La clausola rescissoria da 175 milioni di euro di Rafael Leão con l'AC Milan è scaduta a mezzanotte del 31 maggio 2026: nessun club l'ha esercitata. Il Milan ora valuta offerte intorno ai 50-60 milioni, ma la situazione contrattuale del portoghese solleva domande che vanno ben oltre il calciomercato estivo.
La clausola rescissoria: cos'è e perché esiste
Una clausola rescissoria è una disposizione inserita in un contratto di lavoro sportivo che permette a un calciatore — o al club acquirente — di liberarsi del vincolo contrattuale pagando una somma predefinita. Nel caso di Leão, la cifra era fissata a 175 milioni di euro, ma con una finestra temporale precisa: la clausola era attivabile solo dal 1° al 15 luglio di ogni anno.
In Italia, i contratti degli sportivi professionisti sono regolati principalmente dalla Legge 91 del 23 marzo 1981, che stabilisce le norme fondamentali sui rapporti tra società sportive e atleti professionisti. Questa legge definisce le condizioni di cessione, i limiti dei vincoli e le procedure da seguire in caso di risoluzione anticipata del contratto.
Il gap tra clausola e valore reale: un paradosso contrattuale
Il contratto di Leão con il Milan — in scadenza il 30 giugno 2028 — include una clausola che, almeno sulla carta, dovrebbe tutelare il club. Eppure il valore di mercato attuale del giocatore si attesta tra i 50 e i 60 milioni di euro: un divario di oltre 100 milioni rispetto alla cifra contrattuale.
Questa discrepanza non è un errore: è una strategia deliberata. Quando il Milan ha rinegoziato il contratto con Leão nel 2023, ha inserito una clausola volutamente alta per scoraggiare i grandi club dall'effettuare offerte al ribasso. In teoria, chiunque voglia Leão deve pagare 175 milioni. In pratica, però, nessuno l'ha fatto — e il Milan si trova nella situazione paradossale di dover vendere a un prezzo molto inferiore alla propria tutela contrattuale.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano e Tuttosport nel maggio 2026, i club interessati includono Manchester United, Barcellona, Fenerbahçe e Al-Hilal: tutti pronti a trattare intorno ai 50 milioni, un terzo della clausola.
Quando un contratto sportivo diventa una trappola
Il caso Leão illustra un rischio giuridico reale: una clausola pensata per proteggere può rivelarsi inutile se il valore di mercato del giocatore crolla o non cresce come previsto. Gli avvocati specializzati in diritto sportivo sottolineano almeno tre aree critiche nei contratti dei calciatori professionisti.
Primo, le clausole rescissorie devono essere calibrate sulla proiezione realistica del valore dell'atleta nei successivi 2-3 anni, non su aspettative ottimistiche. Una clausola irrealistica non scoraggia i club interessati: li spinge semplicemente a trattare fuori dai canali ufficiali.
Secondo, la finestra di attivazione — nel caso Leão, solo 15 giorni l'anno — crea squilibri temporali che possono danneggiare entrambe le parti. Un club che vuole trattare a giugno si trova bloccato fino a luglio; scaduta la finestra, la clausola perde efficacia per altri 12 mesi.
Terzo, i contratti sportivi in Italia devono essere depositati presso la Federazione di riferimento — in questo caso la FIGC — e rispettare i limiti temporali massimi previsti dalla Legge 91/1981. Un avvocato sportivo verifica che ogni clausola sia conforme alle norme federali, oltre che a quelle civili.
Il caso della clausola di riscatto nel trasferimento di Maldini alla Lazio offre un'ulteriore prospettiva su come queste disposizioni funzionino — e quando falliscono — nella pratica del calcio italiano.
Cosa succede se un calciatore vuole andarsene contro la volontà del club
Leão ha dichiarato pubblicamente, il 26 maggio 2026, di aver vissuto "un periodo che ha messo alla prova il mio stato fisico e psicologico al massimo". Un segnale, interpretato da molti osservatori, di disagio profondo nel contesto milanista.
Ma anche se un calciatore vuole lasciare, non può farlo unilateralmente senza conseguenze legali. La rottura unilaterale del contratto sportivo espone l'atleta al pagamento di un risarcimento danni al club, calcolato sulla base del valore residuo del contratto. Secondo il regolamento FIFA, il calciatore può essere anche sanzionato con la sospensione dell'attività sportiva internazionale per un certo periodo.
Questo è il motivo per cui, nella pratica, i calciatori che vogliono partire attendono una finestra di mercato, cercano un accordo consensuale con il club cedente, oppure scelgono di non rinnovare e aspettare la scadenza naturale. La gestione dei conflitti nel diritto del lavoro sportivo richiede competenze specifiche che solo un avvocato specializzato in diritto sportivo può garantire.
Quando rivolgersi a un avvocato sportivo
Il caso Leão non riguarda solo il calcio professionistico. Chiunque sia legato a un datore di lavoro tramite un contratto con clausole particolari — non concorrenza, penali di uscita, diritti d'immagine — può trovarsi in una situazione analoga. Le domande da porsi sono simili: quanto vale davvero quella clausola? È attivabile nel momento in cui ne ho bisogno? Cosa succede se voglio andarmene prima della scadenza?
Queste non sono domande retoriche. Sono questioni che un professionista legale specializzato può analizzare prima che diventi un problema. Se hai un contratto di lavoro con clausole vincolanti e stai valutando un cambiamento, affidarsi a un avvocato esperto in diritto del lavoro può fare la differenza tra una transizione fluida e una controversia costosa.
Nota: questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, è necessario rivolgersi a un avvocato qualificato.

Sofia Gallo