La notizia ha colpito fan e colleghi: Licia Colò, presentatrice di Eden - Un Pianeta da Salvare e volto storico della televisione italiana, ha confermato la separazione dal marito Alessandro Antonino dopo oltre 22 anni di matrimonio. "Il mio matrimonio è finito", ha dichiarato la conduttrice in un'intervista al settimanale Nuovo, senza drammi, ma con la consapevolezza di una scelta condivisa. Una storia d'amore lunga oltre due decenni, finita in silenzio — eppure capace di sollevare domande molto concrete: cosa succede legalmente dopo un matrimonio così lungo? Quali diritti ha ciascun coniuge? E cosa fare — davvero — per tutelarsi in modo adeguato?
La separazione di una coppia storica: i fatti
Licia Colò e Alessandro Antonino, produttore audiovisivo conosciuto sui social come Mr. Nat., si erano sposati nel 2004 e hanno una figlia, Liala, nata nel 2008. Per oltre due decenni hanno costruito una famiglia e, secondo diverse fonti, condiviso anche progetti professionali. Poi, nel 2026, la decisione: i sentimenti si sono trasformati, l'amore romantico si è evoluto in affetto profondo, ma la coppia ha scelto strade separate.
Quel che colpisce, nella vicenda di Licia Colò, non è tanto la crisi in sé — le coppie si separano, è fisiologico — quanto il modo pacato con cui è stata gestita. Non ci sono stati comunicati di avvocati, guerre mediatiche, o accuse pubbliche. Eppure, anche le separazioni consensuali devono attraversare un percorso legale preciso, specialmente dopo oltre 20 anni di matrimonio. E la storia di questa coppia può servire da specchio per molti italiani che si trovano — o potrebbero trovarsi — in una situazione simile.
Il regime patrimoniale: la scelta che cambia tutto
In Italia, il matrimonio produce effetti giuridici che vanno ben oltre la cerimonia e gli anelli. Il regime patrimoniale scelto dalla coppia al momento delle nozze — comunione dei beni o separazione dei beni — determina in modo decisivo cosa accade alle risorse accumulate durante l'unione.
Comunione dei beni: è il regime legale predefinito, salvo diversa scelta espressa davanti al notaio. Con la comunione, tutto ciò che i due coniugi acquistano durante il matrimonio diventa automaticamente proprietà condivisa al 50%, indipendentemente da chi ha pagato o chi ha guadagnato di più. Casa, auto, conti correnti cointestati, investimenti: tutto entra nel patrimonio comune. Secondo i dati del Ministero della Giustizia, circa il 60% delle coppie italiane che si sono sposate prima del 2010 ha optato — per scelta o per inerzia — per la comunione dei beni.
Separazione dei beni: ciascun coniuge mantiene la titolarità esclusiva di ciò che acquisisce durante il matrimonio. È più semplice in fase di rottura, ma non elimina tutte le complessità: i beni acquistati insieme (intestati a entrambi) rimangono comunque in comproprietà e devono essere divisi.
Dopo 22 anni, le risorse accumulate possono essere ingenti: immobili, fondi pensione, quote societarie, royalties, diritti su programmi televisivi. La valutazione di questi asset richiede spesso l'intervento di professionisti — non solo avvocati, ma anche commercialisti e periti immobiliari.
L'assegno di mantenimento dopo un matrimonio lungo
Un altro elemento cruciale nelle separazioni di lunga durata è l'assegno di mantenimento. In base alla giurisprudenza italiana aggiornata — confermata dalla Corte di Cassazione anche nel 2025 — l'assegno divorzile non è più automatico: deve esserci una disparità economica significativa tra i coniugi e deve essere dimostrato che il coniuge meno abbiente ha sacrificato la propria carriera per il nucleo familiare.
Nel caso di una coppia con due redditi propri, la questione è meno lineare di quanto sembri. Ma questo non elimina la possibilità di accordi legati alla figlia. Liala, nata nel 2008, ha circa 18 anni nel 2026. Per i figli che abbiano raggiunto la maggiore età ma non siano ancora economicamente indipendenti, la legge italiana (art. 337-septies c.c.) prevede che entrambi i genitori contribuiscano al mantenimento in proporzione al proprio reddito, fino al conseguimento dell'autosufficienza economica. Questo punto sorprende molti genitori: il compimento dei 18 anni non interrompe automaticamente gli obblighi di mantenimento.
Come evidenziato anche nel caso di Pamela Camassa e Filippo Bisciglia, le convivenze e i matrimoni lunghi condividono molte delle stesse insidie legali: la mancanza di una pianificazione iniziale si traduce spesso in controversie costose in fase di rottura.
Caso concreto: vent'anni di comunione dei beni, cosa cambia
Prendiamo il caso di una coppia che si sposa nel 2004, sceglie — anche per inerzia — la comunione dei beni, e decide di separarsi nel 2026. In 22 anni hanno accumulato:
- Un appartamento del valore attuale di 380.000 €, con un mutuo residuo di 60.000 €: patrimonio netto comune = 320.000 €, pari a 160.000 € ciascuno
- Risparmi e investimenti finanziari per circa 95.000 € in totale: 47.500 € ciascuno
- Uno dei due coniugi ha avviato un'attività individuale durante il matrimonio: le quote della società non rientrano nella comunione (art. 179 c.c.), ma i frutti dell'attività generati durante il matrimonio sì
Se la separazione è consensuale, i coniugi possono accordarsi liberamente sulla divisione, con l'assistenza di un avvocato ciascuno. Il procedimento può essere omologato dal Tribunale in 3-6 mesi, con costi totali che vanno da 1.500 a 4.000 € per parte.
Se invece la separazione è giudiziale — cioè i coniugi non trovano accordo — i tempi si allungano a 18-36 mesi, i costi possono raggiungere i 10.000-15.000 € per parte, e si aggiunge lo stress di udienze, perizie tecniche e CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) per la stima degli immobili.
La differenza tra 4.000 € e 15.000 €, o tra 4 mesi e 3 anni di procedimento, dipende spesso dalla qualità della consulenza legale ricevuta nelle prime fasi. Se entrambi i coniugi condividono beni immobili in comunione e non concordano sulla stima del valore, ogni mese in più di lite significa ulteriori spese legali e deterioramento del patrimonio comune.
I beni che restano fuori dalla comunione: spesso ignorati
Un errore frequente è pensare che la comunione dei beni riguardi tutto il patrimonio. La legge italiana esclude espressamente dalla comunione:
- I beni ricevuti in donazione o eredità durante il matrimonio (se non destinati al nucleo familiare)
- I beni personali acquistati prima del matrimonio
- I beni strumentali all'attività professionale esclusiva di uno dei coniugi
- I risarcimenti per danni alla persona
Questo significa che, in una separazione complessa, la prima cosa da fare con un avvocato è mappare l'intero patrimonio e classificare correttamente ogni asset. Non è raro che — in buona fede — i coniugi includano o escludano erroneamente beni dalla divisione, generando contestazioni anche mesi dopo la firma degli accordi.
Cosa fare concretamente: la lista dell'avvocato
La storia di Licia Colò dimostra che una separazione può essere gestita con dignità e riserbo. Ma la serenità emotiva non elimina la necessità di una tutela legale adeguata. Se ti trovi in una situazione simile — o vuoi semplicemente capire cosa comporta il tuo regime matrimoniale attuale — questi sono i passi concreti che un avvocato specializzato in diritto di famiglia consiglia di seguire:
- Verifica il tuo regime patrimoniale: controlla l'atto di matrimonio o il contratto notarile — se non trovi nulla, sei probabilmente in comunione dei beni
- Fai un inventario dei beni comuni: immobili, conti, veicoli, quote societarie, fondi di investimento
- Calcola il mantenimento eventuale: considera i redditi di entrambi i coniugi e le esigenze dei figli, anche se maggiorenni
- Valuta la separazione consensuale: è più rapida, meno costosa, e meno traumatica per l'intero nucleo familiare
- Consulta un avvocato prima di firmare qualsiasi cosa: anche un accordo "amichevole" firmato senza assistenza legale è giuridicamente vincolante
Anche nel caso delle coppie VIP — come discusso in relazione alla pianificazione legale prima del matrimonio — è emerso che il regime patrimoniale scelto all'inizio del matrimonio ha conseguenze enormi decenni dopo.
Su Expert Zoom puoi trovare avvocati specializzati in diritto di famiglia disponibili per una consulenza online riservata. Un primo confronto con un professionista può chiarire la tua situazione specifica e aiutarti a evitare errori costosi — prima che diventino irreversibili.
La separazione di Licia Colò è uno spunto per riflettere: le decisioni patrimoniali prese all'inizio di un matrimonio — o quelle mai prese — hanno conseguenze reali, anche vent'anni dopo.
Avviso: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo. Non costituiscono consulenza legale. Per una valutazione specifica della propria situazione, è necessario rivolgersi a un avvocato abilitato.

Chiara Romano