Peter Gomez e il giornalismo d'inchiesta: quando le fonti rischiano tutto — i diritti legali che non conosci

Professionista italiano che consegna documenti riservati a un avvocato in un corridoio del tribunale di Roma
4 min di lettura 11 aprile 2026

Peter Gomez, giornalista investigativo e co-fondatore del Fatto Quotidiano, è tornato al centro del dibattito pubblico italiano nell'aprile 2026 grazie alla sua presenza costante nelle inchieste che riguardano il potere politico e le sue zone d'ombra. Ma dietro ogni inchiesta c'è una rete di tutele legali — e di rischi — che il grande pubblico spesso non conosce.

Chi sono le fonti dei giornalisti investigativi? Che tutele hanno? E cosa succede quando un cittadino decide di segnalare una irregolarità? Queste domande riguardano molto più di un giornalista: toccano i diritti fondamentali di chiunque voglia contribuire alla trasparenza pubblica.

Il modello Gomez: cosa fa un giornalista investigativo

Peter Gomez, nato a New York e naturalizzato italiano, ha costruito la sua carriera su inchieste delicate: corruzione, criminalità organizzata, finanziamenti illeciti ai partiti. È uno dei giornalisti italiani più seguiti sui social media, con oltre un milione di follower, e conduce "La Confessione" su RAI 3.

Il lavoro investigativo di Gomez si basa su un principio fondamentale: la protezione delle fonti. Ogni informazione riservata che emerge nelle inchieste giornalistiche — e che porta alla luce fatti di interesse pubblico — è ottenuta grazie a persone che si assumono un rischio personale per parlare.

Questo rischio è reale. In Italia, secondo i dati di Ossigeno per l'Informazione, nel 2025 sono stati registrati oltre 1.400 episodi di intimidazione o minaccia nei confronti di giornalisti. E tra le minacce più ricorrenti c'è proprio la querela per diffamazione — usata spesso non per ottenere giustizia, ma per silenziare chi indaga.

La legge sulle fonti: cosa protegge chi parla

In Italia, il segreto professionale del giornalista è tutelato dall'articolo 200 del Codice di Procedura Penale e dalla Legge sulla stampa del 1948. In pratica, un giornalista non può essere obbligato a rivelare l'identità delle proprie fonti durante un procedimento giudiziario.

Ma questa protezione non si estende automaticamente alle fonti stesse. Se una fonte rivela informazioni riservate di una pubblica amministrazione, può incorrere nel reato di rivelazione di segreti d'ufficio (art. 326 c.p.) o in sanzioni disciplinari sul lavoro.

Per questo esiste, dal 2017 in Italia (con la ricezione tardiva della direttiva UE del 2019 completata nel 2023), una normativa specifica sul whistleblowing: la tutela di chi segnala illeciti all'interno di aziende pubbliche e private.

Il whistleblowing in Italia: chi è protetto e come

Il decreto legislativo 24/2023 ha recepito la direttiva europea sul whistleblowing (UE 2019/1937), estendendo la protezione a una platea molto più ampia di segnalanti rispetto alla legge precedente.

Chi è protetto:

  • Dipendenti pubblici e privati che segnalano violazioni di legge, abusi, frodi o comportamenti scorretti di cui vengono a conoscenza nell'esercizio del proprio lavoro
  • Collaboratori, consulenti, fornitori che operano con l'ente segnalato
  • Ex dipendenti, se la segnalazione riguarda fatti avvenuti durante il rapporto di lavoro

Le tutele includono:

  • Anonimato: la segnalazione può essere fatta in forma riservata
  • Protezione da ritorsioni: licenziamento, demansionamento, mobbing collegato alla segnalazione sono vietati e possono portare al reintegro e al risarcimento del danno
  • Nullità degli atti ritorsivi: qualsiasi atto del datore di lavoro contrario alla normativa è giuridicamente nullo

Dove segnalare: Le aziende con più di 50 dipendenti sono obbligate ad avere canali interni di segnalazione. In alternativa, l'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) gestisce una piattaforma digitale riservata accessibile a tutti i cittadini.

Diffamazione e querele temerarie: un'arma contro chi informa

Il problema più grave per chi vuole parlare — sia come fonte sia come giornalista — è la SLAPP: Strategic Lawsuits Against Public Participation. Si tratta di cause legali intentate non per ottenere giustizia, ma per sfinire economicamente e psicologicamente chi ha denunciato una irregolarità.

In Europa, il fenomeno è così diffuso che nel 2024 è stata adottata la direttiva anti-SLAPP (UE 2024/1069), che impone agli Stati membri di garantire meccanismi di difesa rapidi per chi viene citato in giudizio in modo pretestuoso in materia di partecipazione pubblica.

In Italia, la riforma rimane parzialmente attuata. Se ricevi una querela o una citazione per diffamazione per aver segnalato una irregolarità o aver contribuito a un'inchiesta, è essenziale consultare subito un avvocato specializzato in diritto dell'informazione o tutela del whistleblower.

Cosa fare se vuoi segnalare un illecito

Se sei a conoscenza di fatti di interesse pubblico e stai valutando se e come segnalarli, ecco i passaggi consigliati:

  1. Valuta la natura dell'informazione: si tratta di una violazione di legge verificabile e documentabile? Oppure di una percezione soggettiva?
  2. Documentati sui canali disponibili: ANAC, canale interno aziendale, o — se ritieni che l'informazione abbia rilevanza giornalistica — contatta un giornalista che lavori su quella specifica area
  3. Consulta un avvocato prima di procedere: la tutela legale scatta solo se la segnalazione è fatta nei modi previsti dalla norma
  4. Non agire da soli: la protezione del whistleblower funziona se il percorso è corretto; errori procedurali possono ridurre le tutele

Un avvocato esperto in diritto del lavoro o in diritto dell'informazione può analizzare la tua situazione specifica e aiutarti a scegliere il canale più sicuro. Su Expert Zoom trovi professionisti specializzati pronti a valutare il tuo caso.

Nota: Questo articolo ha finalità informative. Non sostituisce una consulenza legale professionale personalizzata.

I nostri esperti

Vantaggi

Risposte rapide e precise per tutte le tue domande e richieste di assistenza in più di 200 categorie.

Migliaia di utenti hanno ottenuto una soddisfazione di 4,9 su 5 per i consigli e le raccomandazioni fornite dai nostri assistenti.