Nuova legge elettorale 2026: liste bloccate, premio al 42% e voto fuorisede — cosa cambia per te

Elettore con scheda e matita accanto a una cabina elettorale in un seggio italiano
Sofia Sofia GalloAvvocati
4 min di lettura 16 luglio 2026

La Camera dei deputati ha approvato il 15 luglio 2026 l'articolo 1 della riforma della legge elettorale, con 208 voti favorevoli, 143 contrari e 3 astenuti, come riportato da Sky TG24. Il voto finale è atteso il giorno successivo dalle 9.30. La riforma cambia il modo in cui ogni cittadino esprime il proprio voto e ridisegna le regole di accesso al Parlamento. Ecco cosa prevede il testo e perché conviene capirlo prima delle urne.

Cosa ha deciso la Camera

Il nuovo impianto, ribattezzato dai giornali "Stabilicum", conferma un sistema proporzionale con un premio di maggioranza. Secondo Il Sole 24 Ore, il premio assegna 70 deputati e 35 senatori alla lista o alla coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti. Se nessuna forza politica supera quella soglia, oppure se Camera e Senato producono maggioranze diverse, scatta un proporzionale puro senza premio.

Al momento del deposito del contrassegno, la coalizione potrà indicare il nome di chi proporrà al Presidente della Repubblica come premier. È il punto più contestato: le opposizioni parlano apertamente di un "premierato senza riforma costituzionale". Il percorso resta tutt'altro che lineare. Il 14 luglio la maggioranza è andata sotto per un solo voto su un emendamento sulle preferenze chiesto dalle opposizioni con scrutinio segreto.

Cosa cambia concretamente per il tuo voto

Il primo effetto riguarda le preferenze. Non entrano nel testo: l'Aula ha respinto l'emendamento di Futuro Nazionale con 233 voti contrari e 139 favorevoli, secondo Ansa e Panorama. Significa liste bloccate, in cui l'ordine dei candidati lo decidono i partiti e non l'elettore. Chi voti dipende dalla posizione in lista, non dalla tua scelta diretta del nome.

Cambia anche il voto dei fuorisede. La Camera ha dato via libera unanime a una norma che consente a chi vive da almeno nove mesi in una circoscrizione diversa da quella di residenza di votare dove è domiciliato. Basterà l'iscrizione a un apposito albo del Comune. È una novità che tocca da vicino studenti universitari, lavoratori trasfertisti e chi si trova fuori sede per motivi di cura. Se rientri in questi casi, dovrai verificare tempi e modalità di iscrizione all'albo comunale.

Restano invariate le soglie di sbarramento: il 3% per le singole liste e il 10% a livello nazionale per le coalizioni. Per gli italiani all'estero, alla Camera si passa dalle attuali quattro circoscrizioni Estero a due sole aree, una per i Paesi dell'Unione europea e una per il resto del mondo. Al Senato resta invece un'unica circoscrizione Estero.

Il nodo costituzionale del premio di maggioranza

Qui entra in gioco la lettura di un avvocato costituzionalista. Il premio di maggioranza non è una novità nel dibattito giuridico italiano. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 1 del 2014, dichiarò illegittimo il premio previsto dal "Porcellum" perché privo di una soglia minima ragionevole, capace di comprimere in modo eccessivo la rappresentanza. Con la sentenza n. 35 del 2017 la Corte tornò sul tema del premio e del ballottaggio previsti dall'"Italicum".

La soglia del 42% inserita nella riforma nasce proprio per superare quelle obiezioni. Ma il tema resta delicato. Ogni legge elettorale può essere sottoposta al vaglio della Consulta, anche attraverso il giudizio incidentale sollevato da un cittadino elettore davanti al giudice ordinario. Il testo integrale del provvedimento e l'iter parlamentare sono consultabili sul sito ufficiale della Camera dei deputati. Fino al voto finale e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, i contenuti possono ancora cambiare.

La questione del candidato premier indicato sulla scheda apre un ulteriore fronte. Modificare di fatto la forma di governo con una legge ordinaria, senza toccare la Costituzione, è il punto su cui si concentreranno le contestazioni tecniche e i possibili ricorsi.

Quando può servire un avvocato

La legge elettorale sembra materia da soli politici, ma produce effetti concreti sui diritti dei cittadini. Un avvocato esperto di diritto costituzionale e amministrativo può aiutarti in più situazioni. Se sei un elettore fuorisede e ti viene negata l'iscrizione all'albo comunale, esiste una via di tutela davanti al giudice. Se sei un candidato o un rappresentante di lista, le regole su contrassegni, ricorsi e contenzioso elettorale richiedono assistenza specializzata e tempi molto stretti.

Anche gli italiani residenti all'estero, di fronte alla riduzione delle circoscrizioni, possono avere dubbi sulla corretta iscrizione all'AIRE e sul recapito del plico elettorale. Un professionista può verificare la tua posizione ed evitare che un errore formale ti impedisca di votare. Per orientarti sulle scadenze pratiche, può essere utile leggere anche la nostra guida su come votare con la tessera elettorale digitale nel 2026 e quella dedicata ai diritti dei lavoratori alle elezioni comunali 2026.

Il consiglio è semplice: non aspettare l'ultimo giorno. Le tutele in materia elettorale hanno termini di decadenza brevissimi, spesso di poche ore o pochi giorni. Se hai un dubbio sul tuo diritto di voto o sulla tua candidatura, contatta un avvocato appena il testo definitivo sarà pubblicato.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere legale. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un avvocato abilitato.

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