Dal 1° gennaio 2026 l'Italia ha introdotto nuove protezioni per i lavoratori in malattia, mentre da marzo 2026 l'INPS ha reso obbligatorio il nuovo sistema di rendicontazione UNIEMENS. Milioni di lavoratori italiani non sanno ancora di avere diritti rafforzati in caso di malattia grave o cronica.
Cosa è cambiato nel 2026 sulla malattia
Il 2026 segna una svolta importante nel diritto alla malattia dei lavoratori italiani. Due grandi novità sono entrate in vigore:
Nuovi permessi retribuiti per malattie gravi (Legge 106/2025) Dal 1° gennaio 2026, i lavoratori con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74% che soffrono di malattia oncologica attiva, condizioni croniche invalidanti o malattie rare hanno diritto a 10 ore annue di permesso retribuito aggiuntivo. In caso di necessità prolungata, è prevista anche la possibilità di 24 mesi di aspettativa non retribuita, continuativa o frazionata.
Questi diritti si affiancano ai permessi già previsti dalla Legge 104/1992 e rappresentano un ampliamento significativo delle tutele per chi convive con patologie gravi.
Nuovo obbligo UNIEMENS per i datori di lavoro (marzo 2026) Da marzo 2026, l'INPS ha reso obbligatorio un sistema di rendicontazione giornaliera per tutte le assenze per malattia, incluse quelle inferiori ai 7 giorni. I datori di lavoro devono ora collegare ogni certificato medico telematico (tramite codice PUC) direttamente al flusso UNIEMENS. Questo cambiamento crea tracciabilità completa tra certificati, giorni di assenza e importi di indennità — ma implica anche un controllo più rigoroso da parte dell'INPS.
I diritti del lavoratore in malattia: il quadro completo
Molti lavoratori italiani non conoscono a fondo i propri diritti durante i periodi di malattia. Ecco il quadro essenziale:
Certificazione medica Dal 2026, è possibile ottenere il certificato di malattia anche tramite telemedicina, equiparata per legge alla visita in presenza (Legge 182/2025). Il medico trasmette il certificato direttamente all'INPS per via telematica: il lavoratore non deve consegnarlo al datore di lavoro.
Durata e retribuzione Per i lavoratori dipendenti, i primi tre giorni di malattia sono generalmente a carico del datore di lavoro secondo i contratti collettivi. Dal quarto giorno, interviene l'INPS con l'indennità di malattia, che ammonta al:
- 50% della retribuzione media giornaliera per i giorni dal 4° al 20°
- 66,66% dal 21° al 180° giorno
Controllo fiscale dell'INPS Con il nuovo sistema UNIEMENS, l'INPS è in grado di incrociare automaticamente i dati dei certificati medici con i versamenti contributivi. I lavoratori in malattia hanno il diritto di ricevere la visita fiscale dell'INPS a domicilio, ma anche il diritto di contestare eventuali irregolarità riscontrate.
Protezione dal licenziamento Durante il periodo di comporto — ossia il periodo massimo di malattia stabilito dal contratto collettivo — il lavoratore non può essere licenziato per malattia. La durata del comporto varia da contratto a contratto: nel CCNL metalmeccanici (rinnovato nel 2026) è pari a 12 mesi nell'arco di 36 mesi per le malattie ordinarie, con estensioni per patologie gravi.
Cosa fare se il datore di lavoro non rispetta i tuoi diritti
Il caso più comune di contenzioso in materia di malattia riguarda il licenziamento per superamento del periodo di comporto senza che l'azienda abbia detratto correttamente i periodi di ricovero, chemioterapia o le assenze coperte dalla Legge 104. Un errore che può costare caro al datore di lavoro — e che il lavoratore ha diritto di contestare.
Se ritieni che i tuoi diritti in malattia siano stati violati, un avvocato specializzato in diritto del lavoro può:
- Verificare il corretto computo del periodo di comporto
- Impugnare un licenziamento illegittimo entro 60 giorni dalla comunicazione scritta
- Richiedere il risarcimento per le ore non retribuite o i permessi negati indebitamente
- Assistiti nel contenzioso con l'INPS in caso di indennità non corrisposta
Su ExpertZoom puoi trovare avvocati specializzati in diritto del lavoro che possono valutare la tua situazione specifica e guidarti nelle azioni da intraprendere.
I nuovi diritti per i metalmeccanici nel 2026
Il rinnovo del CCNL metalmeccanici (2025-2028), entrato in vigore il 1° gennaio 2026, ha introdotto modifiche specifiche per i lavoratori con patologie oncologiche o croniche. Tra le novità più rilevanti:
- Permessi aggiuntivi per le sessioni di chemioterapia o radioterapia
- Flessibilità oraria per visite mediche legate a patologie invalidanti
- Tutele rafforzate per il rientro in servizio dopo lunghe assenze per malattia
Più di un milione di lavoratori del settore metalmeccanico sono interessati da queste norme, ma molti di loro non ne sono ancora a conoscenza.
Come il sistema di telemedicina cambia il certificato di malattia
La grande novità del 2026 è la possibilità di ottenere il certificato di malattia tramite videoconsulto con il proprio medico di base o con un medico convenzionato. La Legge 182/2025, in vigore dal 2026, equipara il certificato telematico a quello rilasciato in presenza. Questo significa che un lavoratore con febbre alta o in condizioni di mobilità ridotta non è più costretto a uscire di casa per ottenere il certificato.
Il medico, attraverso una piattaforma certificata, trasmette il documento direttamente all'INPS. Il codice di protocollo viene comunicato al lavoratore, che può scaricarlo anche tramite il portale INPS o l'app IO.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale. Per valutare la tua situazione specifica — in particolare in caso di licenziamento, contestazione dell'indennità INPS o patologie che potrebbero qualificarti per i nuovi permessi — è consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto del lavoro.
Fonte: INPS — Permessi retribuiti 2026 per malattie gravi e invalidanti
