Sonego a Ginevra prima del Roland Garros 2026: polso a rischio e quando uno specialista fa la differenza

Tennista con polso fasciato a bordo campo in preparazione al Roland Garros 2026

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5 min di lettura 18 maggio 2026

Lorenzo Sonego a Ginevra prima del Roland Garros 2026: polso a rischio e quando uno specialista fa la differenza

Lorenzo Sonego è l'unico italiano nel tabellone principale dell'ATP 250 di Ginevra 2026, torneo in corso questa settimana prima dell'inizio del Roland Garros (24 maggio). Per il torinese — attuale numero 69 del ranking ATP — il torneo svizzero è un test cruciale: i problemi al polso lo hanno frenato per settimane, compromettendo la continuità di rendimento. A sei giorni dallo Slam parigino, la salute dell'articolazione è più importante del risultato in sé.

Sonego e il polso: un'insidia ricorrente nel tennis professionistico

Il polso è una delle articolazioni più sollecitate nel tennis. Ogni servizio, ogni rovescio bimane, ogni smorzata trasmette forze che si moltiplicano giornata dopo giornata lungo tutto il circuito ATP. Sonego, con il suo stile aggressivo da fondo campo e il dritto potente che ha fatto la sua fortuna, espone il polso destro a carichi ripetuti che difficilmente si incontrano in altri sport. I problemi che lo hanno rallentato nel 2026 si inseriscono in una casistica medica ben documentata: secondo i dati del British Journal of Sports Medicine, le patologie al polso rappresentano il 14-17% di tutti gli infortuni nel tennis professionistico maschile, con picco di incidenza tra i 27 e i 34 anni.

Sonego ha 29 anni. È in piena finestra di rischio.

Le tre patologie del polso che fermano i tennisti

Le affezioni che colpiscono il polso dei giocatori di tennis — professionisti o amatori — rientrano principalmente in tre categorie:

Tendinopatie dei flessori e degli estensori: l'infiammazione dei tendini che controllano i movimenti della mano. La tendinite del flessore ulnare del carpo è la più comune nei giocatori di rovescio bimane; si manifesta con dolore palpabile sul bordo interno del polso e calo della forza di presa. Nei casi cronici può portare alla calcificazione tendinea.

Sindrome del tunnel carpale: la compressione del nervo mediano, favorita dai movimenti ripetitivi con l'impugnatura della racchetta. Produce formicolio, intorpidimento delle dita e, negli stadi avanzati, difficoltà a tenere in mano gli oggetti. Spesso confusa con affaticamento muscolare nelle fasi iniziali.

Lesione del triangolo fibrocartilagineo (TFCC): è la patologia più temuta nel tennis. Il TFCC è la struttura che stabilizza l'articolazione radio-ulnare distale durante la rotazione del polso — esattamente il gesto che si compie nel servizio con effetto e nel rovescio slice. Una lesione parziale produce dolore cronico nella zona ulnare del polso; quella completa può portare a instabilità articolare permanente se non trattata.

Quando smettere di "stringere i denti"

L'errore più comune tra gli sportivi amatori — ma anche tra alcuni professionisti alle prime armi — è attribuire il dolore al polso al semplice affaticamento e continuare ad allenarsi. Ci sono invece segnali precisi che indicano la necessità di un consulto medico specialistico urgente:

  • Dolore persistente oltre 48 ore dopo l'attività, anche a riposo
  • Riduzione della forza di presa: difficoltà ad aprire porte, stringere la mano, tenere una bottiglia
  • Crepitio o scricchiolio durante la rotazione del polso
  • Gonfiore localizzato nella zona dorsale o ulnare
  • Comparsa del dolore a carichi sempre più bassi: se prima faceva male solo dopo due ore di tennis e ora fa male dopo venti minuti, la situazione si sta aggravando

Un fisioterapista sportivo o un ortopedico specializzato nello sport può effettuare test di provocazione specifici — il test di Watson per il TFCC, il test di Finkelstein per la tenosinovite di De Quervain, i test di compressione neurale per la sindrome del tunnel carpale — e, se necessario, prescrivere ecografia o risonanza magnetica con gadolinio per imaging ad alta risoluzione.

Il percorso di recupero: dalla fisioterapia all'artroscopia

Il trattamento dipende dalla diagnosi e dalla gravità della lesione. Per la maggior parte delle tendinopatie acute e subacute, il protocollo conservativo prevede:

  1. Riposo relativo con tutore notturno, non assoluto: l'immobilizzazione totale prolunga il recupero
  2. Fisioterapia attiva: tecarterapia, ultrasuoni terapeutici, onde d'urto focalizzate
  3. Esercizi eccentrici progressivi per i tendini coinvolti — il gold standard terapeutico secondo la letteratura degli ultimi vent'anni
  4. Infiltrazioni di acido ialuronico o PRP (plasma ricco di piastrine) nei casi refrattari al trattamento conservativo dopo 6-8 settimane

Nei casi più gravi — lesioni complete del TFCC, cisti gangliari compressive, sindrome del tunnel carpale severa — l'intervento artroscopico permette di operare con incisioni millimetriche, una degenza di 24-48 ore e tempi di recupero sportivo di 8-12 settimane. Sonego ha scelto di gestire il problema senza ricorrere alla chirurgia, affidandosi alla fisioterapia per presentarsi in condizioni competitive a Parigi.

Sport amatoriale e diagnosi tardiva: il rischio più sottovalutato

Se per Sonego esiste uno staff medico dedicato — fisioterapisti, medici di squadra, specialisti in medicina dello sport — lo sportivo amatore deve spesso costruirsi un percorso di cura in autonomia. Questo espone al rischio di diagnosi tardiva: una lesione parziale del TFCC non trattata può evolvere in instabilità articolare cronica, condizione che in alcuni casi richiede artrodesi (fusione ossea) come unica soluzione definitiva.

L'Istituto Superiore di Sanità, nell'ambito delle sue linee guida sulla salute fisica nello sport amatoriale, raccomanda che qualsiasi dolore articolare che persista oltre due settimane in un soggetto fisicamente attivo venga valutato da un professionista. In Italia, i centri di medicina sportiva certificati offrono percorsi diagnostici completi: anamnesi sportiva, test funzionali, imaging e pianificazione del recupero in un unico accesso. I tempi d'attesa nel privato convenzionato sono generalmente inferiori a dieci giorni lavorativi.

Prevenzione: cosa fanno i professionisti che gli amatori non fanno

Il caso di Sonego — e di ogni tennista professionista che si porta in campo un'articolazione dolorante — offre una lezione pratica a chiunque pratichi sport con la racchetta. Alcune misure preventive, validate dalla letteratura scientifica e adottate sistematicamente nei centri di alta performance:

  • Riscaldamento specifico del polso (almeno 10-15 minuti) prima di ogni seduta: rotazioni, flessioni progressive, esercizi con elastico
  • Rafforzamento eccentrico dei muscoli dell'avambraccio: tre sessioni settimanali riducono del 40-60% l'incidenza delle tendinopatie, secondo i dati del Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy
  • Sostituzione periodica del sovrimpugnatura: il grip logoro aumenta le vibrazioni trasmesse all'articolazione e riduce il controllo motorio
  • Ascolto del dolore come segnale, non come nemico: il dolore è informazione; ignorarlo sistematicamente trasforma microlesioni reversibili in danni strutturali

Per un consulto specialistico — che si tratti di valutare un dolore cronico o impostare un programma di prevenzione personalizzato — un fisioterapista sportivo o un medico dello sport su Expert Zoom può fare la differenza tra una stagione recuperata e mesi di stop.

Nota informativa: le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere medico. In caso di dolore articolare persistente, consultare un professionista della salute.

Per approfondire le raccomandazioni ufficiali sull'attività fisica e la salute articolare in Italia, consultare le linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità.

Crediti fotografici : Questa immagine è stata generata dall'intelligenza artificiale.

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