Nicola Ventola è tornato sulle prime pagine dei giornali in questi giorni di aprile 2026, questa volta non per il calcio ma per la sua vita privata: la sua relazione con Chiara Giuffrida, giornalista, è diventata ufficiale sui social, scatenando un'ondata di affetto da parte dei fan. Ma la storia di Ventola — ex attaccante del Bari, dell'Inter e della Nazionale italiana, oggi commentatore televisivo — solleva una domanda che riguarda molti: cosa succede al corpo di un ex calciatore professionista dopo che si ritira?
La carriera di Ventola: un fisico messo alla prova per vent'anni
Nicola Ventola ha giocato a calcio ad alto livello per oltre diciassette anni. Ha esordito in Serie A giovanissimo, ha vestito le maglie di Inter, Atalanta, Valencia e Bari, e ha partecipato a competizioni europee. Oggi ha 48 anni ed è una presenza fissa nei salotti televisivi di Canale 5 e nei contenuti digitali insieme a Lele Adani e Antonio Cassano.
La transizione dal campo alla televisione sembra riuscita. Ma dietro la disinvoltura di chi commenta le partite in studio c'è spesso una storia fisica più complessa: anni di allenamenti intensi, infortuni, interventi chirurgici, e un metabolismo che dopo il ritiro cambia radicalmente.
Cosa succede al corpo di un ex atleta professionista
Gli ex calciatori professionisti affrontano una serie di sfide fisiche specifiche dopo il ritiro. Secondo la letteratura medico-sportiva internazionale e le linee guida della Federazione Italiana Medici Sportivi (FIMS), le principali problematiche includono:
1. Osteoartrite precoce: Le articolazioni — ginocchia, caviglie, anche — subiscono un'usura accelerata dopo anni di impatti ripetuti. Studi pubblicati su British Journal of Sports Medicine indicano che gli ex calciatori professionisti hanno un rischio di osteoartrite al ginocchio 2-4 volte superiore rispetto alla popolazione generale.
2. Cambiamento della composizione corporea: Senza l'intensità degli allenamenti quotidiani, il metabolismo rallenta significativamente. La massa muscolare diminuisce, la massa grassa tende ad aumentare. Questo processo — la sarcopenia atletica — richiede un'adattamento nutrizionale e sportivo graduale e personalizzato.
3. Problemi cardiovascolari: Paradossalmente, alcuni ex atleti sviluppano problemi cardiaci dopo il ritiro. Il cuore "allenato" per anni a ritmi elevati può sviluppare anomalie del ritmo (aritmie) in risposta alla drastica riduzione dell'attività. La sindrome da over-decondizionamento è un fenomeno reale che richiede monitoraggio.
4. Salute mentale: Il ritiro sportivo è paragonato psicologicamente al lutto. L'identità costruita per decenni attorno alla performance fisica viene improvvisamente rimossa. Depressione, ansia e crisi identitarie sono più comuni tra gli ex atleti di quanto il mondo sportivo voglia ammettere.
Il modello di Ventola: restare attivo, restare in scena
Ventola ha affrontato questa transizione in modo relativamente visibile. La sua presenza mediatica costante — tra trasmissioni televisive, contenuti sui social media e il progetto "BoboTV" con Adani, Cassano e Vieri — suggerisce una persona che ha trovato un'identità alternativa allo sport agonistico.
Ma anche lui, in diverse interviste, ha parlato di come sia necessario reinventarsi fisicamente: meno calcio, più attività aerobica moderata, attenzione alla nutrizione. Questo approccio è esattamente quello che i medici dello sport raccomandano per chi ha avuto una carriera atletica intensa.
Cosa può fare un ex atleta — amatoriale o professionista — per tutelare la salute
Non è solo una questione per i professionisti. Molte persone che hanno praticato sport agonistico o semi-agonistico per anni si trovano nella stessa situazione: il corpo che invecchia con tracce fisiche di uno stile di vita ormai passato.
Le raccomandazioni della medicina sportiva per chi ha smesso di praticare sport intenso:
- Visita medico-sportiva annuale con elettrocardiogramma da sforzo, soprattutto dopo i 40 anni
- Attività fisica moderata continuata: 150 minuti di attività aerobica settimanale (camminata veloce, nuoto, ciclismo) riducono il rischio cardiovascolare
- Fisioterapia preventiva: le articolazioni più sollecitate (ginocchia e caviglie per i calciatori) beneficiano di programmi di rinforzo muscolare specifici
- Monitoraggio nutrizionale: il fabbisogno calorico si riduce drasticamente con la fine dell'agonismo. Un nutrizionista sportivo può adattare la dieta alla nuova fase della vita
Un medico dello sport — specialista che conosce le specificità della fisiologia atletica — è la figura di riferimento più adatta per chi ha avuto una carriera sportiva impegnativa e vuole affrontare l'invecchiamento in modo consapevole.
Il corpo degli ex campioni ci insegna qualcosa
La storia di Ventola — e di tanti altri ex calciatori — è uno specchio utile per chiunque abbia avuto un passato sportivo attivo. Il corpo non dimentica: le articolazioni usurate, il cuore allenato, le abitudini muscolari radicate sono realtà con cui convivere anche vent'anni dopo l'ultima partita.
La buona notizia è che la medicina sportiva ha fatto passi enormi nella comprensione di questi fenomeni. Un medico specializzato può valutare la storia atletica di ciascuno e costruire un percorso di mantenimento personalizzato — prima che i problemi si manifestino, non dopo.
Puoi consultare un esperto di medicina sportiva su Expert Zoom e leggere di più sulle sfide fisiche degli atleti professionisti.
Avvertenza: Questo articolo ha scopo informativo generale e non sostituisce una valutazione medica personalizzata. Per qualsiasi sintomo o dubbio sulla salute, consultate un medico.

Anna Conti