Michelle Hunziker ha presentato ad aprile 2026 il suo nuovo compagno, l'attore e medico Giulio Berruti, alle figlie Sole e Celeste — 10 e 8 anni — nate dall'ex matrimonio con Tomaso Trussardi. Le foto del Lago di Como, la vacanza in Marocco a Pasqua, i baci immortalati dalle riviste: la coppia non si nasconde più. È la prima volta che la showgirl svizzera introduce ufficialmente una nuova figura maschile nella vita delle bambine dopo il divorzio del 2022. Un gesto normale per milioni di italiani separati, ma che apre domande legali concrete che molti genitori ignorano.
Affido condiviso: il punto di partenza che molti dimenticano
In Italia, la regola generale dopo una separazione o un divorzio è l'affido condiviso dei figli minori, introdotto dalla Legge 54 del 2006 e rafforzato dalla riforma Cartabia del 2022. Entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e devono concordare le decisioni più importanti che riguardano i figli: scuola, residenza, salute, educazione religiosa.
Questo principio rimane in vigore indipendentemente dalla nuova vita sentimentale di ciascun genitore. La nascita di una nuova relazione non modifica automaticamente le condizioni di affido, le modalità di visita, né gli importi del mantenimento stabiliti in sede di separazione. Qualsiasi variazione richiede un nuovo accordo omologato dal tribunale o una sentenza del giudice.
È un punto che molti genitori separati sottovalutano, convinti che la nuova stabilità sentimentale renda obsoleto il vecchio accordo. Non è così.
Cosa può fare (e non può fare) il nuovo partner
Il nuovo compagno di un genitore divorziato non acquisisce alcun diritto giuridico formale nei confronti dei figli del partner. Non può firmare autorizzazioni scolastiche, non può acconsentire a interventi medici, non può rappresentare il minore in contesti burocratici o amministrativi.
Questo vuoto normativo — che l'Italia non ha ancora colmato in modo organico, a differenza di altri paesi europei come la Francia o la Germania — crea situazioni pratiche complesse nella vita quotidiana. In caso di emergenza medica, solo il genitore biologico con responsabilità genitoriale può autorizzare le cure. Se entrambi i genitori sono irreperibili, la presenza del nuovo partner non ha alcun valore legale.
La legge italiana non stabilisce un'età minima perché i figli incontrino il nuovo partner di un genitore. Tuttavia, i giudici valutano sempre la gradualità dell'introduzione e il benessere psicologico del minore, specialmente quando uno degli ex coniugi ricorre al tribunale.
Quando l'ex coniuge si oppone
Il caso Hunziker-Trussardi sembra gestito con maturità da entrambe le parti. Non è sempre così. Quando un ex coniuge si oppone all'introduzione del nuovo partner nella vita dei figli, i percorsi giuridici possibili sono principalmente due.
La mediazione familiare è la via preferita dagli avvocati di famiglia: uno spazio extragiudiziale dove le parti cercano un accordo nell'interesse del minore con l'aiuto di un mediatore neutro. È più rapida, meno costosa e meno traumatica del percorso giudiziario. In molti comuni italiani, i servizi di mediazione familiare sono gratuiti o a costo ridotto.
Il ricorso al tribunale per i minorenni è il secondo percorso. Il giudice può nominare un consulente tecnico d'ufficio — solitamente uno psicologo specializzato in psicologia giuridica — per valutare il benessere del minore. I procedimenti possono durare da sei mesi a diversi anni, con costi economici e psicologici elevati per tutti i soggetti coinvolti, bambini compresi.
In questo tipo di procedimenti, il comportamento del genitore affidatario nelle settimane precedenti il ricorso viene spesso esaminato in dettaglio: come ha comunicato all'ex coniuge l'intenzione di presentare il nuovo partner, in quale contesto è avvenuto il primo incontro, come hanno reagito i figli.
I numeri delle famiglie allargate in Italia
Secondo i dati dell'ISTAT, ogni anno in Italia si registrano circa 96.000 separazioni e 84.000 divorzi. La ricerca sociologica stima che tra il 55% e il 60% delle persone separate avvii una nuova relazione stabile entro cinque anni dalla fine del matrimonio.
Le famiglie allargate — con figliastri, fratellastri, figure genitoriali "di fatto" — sono quindi oggi una realtà per milioni di famiglie italiane. Nonostante questa diffusione, il codice civile non prevede ancora una figura giuridica specifica per il genitore "sociale", ovvero il nuovo partner che partecipa attivamente alla vita quotidiana dei figli del convivente.
Le proposte di riforma in questo senso si sono succedute negli anni, ma senza mai tradursi in legge. Il risultato è un sistema che tutela i genitori biologici ma lascia molte situazioni concrete in un limbo normativo.
La clausola preventiva: uno strumento sottovalutato
Molti avvocati di famiglia consigliano, già in sede di divorzio consensuale, di inserire clausole specifiche che disciplinino come e quando ciascun genitore potrà introdurre un nuovo partner nella vita dei figli. Queste clausole non sono vincolanti in senso assoluto, ma diventano un punto di riferimento prezioso in caso di contestazione futura.
Un accordo preventivo ben redatto può prevedere: un periodo di attesa minimo prima della presentazione formale, la comunicazione preventiva all'altro genitore, la progressività degli incontri, il contesto in cui avverrà il primo incontro. Non si tratta di limitare la libertà personale, ma di costruire un quadro condiviso che protegga i figli.
I tribunali considerano questo tipo di accordo come espressione della volontà responsabile dei genitori, e lo valorizzano nei procedimenti successivi.
Quando rivolgersi a un avvocato di famiglia
La ricomposizione familiare non è solo una questione emotiva: coinvolge diritti, doveri e procedure legali che variano in base alle singole condizioni di separazione. Un avvocato specializzato in diritto di famiglia può intervenire utilmente in tre momenti chiave:
Durante il divorzio: per inserire clausole lungimiranti sulle future relazioni di ciascun genitore e prevenire conflitti futuri.
Prima di avviare una convivenza: per verificare se e come cambieranno le condizioni economiche e logistiche già stabilite, e come regolarsi con il mantenimento.
In caso di conflitto con l'ex coniuge: per valutare se è opportuna la mediazione o il ricorso al tribunale, e per raccogliere la documentazione necessaria a tutelare la propria posizione.
Come ha dimostrato anche il caso di Manuela Arcuri, i dettagli dell'accordo di separazione possono fare la differenza tra una ricomposizione familiare armoniosa e anni di contenzioso. Trovare il professionista giusto è il primo passo concreto per tutelarsi e tutelare i propri figli.
Nota legale: le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo. Per situazioni specifiche, è indispensabile consultare un avvocato iscritto all'albo.
