dalla legge
- Immobili residenziali e pertinenze: la valutazione tiene conto del valore di mercato locale, con riferimento alle quotazioni OMI dell'Agenzia delle Entrate
Un elemento che molti proprietari ignorano è il cosiddetto accordo bonario: se il proprietario accetta l'offerta di indennizzo provvisoria entro 60 giorni dalla notifica, senza avviare alcun contenzioso, ha diritto per legge a un incremento del 10% sull'importo base. Si tratta di un incentivo previsto esplicitamente dal D.P.R. 327/2001 per favorire accordi rapidi ed evitare il ricorso alla giustizia.
Tuttavia, accettare senza verificare è rischioso. L'offerta iniziale dell'ente espropriante — in questo caso ANAS — non è vincolata al 100% del valore di mercato, e in molte situazioni reali si attesta significativamente al di sotto della stima corretta. Prima di decidere, è essenziale capire se quell'offerta è equa o meno.
Il diritto di contestare la stima: ricorsi e tempi
Chi ritiene inadeguata l'offerta di indennizzo ha pieno diritto di opporsi. La procedura prevede che il proprietario notifichi all'ente espropriante la propria stima alternativa entro 30 giorni dalla ricezione dell'indennità provvisoria, allegando una perizia tecnica redatta da un professionista abilitato.
A questo punto si apre la fase di contraddittorio tecnico: l'ente e il proprietario cercano un accordo sulla base delle rispettive stime. Se la trattativa non porta a un risultato condiviso, il contenzioso si trasferisce davanti alla Corte d'Appello territorialmente competente — nel caso della provincia di Como, la Corte d'Appello di Milano — che nominerà un perito terzo per la rideterminazione giudiziale dell'indennità.
Il procedimento richiede tempo e competenze specifiche. Un avvocato esperto in diritto espropriativo può:
- Verificare che l'iter procedurale seguito da ANAS sia stato corretto (eventuali vizi procedurali possono essere eccepiti a vantaggio del proprietario)
- Valutare la congruità dell'offerta di indennizzo rispetto ai valori di mercato reali
- Predisporre la perizia di parte e la documentazione necessaria per l'opposizione
- Rappresentare il proprietario davanti alla Corte d'Appello, se il contenzioso si rende necessario
In zone ad alto pregio immobiliare come il Lago di Como — dove i prezzi degli immobili con vista lago hanno registrato incrementi sostenuti negli ultimi anni — la differenza tra un'offerta iniziale e il reale valore venale può essere molto rilevante. Non per nulla, questioni analoghe sono sorte anche in altri contesti della provincia, come già evidenziato nel caso dei residenti dell'enclave di Campione d'Italia alle prese con questioni fiscali e di diritto immobiliare.
Il tuo fondo edificabile a Tremezzo: uno scenario concreto
Per capire concretamente cosa può succedere, consideriamo il caso di un proprietario di un appezzamento di terreno edificabile a Tremezzo — una delle zone direttamente interessate dal tracciato della Variante. Il terreno misura 600 mq, è classificato come area edificabile nel piano regolatore del Comune, e si trova a circa 200 metri dal lago.
Le quotazioni OMI per terreni edificabili nella fascia lacuale comasca (zona di pregio elevato) si attestano in media tra i 700 e i 900 €/mq. Assumendo un valore medio di 800 €/mq, il valore venale del fondo è di circa 480.000 €.
ANAS notifica un'offerta di indennizzo provvisoria di 320.000 €, pari a circa il 67% del valore venale. Il proprietario ha due strade:
Se accetta bonariamente entro 60 giorni: incassa 320.000 € + 10% di bonus = 352.000 €. Rispetto al valore di mercato, ha ceduto la proprietà con una perdita netta di circa 128.000 €.
Se contesta la stima con perizia tecnica: l'avvocato predispone una perizia che documenta il valore reale di 480.000 €. Dopo il contraddittorio tecnico, ANAS riconosce un'indennità definitiva concordata di 420.000 €. Il proprietario recupera 68.000 € rispetto all'accettazione bonaria, al netto delle spese legali (in media tra i 3.000 e i 10.000 € per questo tipo di procedimento).
L'elemento chiave di questo scenario è il seguente: senza assistenza legale, la maggior parte dei proprietari accetta l'offerta iniziale senza sapere di avere margine per negoziare. La contestazione, quando supportata da una perizia tecnica solida, porta nella grande maggioranza dei casi a un miglioramento dell'indennizzo — spesso di decine di migliaia di euro. Anche nel mercato immobiliare italiano più in generale, conoscere il valore reale del proprio bene è il primo passo per tutelare il proprio patrimonio.
Cosa fare subito se avete ricevuto l'avviso di esproprio
Se vivete o possedete immobili nella zona del cantiere Tremezzina e avete ricevuto — o temete di ricevere a breve — una notifica di avvio del procedimento espropriativo, ecco i passaggi da seguire nell'ordine corretto:
1. Non firmate nulla immediatamente. L'accettazione dell'offerta bonaria è definitiva e, in linea di principio, irrevocabile. Avete 60 giorni dalla notifica dell'indennità provvisoria — usateli per valutare la situazione con un professionista.
2. Verificate la correttezza dell'iter. Il procedimento espropriativo deve rispettare passaggi precisi: dichiarazione di pubblica utilità, indennità provvisoria notificata correttamente, rispetto dei termini. Vizi procedurali da parte dell'ente espropriante possono essere eccepiti a vostro vantaggio.
3. Raccogliete la documentazione. Visura catastale aggiornata, planimetria dell'immobile, atto di provenienza, eventuali perizie o valutazioni di mercato precedenti, fotografie dello stato dei luoghi.
4. Confrontate l'offerta con le quotazioni OMI. Le quotazioni dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate sono disponibili gratuitamente online e forniscono un primo benchmark oggettivo per valutare la congruità dell'offerta ricevuta.
5. Consultate un avvocato specializzato in diritto espropriativo. La materia è tecnica e multidisciplinare, e richiede competenze sia legali che estimative. Un professionista esperto valuta l'insieme della situazione — procedura, stima, opportunità di ricorso — e vi guida nelle decisioni con dati concreti alla mano.
La Variante Tremezzina è un'opera necessaria per il futuro del territorio lariano, ma i diritti dei proprietari coinvolti meritano la stessa attenzione riservata ai cronoprogrammi dei lavori. Con il cantiere che accelera e il tracciato che avanza, il momento per agire — e per farsi assistere — è adesso.
Nota informativa: questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche legate a un procedimento espropriativo, è indispensabile rivolgersi a un avvocato abilitato.

Chiara Romano