Settanta milioni di euro tra cartellino e bonus, un contratto fino al 2031, e un ingaggio lordo di 9,25 milioni di euro all'anno: il trasferimento di Gonçalo Ramos dal Paris Saint-Germain al Milan nell'estate 2026 è l'operazione più costosa nella storia del club rossonero. Ma mentre tifosi e media discutono di gol, pressioni e aspettative tecniche, c'è una partita parallela che si gioca in silenzio — quella fiscale — e che può valere quasi quanto il cartellino stesso. Il regime degli impatriati, disciplinato dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209, è lo strumento che ogni calciatore straniero in arrivo in Serie A dovrebbe conoscere prima ancora di apporre la firma sul contratto.
I numeri del mercato estivo del Milan 2026
Il Milan ha chiuso un'estate storica sul fronte acquisti. Gonçalo Ramos, 25 anni, attaccante portoghese che al PSG ha realizzato 45 reti in 131 presenze, è ora il giocatore più pagato dell'era rossonera moderna. L'operazione con il club parigino è stata perfezionata per 65 milioni di euro fissi più 5 di bonus legati al raggiungimento di obiettivi sportivi, per un totale di 70 milioni.
Parallelamente, il club ha rinforzato la difesa con Mario Gila, acquistato dalla Lazio con contratto fino al 2031, e ha confermato Rúben Amorim sulla panchina come guida tecnica del progetto. Considerando l'ammortamento del cartellino di Ramos — circa 14 milioni annui — e il suo ingaggio lordo di 9,25 milioni, il costo complessivo per il club nella stagione 2026/27 supererà i 24 milioni di euro.
Fonte Capology, specializzata in analisi degli stipendi del calcio professionistico, ha confermato la struttura contrattuale: 5 milioni di euro netti annui per il giocatore, equivalenti a 9,25 milioni lordi prima delle ritenute fiscali italiane. È proprio questo dato che rende il regime degli impatriati rilevante — e quantificabile.
Il regime degli impatriati: 50% di esenzione per i calciatori stranieri
Il D.Lgs. n. 209/2023, entrato in vigore il 1° gennaio 2024, ha ridefinito in modo sostanziale le agevolazioni fiscali per i lavoratori che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia. Il meccanismo centrale è semplice: il 50% del reddito da lavoro dipendente percepito in territorio italiano non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF.
Il beneficio si applica per cinque periodi d'imposta consecutivi a partire dall'anno del trasferimento della residenza, a condizione che il lavoratore non abbia risieduto in Italia per i tre anni d'imposta immediatamente precedenti. Per la grande maggioranza dei calciatori stranieri che arrivano dalla Premier League, dalla Ligue 1 o dalla Bundesliga, questo presupposto è normalmente soddisfatto.
Il regime si applica anche agli sportivi professionisti, categoria che include i calciatori di Serie A. Non si tratta di un'esenzione riservata ai dirigenti d'azienda o ai lavoratori qualificati: è un'agevolazione strutturale del sistema fiscale italiano, fruibile da chiunque trasferisca la residenza in Italia con le condizioni previste dalla norma. L'Agenzia delle Entrate pubblica la guida ufficiale aggiornata sul proprio portale istituzionale.
Il punto critico non è l'accesso al regime, ma la tempistica: il trasferimento della residenza fiscale in Italia deve avvenire entro il 31 dicembre dell'anno in cui si stipula il contratto. Chi firma in estate e trasferisce la residenza solo a gennaio dell'anno successivo perde un intero esercizio fiscale di beneficio.
Caso concreto: quanto vale il regime impatriati su 9,25 milioni lordi?
Prendiamo il caso di un calciatore straniero che firma con il Milan nell'estate 2026 con le stesse condizioni contrattuali di Ramos: ingaggio lordo di 9,25 milioni di euro, contratto quinquennale, assenza di precedenti residenze fiscali in Italia negli ultimi tre anni.
Scenario A — senza il regime degli impatriati:
L'intero importo lordo di 9.250.000 euro concorre al reddito imponibile. Applicando le aliquote IRPEF 2026 (23% fino a 28.000 €, 35% da 28.001 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €), il calcolo è il seguente:
- 23% su 28.000 € = 6.440 €
- 35% su 22.000 € = 7.700 €
- 43% su 9.200.000 € = 3.956.000 €
- IRPEF totale stimata: circa 3.970.140 € all'anno
Scenario B — con il regime degli impatriati (50% di esenzione):
Solo 4.625.000 euro (il 50% del lordo) concorrono alla formazione del reddito imponibile. La pressione fiscale cambia radicalmente:
- 23% su 28.000 € = 6.440 €
- 35% su 22.000 € = 7.700 €
- 43% su 4.575.000 € = 1.967.250 €
- IRPEF totale stimata: circa 1.981.390 € all'anno
Risparmio fiscale annuo: circa 1.988.750 € — quasi 2 milioni di euro all'anno. Moltiplicato per il quinquennio coperto dal regime, il vantaggio complessivo supera i 9,9 milioni di euro — un importo paragonabile al bonus variabile incluso nell'operazione stessa.
Da notare: i contributi previdenziali INPS rimangono dovuti integralmente in entrambi gli scenari e non sono inclusi in questo calcolo. Tuttavia, per la fascia di reddito in esame, i contributi si applicano su una base imponibile previdenziale che supera la soglia massima stabilita annualmente, limitando di fatto l'impatto aggiuntivo.
Se il contratto specifica un importo netto garantito al giocatore — come avviene frequentemente nei grandi trasferimenti — il beneficio del regime impatriati ricade in quota parte anche sul club, che deve garantire un lordo inferiore per lo stesso netto. In questo caso, l'agevolazione diventa uno strumento di negoziazione contrattuale, non solo di pianificazione individuale.
I rischi fiscali che i calciatori stranieri spesso ignorano
La storia del calcio italiano offre esempi eloquenti di quanto una gestione fiscale approssimativa possa costare. Il caso più noto riguarda Cristiano Ronaldo durante gli anni alla Juventus: una contestazione dell'Agenzia delle Entrate per oltre 19 milioni di euro legata alla non corretta separazione tra reddito da lavoro sportivo e compensi per diritti d'immagine. Una vicenda che ha ricordato all'intero movimento calcistico italiano quanto sia sottile il confine tra ottimizzazione fiscale legittima e irregolarità.
Per un calciatore straniero che arriva in Serie A nell'estate 2026, i principali rischi fiscali sono tre:
Residenza fiscale tardiva. Il trasferimento della residenza anagrafica in Italia deve essere formalizzato entro il 31 dicembre dell'anno in corso. Molti giocatori firmano il contratto in estate, si stabiliscono fisicamente a Milano, ma rimandano il cambio di residenza all'anno successivo — perdendo l'intero primo anno di beneficio, pari in questo caso a quasi 2 milioni di euro.
Diritti d'immagine non strutturati. Le somme percepite per lo sfruttamento dell'immagine (sponsorizzazioni personali, diritti televisivi individuali) non sono automaticamente incluse nel reddito da lavoro sportivo. Devono essere dichiarate separatamente e, se non pianificate, rischiano di essere contestate come redditi occultati o come integrazione al reddito da lavoro — con conseguente applicazione delle aliquote marginali più elevate.
Doppia imposizione. Se il calciatore mantiene legami fiscali con il Paese di origine — proprietà immobiliari, conti correnti, residenza dei familiari — l'Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la residenza fiscale italiana. In assenza di una corretta pianificazione, il rischio è di essere tassati in due giurisdizioni contemporaneamente, anche sulle somme percepite interamente in Italia.
Cosa fare prima di firmare un contratto milionario in Serie A
La finestra estiva del calciomercato si chiude il 1° settembre 2026. Per ogni calciatore straniero che firmerà nelle prossime settimane — a Milano come in qualsiasi altro club di Serie A — il tempo per pianificare correttamente la propria posizione fiscale è ridotto a poche settimane.
Un consulente patrimoniale specializzato in fiscalità sportiva suggerirà come minimo i seguenti passaggi prima di apporre la firma sul contratto:
- Verificare il requisito triennale di non residenza negli anni d'imposta 2023, 2024, 2025, documentando le residenze estere con certificati fiscali del Paese d'origine
- Strutturare correttamente i diritti d'immagine, separandoli dal contratto di lavoro sportivo e valutando la compatibilità con il regime degli impatriati
- Presentare la domanda di trasferimento della residenza entro il 31 dicembre 2026, non dopo la stagione invernale
- Analizzare la struttura familiare e patrimoniale del calciatore — proprietà immobiliari all'estero, polizze vita, investimenti — per evitare contestazioni sulla residenza fiscale effettiva
La consulenza patrimoniale in questa fase non è un lusso riservato ai fuoriclasse da 70 milioni: si applica allo stesso modo a ogni straniero che firma per la prima volta in Serie A, a qualsiasi livello di ingaggio. La differenza tra chi pianifica e chi non lo fa si misura in milioni — su un quinquennio, quasi in doppia cifra.
Il Milan ha scritto la propria storia di mercato con Ramos. La partita fiscale si gioca adesso, prima ancora che il centravanti portoghese calci il primo pallone a San Siro. Per chi vuole approfondire il legame tra grandi investimenti nel calcio e pianificazione finanziaria, è utile leggere anche come il modello Cardinale ha ridefinito l'approccio agli investimenti in Serie A.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e giornalistico. Il regime degli impatriati è uno strumento fiscale complesso: ogni situazione personale è diversa. Prima di prendere qualsiasi decisione fiscale, si raccomanda di consultare un commercialista o un consulente patrimoniale qualificato.

Sofia Romano