Wilma De Angelis e il nipote Fabio: cosa ereditano i nipoti di uno zio senza figli

Notaio e donna esaminano un testamento olografo e documenti di successione in uno studio a Milano

Crediti fotografici

Sofia Sofia GalloAvvocati
6 min di lettura 15 ottobre 2026

È stato il nipote Fabio De Angelis, fotoreporter di moda, ad annunciare con un messaggio social la morte di Wilma De Angelis, scomparsa l'11 ottobre 2026 a 96 anni. I funerali si sono svolti il 14 ottobre alla parrocchia di San Luigi Gonzaga, a Milano, e una messa di suffragio è prevista il 16 ottobre alle 18:30 nella chiesa Dio Padre.

Nel suo ricordo Fabio ha definito la zia una "seconda mamma": non avendo figli, ha raccontato, aveva riversato il proprio affetto sui nipoti. È un caso in cui molte famiglie italiane si riconoscono, e che porta con sé una domanda giuridica concreta: quando uno zio o una zia senza figli muore, che cosa spetta ai nipoti?

La cronaca: una famiglia allargata che si stringe attorno alla zia

Secondo Milano Notizie, che ha riportato il ricordo del nipote il 15 ottobre 2026, Wilma De Angelis ha lasciato un'immagine di donna genuina, lontana dai vezzi del mondo dello spettacolo. L'articolo non fornisce dettagli sugli eredi né sul patrimonio, e noi non faremo ipotesi: la vicenda privata della famiglia resta tale.

Il tema, però, è universale. In Italia le persone senza figli sono sempre più numerose, e i rapporti con i nipoti diventano spesso il legame affettivo principale. Gli esperti di diritto successorio osservano un'abitudine diffusa: si dà per scontato che "i nipoti ereditano", senza verificare se sia davvero così.

Cosa dice il Codice civile: i nipoti non sono sempre eredi

Il punto di partenza è che i nipoti, in quanto tali, non sono eredi automatici dello zio. Dipende da chi altro è in vita e dal fatto che esista o meno un testamento.

In assenza di testamento si applica la successione legittima (artt. 565 e seguenti del Codice civile). L'ordine è questo: coniuge e figli, poi genitori, fratelli e sorelle, e solo dopo gli altri parenti fino al sesto grado. I nipoti figli di un fratello o di una sorella entrano in gioco in due modi:

  • per rappresentazione, se il fratello o la sorella dello zio è già morto: il nipote prende il suo posto e riceve la sua quota (art. 467);
  • come parenti collaterali, in mancanza di altri eredi più vicini.

Se invece il fratello o la sorella è ancora vivo, i suoi figli non ereditano: la quota spetta al genitore. E se c'è un coniuge superstite insieme a fratelli o ascendenti, al coniuge vanno due terzi dell'eredità e il restante terzo agli altri (art. 582).

Il punto che pochi conoscono: nessuna quota di legittima

Fratelli, sorelle e nipoti non sono "legittimari". La quota di legittima, cioè la parte di patrimonio che la legge riserva e che il testatore non può togliere, spetta solo a coniuge, figli e ascendenti. Chi non ha figli né coniuge né genitori in vita può quindi lasciare tutto a una sola persona, anche estranea alla famiglia, senza che gli altri nipoti possano contestarlo. Allo stesso modo, nessun nipote può pretendere una quota se lo zio ha scelto un altro destinatario.

Per questo motivo il testamento, per chi non ha figli, è lo strumento decisivo. Il testamento olografo, scritto per intero a mano, datato e firmato, è valido e gratuito, ma proprio perché semplice è anche il più esposto a errori: una data mancante o una frase ambigua possono aprire un contenzioso.

Un caso concreto: tre nipoti e un appartamento a Milano

Immaginiamo la signora Lucia, 88 anni, vedova e senza figli. Le sue due sorelle sono morte prima di lei e hanno lasciato in tutto tre figli: Marta, Paolo e Chiara. Il patrimonio di Lucia comprende un appartamento a Milano del valore di 400.000 euro e 80.000 euro sul conto corrente, per un totale di 480.000 euro.

Se Lucia muore senza testamento, Marta, Paolo e Chiara ereditano per rappresentazione delle madri. Se le sorelle erano due, la divisione avviene per stirpi: metà alla discendenza della prima sorella, metà alla discendenza della seconda. Se la prima sorella ha lasciato due figli e la seconda uno solo, i primi due ricevono 120.000 euro ciascuno, il terzo 240.000 euro.

Se Lucia ha scritto un testamento a favore della sola Marta, che l'ha assistita negli ultimi anni, Marta riceve l'intero patrimonio di 480.000 euro. Paolo e Chiara non hanno diritto a nulla, perché non sono legittimari.

Anche il fisco cambia a seconda dei casi. Per i parenti fino al quarto grado, nipoti dello zio compresi, l'imposta di successione è del 6% sul valore ricevuto, senza franchigia (la franchigia di 100.000 euro riguarda solo fratelli e sorelle). Nel testamento a favore di Marta l'imposta sarebbe quindi di 28.800 euro, a cui si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale sull'immobile. Nella successione legittima, invece, ciascuno paga il 6% sulla propria parte: sui 240.000 euro del terzo nipote sono 14.400 euro.

Il confronto mostra una cosa semplice: se Lucia vuole ricompensare chi si è occupato di lei, o dividere in modo diverso dalla legge, deve dirlo per iscritto, e con una forma corretta.

Accettare l'eredità: attenzione ai debiti

Ricevere un'eredità non è sempre un vantaggio. Chi accetta puramente e semplicemente risponde anche dei debiti del defunto con il proprio patrimonio personale. Se lo zio aveva un mutuo, una fideiussione o debiti fiscali, il nipote rischia di dover pagare di tasca propria.

La legge offre due strumenti di tutela. Il primo è l'accettazione con beneficio d'inventario, che separa il patrimonio ereditario da quello dell'erede e limita la responsabilità ai beni ricevuti. Il secondo è la rinuncia all'eredità, che si fa con una dichiarazione davanti a un notaio o in tribunale. Chi è nel possesso dei beni ereditari deve fare l'inventario entro tre mesi dall'apertura della successione, altrimenti viene considerato erede puro e semplice.

Un esempio pratico: se nel caso di Lucia emergesse un debito di 150.000 euro verso una banca, ciascuno dei tre nipoti, accettando senza beneficio d'inventario, risponderebbe della propria quota anche con i risparmi personali. Con il beneficio d'inventario, invece, il rischio si fermerebbe ai 480.000 euro dell'asse ereditario.

Il ruolo dell'esperto: avvocato e notaio

Un avvocato esperto di successioni può ricostruire chi sarebbe erede in base alla composizione reale della famiglia, valutare la validità di un testamento esistente e gestire i contrasti tra coeredi. Il notaio, dal canto suo, può redigere un testamento pubblico, che offre certezza sulla forma e sulla custodia dell'atto.

Anche la dichiarazione di successione ha scadenze precise: va presentata all'Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla morte. Chi la omette rischia sanzioni, e un immobile non registrato resta bloccato nelle compravendite.

Cosa fare ora

  • Se avete uno zio o una zia senza figli, verificate se esiste un testamento e dove è custodito.
  • Chiedetevi chi sono realmente gli eredi legittimi, partendo da fratelli e sorelle ancora in vita.
  • Se siete voi a non avere figli, valutate un testamento chiaro: la legge, da sola, potrebbe non seguire i vostri affetti.
  • Per le imposte e gli adempimenti, consultate il sito dell'Agenzia delle Entrate e rivolgetevi a un professionista prima di accettare o rinunciare all'eredità.

Chi vuole approfondire un tema vicino può leggere anche Matteo Marzotto a 60 anni senza figli: cosa succede al patrimonio.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o fiscale. Ogni successione dipende da fatti specifici: per il vostro caso rivolgetevi a un avvocato o a un notaio.

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