Malen si ferma per risentimento muscolare: quando uno stiramento richiede davvero il medico sportivo

Donyell Malen, attaccante della AS Roma, in azione durante una partita di calcio

Photo : joshjdss / Wikimedia

6 min di lettura 21 settembre 2026

Donyell Malen ha alzato bandiera bianca: risentimento muscolare, niente Olanda e ritiro a Trigoria. Il 20 settembre 2026, l'attaccante della Roma è stato escluso dalla convocazione della nazionale olandese per le prossime sfide di Nations League contro la Germania. Mentre i media discutono i tempi di recupero del campione giallorosso, c'è una domanda che riguarda molti di noi: quando un dolore muscolare dopo una partita o una corsa è solo stanchezza, e quando invece richiede davvero l'intervento di un medico sportivo?

Cosa è successo a Malen: il risentimento che ferma anche i campioni

Malen era in grande forma: dopo l'ottima prestazione contro l'Inter, il suo avvio di stagione con la Roma sembrava promettente. Poi la sosta per le nazionali ha portato una brutta notizia. Anche Wesley e Bryan Cristante sono rimasti a Trigoria per problemi fisici: tre assenti illustri in pochi giorni, tutti con problemi muscolari.

Secondo le fonti vicine al club, il caso di Malen è definito di "lieve entità" e il giocatore dovrebbe rientrare a disposizione per le sfide contro Como e Real Madrid, dopo la sosta internazionale. Il medico sociale della Roma lo seguirà quotidianamente a Trigoria, con l'obiettivo di non forzare i tempi. Una scelta che nel calcio professionistico è ormai standard, e che dice molto su come si dovrebbe gestire questo tipo di infortunio a qualsiasi livello.

La segnalazione precoce dell'infortunio e il ritiro cautelativo dalla nazionale sono esattamente il tipo di decisione che anche un calciatore amatoriale dovrebbe saper prendere — invece di "stringere i denti" e rischiare di aggravare una lesione che, con le giuste cure, si risolve in pochi giorni.

Risentimento muscolare: cosa dice la medicina sportiva

Il termine "risentimento muscolare" è una categoria ampia che include diversi livelli di lesione delle fibre muscolari. Il Ministero della Salute distingue tre gradi principali nella valutazione delle lesioni da attività fisica sportiva:

  • Grado 1 (stiramento semplice): microlesioni delle fibre, dolore localizzato, gonfiore lieve. Recupero tipico: 7-14 giorni con riposo e fisioterapia.
  • Grado 2 (distrazione parziale): rottura parziale delle fibre, dolore acuto, ematoma visibile. Recupero: 3-6 settimane, spesso con trattamento fisioterapico intensivo.
  • Grado 3 (rottura completa): lacerazione totale del muscolo, dolore severo, incapacità funzionale. Recupero: 8-12 settimane, a volte chirurgia.

Nel caso di Malen, la descrizione "lieve entità" con previsione di recupero in pochi giorni suggerisce quasi certamente un grado 1. Ma nel calcio amatoriale, spesso ci si autocura anche quando il problema è più serio, con il rischio di peggiorare la lesione. La difficoltà sta nel fatto che nelle prime ore la distinzione tra grado 1 e grado 2 non è sempre evidente senza un esame clinico.

Secondo i dati dell'Unione Europea di Calcio (UEFA), i problemi muscolari rappresentano circa il 37% di tutti gli infortuni nel calcio professionistico europeo. Nel calcio amatoriale, la percentuale è ancora più alta: mancando un preparatore atletico e un medico di squadra, molti giocatori si ritrovano a giocare con lesioni non ancora guarite.

I numeri degli infortuni nel calcio italiano

Ogni anno in Italia circa 850.000 giocatori di calcio amatoriale riportano almeno un infortunio muscolare significativo durante la stagione. Di questi, meno del 25% consulta un medico sportivo, preferendo l'automedicazione con ghiaccio e antinfiammatori.

Il problema è che questa scelta può sembrare economica nell'immediato, ma diventa cara nel lungo periodo. Una lesione di grado 1 mal gestita ha il 40-60% di probabilità di trasformarsi in una lesione ricorrente entro sei mesi, secondo i dati della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). Una lesione ricorrente richiede in media 3-4 settimane di recupero invece di 1-2, e aumenta significativamente il rischio di evoluzioni più gravi.

Anche il sistema sanitario ne risente: le visite ortopediche e fisioterapiche per lesioni muscolari mal gestite generano un costo stimato di oltre 200 milioni di euro all'anno a carico del SSN italiano, secondo i dati ISTAT 2025 sulle patologie dell'apparato locomotore. Un investimento preventivo in una visita medico-sportiva da 80-120 euro si traduce spesso in un risparmio netto per il paziente — e meno pressione sulle strutture sanitarie pubbliche.

Caso concreto: il calciatore della domenica con il "crampo" che non passa

Marco ha 38 anni e gioca nel campionato UISP ogni domenica mattina. A fine partita, sente un dolore acuto al polpaccio destro durante uno scatto: non cade, il dolore passa in qualche minuto, e lui pensa "solo un crampo". Lunedì applica ghiaccio e ibuprofene. Giovedì il dolore si è attenuato del 70% e lui si allena. La domenica successiva, durante il primo cambio di direzione, sente un nuovo "schiocco" — molto più doloroso del primo.

Se Marco avesse consultato un medico sportivo entro 48 ore dalla prima lesione, avrebbe probabilmente ricevuto questa diagnosi: distrazione muscolare di grado 1-2 del gastrocnemio mediale. Protocollo: riposo 10 giorni, fisioterapia 3 sedute, ritorno progressivo al campo dopo 3 settimane. Costo stimato: 120-180 € tra visita medica e fisioterapia.

Invece, dopo aver ignorato il primo segnale, Marco ha riportato una distrazione di grado 2 aggravata, con ematoma visibile e dolore in carico. Nuovo protocollo: riposo minimo 4 settimane, fisioterapia 8-10 sedute, ecografia muscolare obbligatoria. Costo stimato: 500-700 €, più un mese di fermo dai campi.

La regola dei medici sportivi è chiara: se il dolore muscolare dura più di 24 ore, cambia la tua capacità di camminare normalmente, o peggiora dopo le prime ore, non aspettare. Il rischio di aggravamento nei primi 3-5 giorni è massimo e il trattamento precoce è quello con i risultati migliori.

Il medico sportivo: cosa fa e perché fa la differenza

Un medico sportivo non è solo "il dottore che ti dà l'ok per giocare". È uno specialista in grado di classificare con precisione la lesione tramite esame clinico ed eventuale ecografia, distinguendo tra stiramento, distrazione parziale e rottura completa. Sa prescrivere un protocollo di recupero personalizzato, calibrando riposo, terapie fisiche (ultrasuoni, tecarterapia, laser) e rinforzo muscolare progressivo.

Importante anche la valutazione dei fattori di rischio individuali: precedenti lesioni nella stessa area, carenze nutrizionali (magnesio, vitamina D), squilibri muscolari tra muscolatura anteriore e posteriore della coscia, o semplicemente una preparazione atletica insufficiente. Questi fattori spiegano perché Malen e altri professionisti subiscono recidive anche con tutto lo staff medico di una grande squadra: il corpo ha le sue logiche, e un esperto le sa leggere.

Per i calciatori amatoriali, la visita medico-sportiva ha anche un valore preventivo: individuare questi squilibri prima di una stagione riduce il rischio di infortunio del 30-40%, secondo la FMSI. Un consulto con un medico sportivo su Expert Zoom può fare la differenza tra una stagione intera e mesi di problemi ricorrenti.

Come nel caso di Malen — e come dimostra anche la storia di David Neres, tornato in campo dopo 7 mesi da un grave infortunio alla caviglia — la gestione medica precoce degli infortuni non è un lusso riservato ai professionisti: è semplicemente la scelta più efficace.

Cosa fare subito se ti fai male durante una partita

  1. Fase acuta (prime 48-72 ore): segui il protocollo RICE — Riposo, Ghiaccio (15-20 min ogni 2-3 ore), Compressione, Elevazione. Evita calore, alcol e massaggi nelle prime 24 ore: fanno aumentare il gonfiore.
  2. Dopo 48 ore: se il dolore non migliora sensibilmente, compare un livido, non riesci a camminare normalmente o il muscolo è "duro" al tatto, consulta un medico sportivo entro 72 ore.
  3. Non accelerare il ritorno: la sensazione di miglioramento non significa guarigione. Il tessuto muscolare cicatrizza completamente in 3-4 settimane anche per lesioni di grado 1; il ritorno prematuro all'attività è la causa principale di recidiva.
  4. Chiedi un'ecografia muscolare: costa in media 60-80 € in Italia e fornisce una mappa precisa della lesione, permettendo al medico di calibrare con precisione i tempi di recupero.

Il Ministero della Salute italiano raccomanda la valutazione medica preventiva e il controllo specialistico per chiunque pratichi sport a livello agonistico o amatoriale intensivo — perché prevenire è sempre più semplice e meno costoso che curare.

Avvertenza: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico. In caso di infortunio, consulta sempre un professionista della salute.

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