Il 22 maggio 2026, Marianna Aprile ha presentato il suo nuovo libro "La promessa" (Rizzoli) all'Oratorio di San Filippo Neri di Bologna. Pochi giorni prima, la giornalista di La7 aveva ricevuto il Premio Testimoni della Storia 2026, il riconoscimento assegnato annualmente a giornalisti che si sono distinti per rigore analitico e qualità dello stile. Un doppio evento che ha riportato al centro del dibattito una domanda fondamentale: quanto è davvero protetta la libertà di stampa in Italia, e quali strumenti legali tutelano chi fa informazione?
Il premio e la libertà di stampa: un'occasione per riflettere
Il Premio Testimoni della Storia non è solo un riconoscimento culturale. È un segnale di quanto il giornalismo d'opinione — quello che Marianna Aprile pratica ogni settimana su "In Onda" e nei suoi libri — sia ancora considerato un valore da celebrare in un paese in cui i giornalisti subiscono ogni anno centinaia di querele, intimidazioni e campagne di discredito.
Secondo i dati dell'Ordine dei Giornalisti, in Italia ogni anno vengono intentate migliaia di cause civili e penali contro giornalisti. La maggior parte riguarda presunte diffamazioni, ma non mancano casi di querele strumentali usate per silenziare il giornalismo critico — un fenomeno noto con l'acronimo SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation).
I diritti fondamentali dei giornalisti italiani
La Costituzione italiana tutela la libertà di stampa all'articolo 21: "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Ma dalla Costituzione alla pratica quotidiana il passo è lungo. Ecco i diritti più importanti che ogni giornalista — professionista o pubblicista — deve conoscere:
Il segreto professionale: I giornalisti hanno il diritto di mantenere riservata l'identità delle proprie fonti. Questo principio, sancito dalla Legge 69/1963 sull'ordinamento della professione giornalistica, protegge chi fornisce informazioni di pubblico interesse da possibili ritorsioni. Un giornalista non può essere obbligato a rivelare le fonti nemmeno in sede processuale.
Il diritto di cronaca: Riferire fatti di pubblico interesse in modo veritiero, pertinente e con il linguaggio appropriato è un diritto protetto dalla legge. Anche quando il racconto è scomodo per i soggetti citati, la cronaca giornalistica non configura diffamazione se rispetta questi tre requisiti.
Il diritto di critica: Esprimere giudizi e valutazioni su fatti di pubblico interesse — come fa Marianna Aprile nei suoi commenti politici — è tutelato dalla libertà di espressione, purché le affermazioni si basino su fatti verificati e il tono non sia gratuitamente offensivo.
Protezione delle fonti: perché è il diritto più delicato
La protezione delle fonti è forse il diritto più controverso e più a rischio nel giornalismo contemporaneo. Con la sorveglianza digitale, i metadati telefonici e le tracce informatiche, è sempre più difficile garantire l'anonimato di chi fornisce informazioni riservate.
In Italia, i giornalisti che lavorano su inchieste politiche o giudiziarie sono spesso oggetto di intercettazioni indirette — registrazioni telefoniche che coinvolgono le loro fonti nell'ambito di indagini penali. In questi casi, il segreto professionale offre una protezione parziale, ma non assoluta.
Per i giornalisti che si trovano in situazioni di questo tipo, la consulenza di un avvocato specializzato in diritto della comunicazione è essenziale. Puoi leggere come il caso di Massimo Giletti e l'inchiesta sul ministro ha illustrato i rischi legali concreti del giornalismo investigativo in Italia.
Le querele per diffamazione: un'arma a doppio taglio
La diffamazione a mezzo stampa è il reato più contestato ai giornalisti italiani. Si configura quando un articolo o un'intervista lede la reputazione di una persona citandola per nome, e l'informazione pubblicata risulta falsa o viene presentata in modo distorto.
Tuttavia, la querela per diffamazione viene spesso usata in modo strumentale per intimidire i giornalisti. Le SLAPP (querele bavaglio) hanno un costo umano ed economico enorme: anche quando il giornalista viene assolto, deve affrontare anni di processi, spese legali e un clima di pressione che può indurlo all'autocensura.
Per questo motivo, molti giornalisti si rivolgono a avvocati specializzati in diritto della comunicazione non solo quando vengono querelati, ma anche in fase preventiva, per valutare i rischi legali di articoli delicati prima della pubblicazione.
Nota legale: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza di un avvocato specializzato. Per tutele specifiche relative alla tua attività giornalistica o editoriale, rivolgiti sempre a un professionista qualificato.
Non solo giornalisti: chi ha bisogno di tutela nella comunicazione
I diritti di cui parlano i casi Marianna Aprile, Giletti o Peter Gomez non riguardano solo i professionisti dell'informazione. Blogger, influencer, creator digitali, comunicatori aziendali: chiunque pubblichi contenuti che riguardano persone fisiche o giuridiche può trovarsi a fronteggiare una querela per diffamazione.
Le situazioni più comuni che richiedono consulenza legale includono:
- Recensioni negative su piattaforme pubbliche (Google, TripAdvisor, social media)
- Post sui social media che citano datori di lavoro o ex colleghi
- Blog che pubblicano inchieste su aziende o enti pubblici
- Newsletter o podcast di approfondimento politico o economico
In tutti questi casi, un avvocato specializzato in diritto della comunicazione e dell'informazione può valutare i rischi e aiutarti a esercitare il tuo diritto di espressione in modo tutelato.
Quando rivolgersi a un avvocato del diritto della comunicazione
Se sei un giornalista, un blogger o un comunicatore e ti trovi in una delle seguenti situazioni, è il momento di cercare una consulenza professionale:
- Hai ricevuto una diffida formale da un soggetto che si ritiene diffamato
- Stai preparando un'inchiesta su figure pubbliche o aziende e vuoi valutare i rischi
- Una tua fonte ti chiede garanzie di anonimato
- Hai subito pressioni o minacce legate a un articolo pubblicato
- Sei stato citato in giudizio per diffamazione a mezzo stampa
Expert Zoom mette in contatto i professionisti dell'informazione con avvocati specializzati in diritto della comunicazione in tutta Italia. Come Marianna Aprile ha dimostrato che il giornalismo di qualità merita riconoscimento, così la tua attività comunicativa merita una protezione legale adeguata.
