Massimo Ghini ha 71 anni. Il 3 ottobre 2026, su Rai 1, ha messo piede per la prima volta sulla pista di Ballando con le Stelle come concorrente. L'attore romano, annunciato il 5 settembre come undicesimo partecipante alla nuova edizione, ha dichiarato di volersi mettere alla prova in qualcosa di completamente diverso dai suoi ruoli abituali. La domanda che in molti si sono posti, tuttavia, non riguarda la sua bravura attoriale: riguarda il suo corpo. Cosa succede fisiologicamente quando un uomo di oltre settant'anni inizia ad allenarsi con l'intensità che Ballando richiede? E soprattutto — cosa avrebbe dovuto (o dovrebbe) fare prima?
Il contesto: Ballando con le Stelle non è una passeggiata
Ballando con le Stelle è uno dei programmi più fisicamente esigenti della televisione italiana. I concorrenti si allenano mediamente quattro-cinque ore al giorno, sei giorni su sette, per tutta la durata del programma — che si estende da ottobre fino a dicembre inoltrato. Si tratta di attività aerobica e anaerobica alternata, con forte componente di carico articolare (soprattutto ginocchia e caviglie), lavoro di equilibrio e coordinazione, e una dose non trascurabile di stress da performance. Per un atleta di trent'anni, è un programma impegnativo. Per un uomo di settantuno anni, è potenzialmente rischioso — a meno che non sia preceduto da una valutazione medica approfondita.
La notizia della partecipazione di Ghini arriva peraltro pochi mesi dopo altri casi simili che hanno acceso il dibattito: Iva Zanicchi, 86 anni, in un reality; Roberto Bolle e la questione infortuni legata al ballo professionistico. La tendenza televisiva a "scommettere" su concorrenti over è evidente. Ma la domanda che emerge spontanea — e che spetta ai medici rispondere — è: quali rischi concreti comporta questa tendenza?
La reazione degli esperti: non l'età, ma la preparazione
I medici specializzati in medicina dello sport e in geriatria concordano su un punto fondamentale: l'età di per sé non è un controindicazione assoluta all'attività fisica intensa. Esistono ultraottantenni che praticano triathlon e settantenni che corrono maratone. Ma esiste una differenza cruciale tra chi pratica sport con continuità per tutta la vita e chi si lancia in un'attività intensa dopo un lungo periodo di sedentarietà — o dopo i settant'anni, momento in cui il corpo inizia a rispondere diversamente agli stimoli fisici.
A partire dai sessantacinque anni, la massa muscolare si riduce del 3-8% per decennio (processo noto come sarcopenia), la densità ossea diminuisce, la capacità cardiovascolare massimale cala di circa il 10% ogni decade, e i tempi di recupero si allungano significativamente. Il rischio di infortuni muscolari e articolari aumenta, così come quello di eventi cardiaci durante sforzi fisici non abitituali. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, per la fascia over 65 è raccomandato un approccio progressivo e monitorato all'attività fisica, con valutazione medica preventiva per qualsiasi programma di allenamento strutturato.
Questo non significa che Massimo Ghini non possa (o non debba) ballare. Significa che — prima ancora di imparare il primo passo di salsa — avrebbe dovuto (e con ogni probabilità ha già) sottoporsi a una serie di accertamenti specifici.
La visita medico-sportiva: di cosa si tratta davvero
La visita medico-sportiva è lo strumento previsto dalla normativa italiana per autorizzare la pratica sportiva agonistica e non agonistica. Ma nella fascia over 65, il protocollo raccomandato va ben oltre il semplice elettrocardiogramma a riposo.
Un medico dello sport che visita un paziente di settantuno anni in vista di un programma di allenamento intenso includerà generalmente:
- ECG sotto sforzo (test ergometrico): per valutare la risposta cardiaca all'aumento del carico fisico e identificare eventuali aritmie o ischemia latente che non emergono a riposo;
- Ecocardiogramma: per valutare la funzionalità cardiaca e la struttura delle valvole, che negli anziani possono presentare alterazioni anche in assenza di sintomi;
- Esami del sangue specifici: emocromo, glicemia, assetto lipidico, creatinina, ma anche esami per valutare l'infiammazione sistemica;
- Valutazione muscolo-scheletrica: per identificare problemi alle articolazioni (soprattutto ginocchia, anche, caviglie) che il ballo potrebbe acuire;
- Spirometria: per escludere problemi polmonari che possono limitare le prestazioni fisiche e aumentare il rischio durante attività aerobica intensa.
Questa visita non si effettua dal medico di base, ma da uno specialista in medicina dello sport o da un geriatra con esperienza in attività fisica. Il costo medio in Italia si aggira tra i 120 e i 250 euro per una valutazione completa — una cifra che molti ignorano o considerano superflua, ma che può letteralmente fare la differenza.
Secondo una stima dell'Istituto Superiore di Sanità, il 65% degli eventi cardiovascolari acuti durante attività fisica in over 65 non agonisti si verifica in soggetti che non avevano effettuato alcuna valutazione preventiva. Un dato che dovrebbe far riflettere.
Caso concreto: Marco, 68 anni, che decide di iscriversi a un corso di ballo
Immaginiamo Marco, 68 anni, commercialista in pensione da due anni, che — ispirato da Massimo Ghini — decide di iscriversi a un corso di ballo latino-americano, tre sessioni settimanali da 90 minuti ciascuna. Marco cammina regolarmente, si sente in forma, e non ha sintomi particolari. Non ritiene necessaria alcuna visita preventiva.
Alla terza settimana di corso, durante una sequenza di cha-cha-cha particolarmente vivace, accusa un dolore al petto e una sensazione di affanno. Si ferma, aspetta qualche minuto, e il dolore passa. Lo attribuisce alla fatica e continua.
Questa è esattamente la situazione che un test ergometrico preventivo avrebbe potuto evitare. Marco, se l'avesse effettuato, avrebbe scoperto — come accade in un numero non trascurabile di uomini over 65 con profilo di rischio cardiovascolare medio — un'ischemia da sforzo latente, ovvero una riduzione del flusso sanguigno coronarico che si manifesta solo sotto carico fisico significativo. La condizione è trattabile e non impedirebbe necessariamente la pratica sportiva, ma richiederebbe un approccio graduale e monitorato.
Se Marco avesse fatto la visita: il medico avrebbe prescritto un test ergometrico, emersa la situazione, inviato al cardiologo, e avrebbe poi autorizzato la ripresa dell'attività con un piano progressivo — magari iniziando con 60 minuti al giorno per tre settimane, aumentando gradualmente. Marco avrebbe ballato lo stesso, ma con un margine di sicurezza molto più alto.
Se invece Marco avesse ignorato il segnale d'allarme e continuato: avrebbe rischiato un evento cardiovascolare in piena pista da ballo, con tutte le conseguenze del caso. Il fatto che il dolore fosse passato in pochi minuti non è rassicurante — è spesso esattamente la caratteristica degli episodi anginosi iniziali.
I numeri parlano chiaro: in Italia, ogni anno, oltre 4.000 eventi cardiovascolari acuti si verificano durante o immediatamente dopo attività fisica non abituale in persone over 65. La grande maggioranza di questi soggetti non aveva effettuato alcuna valutazione preventiva.
Implicazioni pratiche: cosa cambia per gli over 70 che vogliono muoversi
La storia di Ghini — e la visibilità che il programma darà alla sua partecipazione nei prossimi mesi — ha un potenziale positivo enorme: può motivare migliaia di italiani sopra i settant'anni a tornare ad allenarsi. L'attività fisica in questa fascia d'età è uno degli strumenti di prevenzione più efficaci contro il declino cognitivo, l'osteoporosi, la depressione, le malattie cardiovascolari e la riduzione dell'autonomia. I benefici sono comprovati e consistenti.
Il problema non è muoversi — il problema è muoversi senza sapere da dove si parte. Un over 70 che inizia un'attività intensa come il ballo competitivo senza una valutazione preventiva sta, di fatto, tirando a indovinare sul proprio stato cardiovascolare, muscoloscheletrico e metabolico. Il rischio non è virtuale: è statisticamente documentato.
La buona notizia è che in Italia esiste una rete di medici dello sport abilitati alla valutazione per attività non agonistica, distribuiti su tutto il territorio. Molte ASL offrono questo servizio a tariffe ridotte (spesso intorno ai 50-80 euro con impegnativa del medico di base). E sempre più strutture private sportive stanno adottando il protocollo di invio obbligatorio dal medico per i nuovi iscritti over 65 — una pratica che andrebbe resa standard.
Come mostra il caso di Veronica Peparini ad Amici 2026, il ballo a qualsiasi età è possibile — ma richiede un approccio consapevole. La stessa logica vale per gli spettatori che si ispirano ai concorrenti televisivi e vogliono riprendere a muoversi.
Cosa fare: la guida pratica per chi vuole iniziare a ballare (o fare sport) dopo i 65 anni
- Prima visita medica di base: parlare con il proprio medico di medicina generale, descrivere l'attività che si intende praticare e richiedere un'impegnativa per visita medico-sportiva.
- Visita medico-sportiva specializzata: necessaria per qualsiasi attività strutturata e intensa (ballo, nuoto, trekking impegnativo, tennis, crossfit). Include ECG a riposo e, per over 65, generalmente anche test ergometrico.
- Valutazione muscoloscheletrica se necessario: se si hanno problemi a ginocchia, anche o colonna, una valutazione ortopedica o fisiatrica preventiva evita di aggravare situazioni già critiche.
- Inizio graduale e progressivo: nessun over 70, anche in perfetta forma, dovrebbe iniziare con quattro ore di allenamento al giorno. Il piano deve essere progressivo, con sessioni brevi (45-60 minuti) e riposo adeguato tra una e l'altra.
- Monitoraggio continuo: frequenza cardiaca, percezione dello sforzo, qualità del sonno e del recupero sono indicatori affidabili della risposta del corpo. In caso di dubbi, il consulto con un professionista della salute è sempre la scelta giusta.
Se hai più di 65 anni e stai pensando di iniziare un'attività fisica strutturata, il primo passo non è il corso — è la valutazione medica. Come analizzato nel caso di Andrea Lucchetta e i segreti dell'invecchiamento sano, i professionisti della salute su Expert Zoom possono guidarti nella valutazione e nella costruzione di un piano di attività fisica sicuro e personalizzato.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica individuale. In caso di dubbi sulla propria salute o idoneità all'attività fisica, consultare un professionista abilitato.

Anna Conti